Natale
che non e' piu' festa
per lacrime e smarrimento
in un rantolo di muco
e bustine di quel cemento che tumula ricordi sulle facce che avevamo
segnando nella nebbia il grigiore del mattino
questo tempo di reflusso
ad occhi chiusi
intenti a rabberciare un intromesso
stupore,
quello della scelta di Dina
e del suo eterno tristissimo
pallore
che si e' tinto di vermiglio
simile al colore delle poinsezie
rosso sangue
per fare di tutto
la
f i n e .
fino a cento contiamo sotto la campana a morto che non suona
spenta
in un lago di curcuma e
lucine
spegniaccendi nelle vetrine
o nei film a tema
in televisione.
Contiamo.
Facciamo finta.
Questo tempo del Natale in festa,
Natale che non e' piu' festa
in questa baraonda
in cui si annega
il pugno nello stomaco
ti spiega
che c‘e‘ gente sola che soffre.
--
il pastore nella luce del sole
cerca e
diventa la sua ombra
per terra.
Nel presepe sul como‘ l‘angioletto argento
e‘ ferito da una spina
blu.
Anche lui sa di Dina piegata sulle vene tagliate
e noi
incastrate nel dolore