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Letterina
Caro nipote Caprone Gabriele,
caro nipote Caproncino Alessandro.
Oggi,9 maggio,proprio oggi,quarant'anni fa,piu' o meno a quest'ora,in casa squillo' il telefono e andai a rispondere.
Era mio zioMario,con una voce strana.
Molto seria e preoccupata.
Per dirmi che a Roma,in una Renault Rossa,avevano trovato
il corpo dell'onorevole Aldo Moro.
Cioe'.
Che Aldo Moro era morto.
Che lo avevano assassinato.
(Dopo essere stato rapito e tenuto prigioniero per cinquantacinque giorni.)
Io avevo sedici anni e ascoltai
lo zio completamente imbambolata
dalla sorpresa e pure inorridita.
Mi prendeva "dentro" un grande dolore,una brutta sensazione di vuoto.
In quel momento io non lo sapevo,pero' poi.Avrei capito che quella sensazione la provarono come me milioni di italiani.
E la provano ancora oggi,quando ci pensano.
Lui fece quella telefonata perche' io e Manuela
(che era ancora a scuola con MariaAntonietta,Anna,Milena e
non sapeva nulla)
non avevamo piu' il papa'
e lui voleva,non dico sostituirlo, ma spiegarci,affinche' noi capissimo bene , quello che era successo.
Aldo Moro,se mi ricordo dei miei pensieri di allora,fino a poco prima del suo rapimento,era solo un tizio che di lavoro faceva
"l'onorevole",cioe' il politico,ovvero nulla di piu' lontano e sconosciuto da me,che
1)avevo problemi con il Greco e la Matematica,che
2) non riuscivo a dimagrire perche' avevo sempre fame e che
3) non avevo mai soldi per comprarmi i libri
che volevo leggere.
Dunque Aldo Moro era uno qualunque, pero' potente, proprio potente perche' era politico, pure simpatico,per quell'espressione gentile e sempre sorridente che gli vedevo in faccia su giornali ed in tivu', edun poco buffo,per via di quel ciuffone bianco di capelli sulla fronte.
Niente piu'.
Ma.
Non appena fu rapito -come sempre mi capitava quando qualcuno era o e' rapito e allora di rapimenti ce n'erano tanti- incominciai
a pensarlo intensamente,chiedendomi dove stesse,come stesse.
Da qualche parte, prigioniero, solo nella sua ansia,lontano dalla famiglia,dalla moglie,dai figli,dai nipotini,dagli amici.
Con la paura appiccicata addosso.
L'incertezza.Ed il dolore.Tanto dolore.
Sapendo che - sicuramente- gli uomini della sua scorta che lo accompagnavano sempre,quasi suoi amici, erano morti
( e lui li aveva visti morire) quando lo avevano rapito,visto che i terroristi avevano sparato raffiche di proiettili giusto
per ucciderli.
A che,a chi pensasse...
Ero molto triste.
Poi incominciarono ad arrivare ai giornali delle lettere,che lui
scriveva dalla sua prigionia, chissa' da dove, e che i terroristi facevano recapitare perche' tutti le leggessero.
E tutti le leggevamo.
Con attenzione.
A volte io non ci capivo nulla,leggendo,aveva un modo di scrivere ed esprimersi completamente diverso dal mio,piu' *ricco* di termini nell'esposizione e piu' *profondo* nell'esprimere concetti,pero' mi sembrava chiaro che lui chiedesse
a i u t o ,che sperava che lo facessero
liberare, ed io tifavo per lui.
Speravo che lo avrebbero aiutato
Speravo che lo avrebbero salvato.
Speravo che lo avrebbero liberato.
Invece mi accorsi che NON sarebbe stato cosi'.
I terroristi *brigatisti*,delle
" brigate rosse"
(io odio questo nome)
dissero che lo avevano rapito,che gli stavano facendo un processo, poi ,un bel giorno , anche che lo avevano
condannato a morte.
(Mai ho capito quale fosse la *grande* colpa che -secondo loro- l'onorevole Moro avesse
commesso come politico e contro l'Italia.)
Pero'.
Che si poteva salvare.
E che per liberarlo lo Stato avrebbe dovuto liberare alcuni terroristi che erano in carcere.
La maggior parte dei politici,unita,
scelse di non liberare nessuno e la frase
che allora non capivo, fu :
"Lo Stato non scende a patti o affari con i terroristi che uccidono i cittadini",
tradotto :
"Voi che uccidete e rapite le persone andando contro la legge , non potete pretendere che facciamo uno scambio fra alcuni dei vostri e Aldo Moro".
Quindi, condanno' a morte Moro.
Una cosa sconvolgente.
Perche',si.
Lo Stato con le leggi che la maggior parte dei cittadini *rispettano* non puo' mettersi a fare trattative con dei terroristi.
Pero'.
(Secondo me allora,a sedici anni ed anche oggi...)
Lo Stato deve proteggere
TUTTI I SUOI CITTADINI,anche
un politico rapito e deve fare qualunque cosa
perche' sia SALVATO.
Passavano i giorni e quel "qualunque cosa perche' fosse salvato" non si vedeva da nessuna parte.Ed io -quando ne parlavo con me stessa- ero presa dall'ansia che *davvero* nessuno stesse facendo qualcosa.
E.Volendo aiutarlo, l'onorevole AldoMoro,
io,
proprio io (cioe' il nulla,praticamente nessuno)
- e non sapendo come fare- andavo in Chiesa,alla Madonna del Pozzo,ed accendevo una candelina.
Ogni mattina.
Un sacrificio tremendo,per me,perche'
ogni volta mi costava duecento lire,ed io che non avevo mai soldini e risparmiavo sempre, per andare a cinema o comprarmi libri...
55 giorni,duecento lire al giorno =una enormita'.
Proprio un sacrificio che mi imponevo.
Niente libri,niente cinema : io mi tassavo di duecento lire,per lui.
E per fargli compagnia con quella lucetta,quel piccolo sacrificio che
speravo,desse un aiuto,un sollievo...una speranza a quel poveraccio,da parte di questa ragazzina sconosciuta,ovunque lui fosse.
Perche' Aldo Moro,non era piu' il politico,il potente uomo dal ciuffo bianco nei capelli ,quello che vedevo in televisione,ma
*un poveraccio*,cioe' un uomo in
p e r i c o l o.
E quel termine,"poveraccio",non era offesa,ma una parola della mia nonna che
lo chiamava,in quei giorni,anche
"povero figlio".
~
Intanto che lo zio mi parlava,io accendevo la televisione,che era in bianco e nero,e dalle immagini del telegiornale si intravedeva una
automobile in una strada affollatissima.
Nell'automobile c'era qualcosa,ma distolsi subito lo sguardo
perche' non volevo vedere.
Cioe'.
Adesso che ci penso.
Io non volevo che Moro fosse stato
ucciso e per questo non volevo vedere.
Mentre lo zioMario mi diceva:
"questo e' un momento importante,stai vivendo la Storia.
Questa morte ingiusta ci fara' sentire addolorati per sempre.
E come ti ho telefonato io adesso per dirti quanto sia ingiusto,domani dovrai farlo tu con i tuoi nipoti .Perche' bisogna CAPIRE questa cosa TERRIBILE e non farla dimenticare MAI".
Eccomi qua.
Sono passati quarant'anni.
Lo zioMario non c'e' piu'.
Ed in tutti questi anni,poi. Io.
La foto di Aldo Moro, *quella foto* di Aldo Moro
come addormentato,adagiato in quella Renault Rossa,l'ho vista e mi costringo a vederla ogni volta che mi capita sotto il naso.
Ci sono tante cose che si dovrebbero spiegare o raccontare di Aldo Moro e della sua fine.
Ma spero
che ve le scoprirete da soli negli anni,come ho tentato di fare io in tanto tempo,a volte riuscendoci grazie a libri,giornali e film.
Ed ancora faccio quando ne ho l'occasione.
Solo una cosa,buona.In tutto questo.
E' da allora.
Che.
Il nostro Stato.
I nostri politici.
L'Italia,la nostra nazione,il nostro Paese.
Si adopera *sempre* per salvare la vita umana.
Cerca *sempre* di liberare e far rilasciare *vivi* i prigionieri (di guerra,di rapimenti) e salva la vita umana...
L'unica cosa buona.
Proprio perche' *allora*, la maggior parte dei politici (nonostante la maggior parte degli Italiani lo volesse far liberare e far tornare a casa *vivo*) non aiutarono
Aldo Moro.
In compenso.
Come mi disse lo zioMario.
Tutti ci portiamo dentro,fin giu' nel cuore,il dolore per la fine orrenda di AldoMoro e per la sua solitudine nella prigionia che tutti,ma proprio TUTTI gli vorremmo aver evitato.
zioMario mi telefono'.
Io.Invece.
Vi ho scritto su vuozzapp.
Di venire a leggermi qua.
-I tempi sono cambiati-.😉
Fra qualche anno dovrete farlo
voi,con i vostri nipoti.
(grazie per avermi letta fino qua,
due bacini)