martedì 12 giugno 2018

un poco, un tanto di come dici

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manchevolmente
il non mi conosco è
l'ombra di ognuno,
              quando ci si fugge
dal dovere di riflettere

ed io

ti leggo
scivolando in una frattura .

inequivocabili messaggi
di dolore,rimproveri
valutando l'ipotesi
in righe di memoria
fissate
 nelle vorticose sudate di pioggia,
paura
ed ancora
paure.

il mio saluto e' per sempre

-sto morendo-

asperge  di purezza la rena
una schiuma che infiora
passi di acqua
dove si arenano delfini

e cresce la gramigna
su scogli di tufo e terra nera

(ti capisco-poco-
perche'
non mi conosco -ancora-)