martedì 31 dicembre 2019

noi.siamo.evanescenti al domani.

--
noi siamo foschia, non ghiaia 
o ciottoli
o tutto ciò ch'è rude
 e viene dalla crosta 
dura, coriacea e spessa dell'inverno
che al dì sputa dalla sua bocca scura 
dai  denti stridenti - ossa di sassi-
dal ventre obeso,dai rigonfi fianchi
un breve filo verde
di         s p e r a n z a.

noi siamo evanescenti, non
cristalli
gelati, ghiacci irrigiditi,massi.

fluenti rivoli 
siamo, sorsi  frementi alle  fontane 
dell'alba prima
di abbracciare il giorno
e asciugarci il fiato su una manica
come il sole appena sorto
sui cirri
volando, depositari di nomi
planando solitari esili,brevi
pensieri anche lunghissime concioni.

purtroppo anche nebbia.

densa, furente
siamo,
fumo ingrigito inzaccherato
di vecchi treni su binari a scambi
torvi,mescidati e farraginosi.

affettuosi e tristi o acrimoniosi
sempre liquidi, d'acqua evidente
siamo,
patelle appiccicate a scogli
lambiti dalla furia di onde in furia,
laghi di sogni a specchi di una luna 
a falce,
che trebbia  la foschia bluastra
di ciò che a volte 
viene inconcludente.

Presso convegni di stelle alle
strida
dei gabbiani,in una rete di raggi,
accosto alle adunate dei capodogli,
cavallucci marini sciolti
senza 
fantini che dominino,padroni
siamo 
di fretta,sempre con la fretta
delle urgenze
in esistenza breve.

siamo lacrime
tagliate nel fiele 
del dolore,
scivolate da insonnie 
spietate,o 
per le assenze,gli inganni 
i tradimenti,il rancore
anche
siamo giocosa
fame,come al giorno 
prima
della festa,che sia al sabato 
o a pasqua, alla notte di natale,
la sera di vigilia,nell'ultimo  dell'anno
ecco,noi.
noi siamo foschia,
siamo 
già al duemilaeventi, cioè a
domani 

                  


giovedì 26 dicembre 2019

dilucolo di cirri e vene al freddo.

--
intanto,spalancando, c'è una noce
di felicità nel trovare esterne
le vene alte e
               *filiformi dei cirri*
nella sottile aria del
dilucolo
cercandosi
con un dito, la vita
su quelle del polso sotto  maglione.

E la stanchezza di esserci
tracima.
Il veleno amareggiato
per tutto
 da tutto su tutto
 con tutto in tutto
adduce un miele disperato
anzi
panna bianca dolce come nuvole

al sorpreso osservare
 e tacere.

   

mercoledì 25 dicembre 2019

luci,brevi luci,a intermittenza.

--
come nei miei due occhi
verdi.piccoli
animali volanti,doloranti
tumori neri.passeggeri lenti
nel deserto di un giorno
triste in festa,
naufraghi dentro le ombre
che saranno
in un domani di sole,
stanotte
luci,brevi luci,a intermittenza
si bevono il vino oscuro intorno
stretti,nel non vedere e ricordando.
poi.danzano un lungo pianto tra le ossa
di una pioggia tigliosa, ghiaccia,dura
e asprigni in ciotole
di madreperla
scovano l'accoglienza
di una stella
capricciosa
caduta nel presepe.






 
 

martedì 24 dicembre 2019

il Natale osservato,falciando ore

 --
non c'è niente di peggio
che l'essere
tristi alla Notte di Natale
(!)
quando è
sdrucciolo e anche
infreddolito il cuore
per cui.Non resta che
falciare
ore
tritate via in parole
che tornano
a bassa voce
      a fare compagnia
cucite
di poesia.
d'oro e d'argento.
Esattamente come
l'angioletto
-svagato
d'eternità
e presepi -
puntato forte
da uno spillo in
ferro
sulla grotta,biondo,con il cartello
                "alleluja",
messaggero.
                          Ai tempi
odierni rimpiazzato dalla fretta
di un messaggio - copincolla-
su " vuozzapp ",

in un bosco con  voci
 di fantasmi (!)
che si fanno
ridicole
presenze  (!)
*a dirotto* invadendoci
di auguri
esorbitanti assurdi  (!)
sdolcinando.
Con le dita  pronte a
pigiare e inviare
senza
*minimamente*
cogitare
in un genere di solitudine
totale,con un telefono in
mano,
sbrigando l'incombenza
degli auguri
(!)
'chè stanotte è festa
e tutto passa
(anche il mio dolore?
che hanno nella testa?)


Ci siamo : 
silenzio e nessuno in strada
tutti al panettone per
festeggiare
o aspettare in volo
BabboNatale!!!


La nebbia della Notte Santa
sale
dal mare, per
l'anomalo calore (!)

la brace nel caminetto si spegne
come
il coro bianco in Vaticano
che sussurra e lentamente
trascende
nell'innocenza festosa
dell' "Astro
del ciel,pargol divin!
Mite Agnello,Redentor.Tu che i vati..."


(Cronaca di ciò che ho visto
per quel poco che ci vedo:
la bimba biondissima è piccolina
   _ ed indisciplinata_   è
 portata
 mano nella mano dal sacerdote
_tanto preoccupato_
in processione  (?)
la conclusiva della Santa Messa .
Si volta indietro
_ridendo_
a guardare il vecchio tutto  bianco,claudicante che
reca a braccia
il simulacro di Gesù Bambino.
Poverino ! Il Papa pare stanco
e rallenta.  Lei gli si volta e ride
ride,ride tanto
ed anche canta.

Questa visione di monella bionda
scomposta nella fila  e refrattaria
ad ogni regola o
arginatura (!)
mi diverte,me ne tengo
in cuore
l'impressione, qui scovo il *mio* Natale e
creo un Presepe scrivendo al
Professore)

                     

domenica 22 dicembre 2019

Come elastico che ti torna in faccia

--
E S T E N S I O N E
come a dire "estendere" o "estendi pure" o" estendi anche a..."
Estensione,dicevo,per me è come una parolaccia.
Elastica.
Se tendi troppo, poi ti ritorna indietro in piena faccia.

Se vuoi dire a qualcuno che sei felice o ti dispiace per qualcosa,in un discorso, *non estendere*,per interposta persona.

Né l'augurio,nemmeno il tuo cordoglio.Non funziona.

Fatti avanti,tu _sei_un_ individuo.
 Solo.
Unico.
Che non ha bisogno di ambasciatori.

Respira.Piano.
Rifletti.
Respira ancora.

.

Fai un piccolo-piccolo- piccolo passo avanti,quel tanto per dire che ci sei.

Prendi un appuntamento e incontra.
Una persona che incontra una persona SENZA interposta persona.

Avvicinati,prendi una mano .

Guarda in fondo,al fondo degli occhi e se non sei capace,sii audace e sta solo accanto,in silenzio.


Oppure chiama.

E se non sai come iniziare il tuo discorso o provarci,a parlare,con sincerità, di' la verità : che ti dispiace .Che ci hai pensato tanto e non sapevi  come farti avanti, perché capisci,tutto.Ma è difficile,poi.Parlare.Hai preso tempo.Ma ora,eccoti.Ci stai provando.

Semplicemente.
Scoprirai di essere bene accolto.

Non chiedere mai se puoi fare qualcosa o se chi ti ascolta ha bisogno di qualcosa,tanto si sa, che è un " proforma" e  non è cosa.

Piuttosto.

Ogni tanto. Se sei persona
s e n s i b i l. mente
sincera , non
"enpassando" chiama,chiama ancora.

'Che'il peso del vuoto e dell'assenza lo porti dopo.
Nel tempo a tanto tempo dopo
ti manca la compagnia di chi ti chiede "come va?" solo perché SA.
(o immagina quello che si prova)


Anche "wuozzapp".E' sempre su un  telefono,piuttosto chiama.
Non scrivere
su "wuozzapp" dove tutto è veloce,tutto si cancella. Dove se *estendi* cordoglio o augurio, l'elastico si allunga solo a chi è possessore di quell' utenza.
Foglietto,biglietto,francobollo:meglio.
Quello che scrivi
rimane tra le mani di chi ti leggerà,anche più persone.
Mettici la passione d'esser
*vero*.


Se.
Invece che a un dolore partecipi (con il cuore) alla felicità (-ta-ta',accento sulla a)
fallo, ma.
Senza e-clatare.
Senza e-sagerare.
Fa cafone e pare di una insincerità pesante.

E cerca di "esserci",
sempre di persona,faccia a faccia,viso a viso.
Scendendo  fino a giù ,al fondo degli occhi,portando fino giù,al fondo degli occhi ,il tuo cuore,fatto di affetto,simpatia e tutto il tuo mondo,*sincero*.

Ma.Per favore.
Non *ESTENDERE* .
Non estendere MAI qualcosa a qualcuno per interposta persona.Cordoglio,augurio.

Anche a me.

(giacché ci sei,data la tua fretta,come chi si approfitta prendendo palla,al
balzo )

Tramite mia sorella,mio nipote,mia cugina,la mia amica.

Io.Sono.Persona.
Ho un cuore.
Ho un cervello.

Che non si tende,quando mi si *estende*.

Io.Sono.Persona


Elastico che si tende tende
tende------------------------.


Elastico che si rompe 
"veloce.mente", ti prende in
piena faccia.
Dove torna.





             




venerdì 20 dicembre 2019

è privo di senso,tutto. è senza.



--

certe volte ho qualche cosa da dire 
che non so a chi dire.

faccio parole
ma è faticoso.

un dolore     senza  
   nomi,verbi e aggettivi 
la tua assenza

solo parole 
 in una cronologia 

fredda  esatta    spessa 

priva di senso 
che mi dico parlando
senza  un suono 



sola.mente una parola  resiste 
        
ripenso mi  ripeto  mi riscrivo

per esprimermi bene 
nell'essenza 

 del silenzio del vuoto dell'assenza.
 è
        "senza"
              "senza"
                  "senza" :

  io,                "senza"
   Te.




               

giovedì 19 dicembre 2019

Scarpia qui,nell'antica canditura

--
una giumella di mandorle in     
farina
e.         -tutto come se si fosse 
             a prima
             che te ne andassi- FARE
                     ATTENZIONE  ! :

polvere di mandarino,cannella miele  acqua nel colino (semi
 calda)
mescolare
agevolmente  prima 
di impastare
e sono nei ricordi
dischiusi dai profumi
tirando su
col naso -esilio breve dal
dolore-
spavalda nel voler
tirare avanti
nonostante.(e per dare
 ascolto
al "vecchio" Padre Attilio
finalmente.)


Accanto, nella piccola
 stoviglia
un limone paglierino tagliato
a fettine spesse per la
paziente
antica canditura in
giorni trenta.
(se aggiungi altra frutta,anche sessanta)


Zucchero, vino bianco e
 la cottura
          l    e    n   t    a
nel succo che  poi  se n'esce. su
fuoco,e non vivace -non sia
mai(!) -
da versare
sulla frutta ogni giorno .
A irrigidirne sempiterno il
dolce  .
( riponi sottovetro
     come sai.)

è un vecchio codice,da Suor
 Luisella
 a Suor Maria,paziente glassatura
tramandata a voce come una poesia.

Altri ricordi, belli elaborati :

schegge in
cioccolato fatte polvere
zenzero( un pizzico) anche arachidi
nel ripieno dei fagottini a
 Gesù
 Bambino e pagliuzze
cristallizzate
in biondo sciropposo
 caramello...
Addensare piano
abbrustolendo :
nocciole pistacchi mandorle e
 noci.
(fin troppo mi piaci
tu, "nocciolato"!
   e il panpepato nero di Natale?)

questo mentre provo
a incartellare
-intorcinando strette -cartellate

{
Lettera:
caro Padre Attilio
quanto
mi gusta preparare tutto
questo
-come se niente fosse- per
le feste
impastando  celermente
ricordi
e dolci  natalizi che -tanto- qui
nessuno  gusterà
o mangerà mai ?

Perché forzare tutto il
dispiacere?

Da Domenica saranno
 percorsi dolorosi
a ritroso.
In un così sia che è stato da un anno.

Adesso  sciolgo
 la fiala di anice
nel caffè
mentre  Tosca  dalla Scala
 -in replica- spiega
al mondo intero
ed a me
chi è
 il temibile
Scarpìa! }








domenica 15 dicembre 2019

Dina.Ritorna azzurra.E' qui ancora.










--

un'orrenda voragine ripetersi 
colpe
nell'essere,sola a se stessa
nel bisogno
totale di sparire
nella volontà a
compiersi una fine
cremisi, padrona
di recidersi 

Dina

un anno dopo. che riappare. 

Sui passi delle mie ombre
di quest'anno 
nell'inganno di un meriggio
di calma
al pressoché 
oscuro della stanza
qui ritorna -e' l'unica speranza-

per sparire azzurra di Paradiso 

al primo albore
con quel suo sorriso 
delicato,un poco 
indeciso 
che
qui resiste,batte nel
mio cuore.❤️

      


sabato 7 dicembre 2019

un bianco di paure sul mio capello.





--
un bianco
di  paure arriva al mio unico
capello ancora
biondo ultimo affondo
a questo lunghissimo anno
crudele.

nello specchio sul lavabo
mi cerco
siamo già a dicembre e 'st'anno
la Tosca.

(come volevi tu per la premiere
solo che non ci sei più ed io
trascorro
con l'infamia di
pensieri assai grevi
nelle stanze scomposte
del mio cuore .)


c'è qualcosa di addormentato
dentro
me,casa vuota,sprangata nel
nulla
continuato da un dolore
sempre piu'.

forte.tanto.troppo irriducibile
e niente voglia di Natale,niente.
poi, quando si
 fa notte,sempre, gli occhi
sgranati su di un muro
 nero,cupo
possente estraneo
inespugnabile
verso cui mi
volto inseguendo.mi, e.

una processione di ombre mutilate
dall"angoscia  riappare ed
 i  ricordi
dei tuoi
ultimi momenti
intaglio
con le unghie affondate
nelle coperte.

si,precipito nel nulla
del sonno
entrandovi affievolendo
 l'oscuro.


un bianco
di paure arriva al mio unico
incubo - che da un poco è sempre quello-
sistemo il pastorello nel presepe

mi volto per chiamarti
ed una nebbia
massiccia paralizza la mia voce.

mamma. è tutto così,
 senza pace.

--
" TOSCA,di Giacomo Puccini
premiere al Teatro alla Scala
7 dicembre 2019"

SPETTACOLARE
Scena finale : Tosca si lancia dagli spalti di Castel Sant'Angelo.

           

le tracce della festa a notte prima.

--
le tracce della folla,della vita
quando albeggia
e la banda per strada
suona
con il ragazzetto davanti
a tutti
che fa da mascotte e
 ride
che brilla mortaretti
per svegliare
la città e  per ricordare
la festa
dell'Immacolata che
qua incomincia
di mattina quando ancora
e' notte.

Apro
la finestra, loro virano
al rumore,mi guardano (stupiti)
io li saluto
con la mano in alto...
E' un'attimo :
e quelli prima lenti
piano-piano,poi,quasi
galoppando (!)
 si precipitano suonando
sotto
al mio balcone.Concertando
ritmi.

Mi sento un po' Giulietta ed ho il fiatone
per la corsa dal  letto alle persiane.

Rido.Tanto. Ed è da tanto che non.

 Le cinque e quarantasei
strimpellando :

*the lady is the tramp*


Qualcuno sussurra
o forse è un grido
 lontano o un cane che latra o
qualcosa :
la banda che mi saluta
suonando
gli strumenti
 riprende la sua strada.

Io che sorrido  spalancando
tutto
di casa , e canticchio al
 frescolino
(malamente o molto male)
Sinatra.

That's why the lady is a tramp
(trad.
Ecco perché la signora è un vagabondo)

I love the free, fresh wind in my hair

(trad.
Adoro il vento fresco e libero
nei polmoni
il freddo tra i capelli...)


sabato 30 novembre 2019

si.io credo di essermene accorta,che...

--
crociate in cielo di
luci anomale
prima della caduta della notte
inciampo di calde stelle e la luna
riprende lenta a scalare palazzi
inguantata di nuvole a
brandelli

scriccioli
vanno a ricucirsi il volo
sottovento
cantano a stormi d'occhi
spettinati
e bevono la vista
tra le  palme imbavagliate di nebbia
su un  lungomare
di solitudine.

(per fortuna
almeno una, è andata)








domenica 24 novembre 2019

l'uomo piegato sotto quell'ombrello

--
l'uomo
anziano
che se ne va curvo
sotto un ombrello largo
-non so dove-

lentamente

altre persone e il nulla
nella via.
il sapore della legna
 bruciata
nei camini
masticato
in bocca.

Si sente lontana la risacca

il mare nel porto fiuta le
barche
poi le cavalca violento
astioso
 
ogni chianca slacciata dal selciato
coronata dall'erbetta
luccica
come di cera appena lucidata
ma è la lieve ,allargata rugiada
ch'è se n'è scivolata
di prima alba

passa sottobraccio
(e dà un
urletto
 -fesso- per gli schizzi della grandine )
la megera bionda con la bizoca
che con occhi di vaniglia osserva
 l'arciprete.quello a
sua volta affianca
 il  claudicante  vedovo in gramaglia

(è sordo.
  gli parla alzando la voce
forse lo convince a fare la pace
con la figlia non sposata e incinta
e tutti -nel vicolo- informati
di un parapiglia  triste in famiglia)


del bottegaio la storica compagna
-che
ogni giorno in più si       
        assottiglia
nel cappottone nero seta e ciniglia-
con il  pacchettino avorio
 rigonfio
di dolcetti legati,tra le dita
odorosi e alla frutta
martorana.

un sorriso e la mano passando in fretta
<<Buongiorno,cara SignoraRita,dove
se ne va di bello e in fretta stamattina ?>>

<<"Dai bambini della casafamiglia"
l'unica mia gioia
unica mia pastiglia>>

i percorsi
su strade avvoltolati
in matasse
come filacci utili     
a stringere bulloni
ingottati

i percorsi
mattutini
 seguendo


l'uomo
anziano
che se ne va curvo
sotto un ombrello largo
-non so dove-










sabato 16 novembre 2019

per come vi vedo io,adesso adesso...(scritto)

--

per come ci vedo io
adesso adesso
il  piccolo sole arancio
si sdoppia
ha tre teste ed
al centro
            -scalpellato-
un  minuscolo cuore.
sta cadendo
e cadendo in gran fragore di nubi
scompare oltre le sponde
dei letti delle donne
che qui sostano,obbligate.

tutto qui intorno è gemito o
richiamo
ed io
non so che o come.
--
*Antonella comeme*
  l'infermiera, é l'unica che si rivolge a tutte le pazienti con "il lei",legge un
libro di Pasolini,accorre e sorride domandando come mai questa urgenza
veloce di chiamarla.le
rassicura,controlla qualcosa
e mi passa accanto
sibilando sempre un
"ciao,altrantonella")

nei corridoi degli ospedali
la gente.
in attesa della visita.
di un referto.
di un colloquio.
la gente.

è "paziente".

nelle stanze
della gente malata, si dice pure che è "paziente".

*impaziente*
è la speranza che vorrebbe  la vittoria sul dolore.

nei corridoi degli ospedali
la gente
è solidale e gentile
come non mai,abbatte le barriere e
si confida
scattando  di corsa se qualcuno
grida
e poi tornando indietro
a riparlare dei propri guai.

--
( MaviaElena,
la capoinfevmieva con la evve moscia
è una megera  di quelle
che Toto' direbbe
"caporalesse" : attitudine al comando, alle urla e all'impazienza con i deboli,
sfodera con strafottenza il suo potere rivolgendosi a tutti con il "tu"e abbassa gli occhi se non ci caschi e tieni la distanza marcatamente,magari chiedendole scandendo:
" Signora,mi scusi,potrebbe *LEI* "...
In faccia alla dottoressa perde sicumera
balbetta e si allontana
poi torna ad urlare con l'anziana che la chiama.
Insopportabile MaviaElena ti sbrana
con gli occhi se la incroci poi per il corridoio,e ti saluta a malapena )


nei corridoi degli ospedali.
la gente.
a volte piange . in solitaria.

se sei nei pressi   (!)
non puoi far finta di non vedere... é come se in silenzio  lì ti cataminasse
con urgenza quella cosa che si chiama
               so.li.da.rie.ta'.

nei corridoi degli ospedali.
la gente.
a volte piange . in solitaria .
se ti avvicini
senza una parola
a questa gente,molto spesso sola,scatta l'abbraccio.
un fazzoletto ed una caramella mou,un sorriso,poi.

tutto da capo e
nessun imbarazzo
-pero' diamoci del "tu"-
nei corridoi degli ospedali,la gente e' più buona.

--
( la dottoressa bionda
al telefono con una certa
Claudina, sorride,ci sorpassa e si capisce che chiede alla sua bambina la tabellina del tre.
Con l'inserviente AnnaRosa
che domanda gentilmente se vorrei  un te (d'avanzo),poi
come stanno le pazienti
della dueesessantasei che dovevano operare
ieri,dopo pranzo,mica lo sai?)


nelle stanze
della gente malata, si dice pure
 che è "paziente".

Ma è impaziente l'attesa del domani.
Anche se è presente
il terrore di domani.
--

(in sala operatoria,o poi,senza
più un seno,chi
sarò mai?)

nelle stanze della gente
che è paziente
nascono amicizie solidali
fra le donne
che raccontano.

come ci si guarda in uno specchio d'occhi altrui,di quelli di
famiglia.
Quando albero che perde foglie nella sua migliore primavera,diventi chioma ridotta di capelli.

Come si impara a fasciarsi in un turbante,come.
tutto poi avviene difficilmente
fra un vomito e gli amici che
spariscono misteriosamente
                   - sorriso-

si scambiano foto dei figli
le donne che raccontano
ridono
piangono
si incontrano
viaggiando nelle altre stanze.

Alcune sferruzzano,altre al cellulare parlanoparlanoparlano
se non scrivono,milioni di parole su un telefono che dà loro l'illusione di esser meno sole,le donne.
 Sedute sulle sponde
dei propri letti
a pescare amicizie nuove
fra le presenti.
--
(Valentina,la badante romena
è carina, sorride alla sua lucida e anziana
signorina (condannata).
Le racconta della sua giornata
fra gerani da innaffiare, comò da spolverare,vicini da informare
"ed eccomi qui,stanotte se permettono,non ti lascio sola".
Quando si china a cercare la pantofola smarrita sotto
il letto
le sfugge una lacrima,poi si tira su. E le sorride, ancora.
A me racconta
 che la sua "signorina" l'ha accolta che era bambina, è stata la sua unica famiglia in questa Italia che per lei è la più
grande meraviglia)


la mia miopia,mista a cataratta s'infittisce,ma leggo nelle voci di questo mondo in
eterno movimento
fra corridoi,stanze,letti.

giorno,notte,giorno
asprezza
la gente cambia,la paura
avanza,tanto dolore
ma tanta tanta tanta bellezza
in queste donne sedute
sulle sponde del dolore.


il sole adesso è vermiglio
sempre con tre teste
e sparisce
dietro l'asta di una flebo
solitamente fiacca
che
risplende.       

              

   

lunedì 4 novembre 2019

taglia,cuci,annoda e poi ricuci

--


caciara di stelle stasera
dopo un vento
che latravano i vetri
e ruzzavano foglie

sparito
quell'umido che spiazzava

puzza di legna che arde e
 caldarroste
(salsedine che scivola
sulle aste
ritorte delle
balconate a mare)

il gregge dei dolori
ha fatto buon ritorno
dal  lontano Camposanto
nel coma
dei crisantemi sfatti
in giare di scirocco.

troppo il caldo.

sarebbe buona cosa
una
grandine d' unghie,sottile
 fede
da masticarsi fino all'alluce
della speranza bella che rinfreschi.


(sarò io quel mio ritratto
sul muro,davvero sfatto e
 rifatto
dall'amore della mia prozia?)











domenica 3 novembre 2019

do deca silla bi soffiando foglie

--
Ruvido stemma per lutto su  corone
di foglie d'oro
e sfrondate barriere
di umido. oggi la presente stagione
commemora
l'abitudine del mare
di andare tornando e riandare
tornando
nella nebbia
sciolta sulle reni scure
 dei muretti a secco, nella lunga bava
di lumache in tarda fuga
sui tappeti
sotto gli alberi ad incettare
le olive.

(Le vie per le metafore sono  tracce
che  truccano il planare dello  sconforto)

Sto
osservando.mi
do deca sillabi.


sabato 2 novembre 2019

scritto in fondo,anticocciniglia

--
l'oggi,oggi più
lento,
insidioso
si insinuerà al suo posto come la polvere negli scranni di un coro 
inabitato
mentre
voci afone si pianteranno nello spazio dentro  la chiesa
a togliere aria e luce ai putti
in oro
scolpiti nei calici.

Spigoli di pietra si conficcheranno
in questa faretra che mi porto in spalla
nel dolore alla caviglia
 e dentro la retina
dove da un po' sfavilla 
  t u t t o.

Pensieri dolorosi statici
da raschiare come
lo sporco giù nella stoviglia
o esperimenti in vaso
per assassinare la cocciniglia.
Tutto.
Per non fermarmi.a.pensare.
O.
D'improvviso,un lampo,e. Ti rivedrò sottile, pallida e
dolorosa
legata ad una sottile canna di 
bottiglia zuccherosa
magra ombra 
da un albero
 senza frutto,

M. A. M. M. A.

senza più parole
in attesa di qualcosa
o che passi    - tutto -
speranzosa.

Mamma.

Incompiuta 
questa mia,
in un bozzolo di rimpianto
mi blocco
e ti aspetto in
  un canto.






venerdì 25 ottobre 2019

per amore,solo per questo mio amore.

--
trani è una noce di luce
appesa
tra filari di vie annodate al giorno
scivolato sul marmo od
 alla notte
sospesa
su fari colore del miele

trani,  sempiterno mio amore
custode di un brulicare sommerso
di bocche
e di voci,di richiami
feroci e
risate
...
trani
che dopo l'estate

si addorme...


         

venerdì 18 ottobre 2019

lettera per lettera (mai spedita)





--
non
pressarmi con fuochi
artificiali
nel sottolinearmi  i miei scarsi
rendimenti o ciò che tu
attendi da me.

comprendo il tuo laborioso
da fare
negli specchi voltati a mostrare 
la vita che continua
dopo il dolore


arzigogoli su porcellana
scolpita
pungoli su questa mia
vita i n u t i l e 
 tradita dalla mancanza di un impiego con- per unico ripiego-
comporre grafemi.



il giorno non è che passaggio
dal confine del buio dei sogni
smarriti
alla trama ordita su luce
di momenti compiuti
nella voglia della notte
con i ricordi sepolti nel sonno.

(per me non è ancora nemmeno un anno
ed ho bisogno
di si len zio) 



giovedì 3 ottobre 2019

trisssstissssimo divertisssssssment

--
un po'  ho le mie oscure ragioni
(e queste hanno di per certissimo torto)
per sbuffare al contorto ragionamento
"si tratta di pazientare anche
 se si ha fretta"
(la paura per la mia retina
che flash.(ah)ia  mi assai sconforta")

la lunatica infermiera prima ride
eppoi borbotta,ecco come

imbroglia tutte le mie pazienze
e cade la mia voglia di calma
in questo Pronto Soccorso
dove raglia
continuo ed
inascoltato
un suono di richiamo.


mia sorella ed io
im p a z i e n t i pazienti
attendiamo

mentre si sta infittendo
il perdurante assalto
del buio
al mio occhio destro.

maldestro il mio dettare
al telefono il riflesso del
momento
in poesia....che vuoi che sia.qualcosa devo
inventare...


 


venerdì 13 settembre 2019

quaderno a righi (per piccoli quadretti)

--
😄Poi vengono in vacanza al "Meridione"ed al banco salumi e prodotti caseari locali  della grande e rinomata norcineria a conduzione familiare, chiedono "l'assaggio" di salumi,mozzarella e formaggi. Ed in quantità piuttosto vasta,per sé,marito,figlia  e tre nipotini. "Tanto qui usate cosi,no?" 😃

Mi sono fermata ad osservare incantata dal ragazzo al banco che,mentre sorridente rispondeva
"Ma,certo!", serviva leccornie,*pesandole* e mettendole in un conto separato😄

Prima di decidersi ad ordinare solo *etti uno di prosciutto cotto senza polifosfati*,la Sciura ha chiesto quattro bocconcini di burratine "che dobbiamo decidere"le ha distribuite a marito e bambini ,quindi *etti due*formaggio Asiago(non certo prodotto locale,siamo in Puglia)
 prima di
affermare *per oggi basta così,grazie!*.

Inorridendo 😱 allo
scontrino (da lei incalcolato)
comprendente Asiago,PCotto + tutto ciò che per assaggio avevano "degustato" lei e famiglia. 😄

Urla,
minacce,offese
(tipo "Siete Ladri,qui al Meridione),all'arrivo (da lei inatteso) del Maresciallo che serafico le spiegava che l'assaggio,*uno* è *un pezzettino minuscolo* di qualcosa (!) e
che *mangi_cio'_che_consumi_quindi_tu_paghi (!) 😄
la  Sciura ,in cassa depositò euri sessantadue promettendo di non mettere più piede quiggiù

"Siete gentaglia,fa bene Salvini a rimandarvi in Africa!" (!)
😃😄😁😃😄😘


https://video.repubblica.it/edizione/bari/milano-non-si-affitta-ai-meridionali-l-audio-whatsapp-sono-razzista-e-salviniana/343553/344144?ref=drnr1-1

domenica 8 settembre 2019

--
mangiare polvere del mio dolore
quando  r i tor no   ad essere presente
dopo il sonno che nullifica il fatto
che sei assente ai giorni,al mondo a noi a me.



(sempre le mie braccia ti sollevano
e nei sogni,ascolto i
 tuoi richiami
controllo la flebo e quei ricami blu
su pelle
sottile -trafitta di aghi- e
tu,
 che mi ripaghi chiedendo
                                s c u s a)



Dunque,descrittivo di me al
momento:

rami di nebbia
negli occhi al risveglio

lento

pari al movimento delle ombre
sul muro . il vento, le
tende appena.

fiacca.mente il mondo mi
ricompare

ora ci vedo, occhiali in mano.
piano
mi torna tutto esplode il mio
tormento

 piove
nel piattino giallo del caffé


anche su quell'orchidea
 ormai secca
che non butto perché appartiene a te.

oggi
scenario il mio  compleanno,oggi.
non farò teatro e aspetterò che passi

 auguri,tanti auguri.come   sassi .





sabato 7 settembre 2019

è trani,nel gioco delle mie occhiate.

--

   È Trani (sul filo delle mie viste)



reti stese in faccia al mare - ararono nel blu, in un infinito di fresco -.

il fulgore del sole

sigilla nel tufo il calore

per l’insonnia dei gechi

e sgombra le facciate.



l'immagine lunga del campanile

insinua-malvolentieri- nell'acqua

una carezza con un dito marmoreo.

             in piazza bambini e pallone e grida poi le risa sul lastrico di chianche .

-pali dei lampioni creano la porta- anche felicità , sorta in un poco 

                                 a piene mani (nei fischi dei vecchi

                               le urla di tanti e applaudire da matti) .

tanta infelicità , morta in un buco

                                   ( sigh! orribile et dolorosa fine

                                     di un povero piccolo topo...).

             intrecciate ringhiere decorate    lavorate ritorte architettate

capolavori dell'arte i balconi .  sul filo le bandierine di carta

sbandierate in baldoria a Ferragosto  

un misto di colori sfatti all'asta   del vento sperperati in un pertugio.

la fontana. la mano sotto l’acqua

a filo e bere domandando “ chi. è. “ (?)

del pavese a cordoglio sul portone.

                                                       Il muro della chiesa guardando oltre 

                                                       la palma.  (che pomeriggio di calma!)

clacsona     (come non detto)  'sto corteo

 della novella sposa incinta e in rosa (!).

sulla soglia la comare rintuzza d’ago una perlina sulla stoffa bianca

 in un bosco di foglie e foglioline

e agucchia la riga di un bordo argento  ridendo  per lo scontento nervoso

               (che sa)  del prete alto dentro la chiesa.



martedì 3 settembre 2019

diaria. in afa incudine. pungente.

-- 
di chiaro ci sono solo le chianche
a mezzo di un giorno che fa smorire 
ogni volontà.
                         nuvoloni  o b e s i


(speriamosperiamosperiamo che ci
pisci addosso qualche angelo 
ubriaco.)



per troppo umido chiusi 
i progetti.


giovedì 15 agosto 2019

Anamnesi di un vuoto ben chiaro

--
Come
battuto dall'aspra corrente
di un vento non bollente,il deserto
di questa stanza in frescura
si anima
di tende mosse,ricordi di voci
di volti, richiami
d'apocalisse
di colori, profumi.
                           é visione
di un passato perso,tempo
 s f u g g i t o
fra dita di ore e  nebbia di  tanti anni.

Oggi non ho conforto e mi avanzo
in questo movimento di confuse
reminiscenze, in uno scivolìo
di acqua  salata.


mercoledì 7 agosto 2019

adalgIsa a bocca rude a noi ,venne.

--
a bocca rude e modi esperti
venne 
a scartare
la scorza delle nostre
 impossibilità
dettando ordini 
pregna di competenza
lei,
abile. 

nella disperante nostra
assenza 
di esperienza 
venne, 
            quando eravamo 
a scontarci 
i giorni  con sfibranti 
brevi sonni, e le notti a soffiare 
polveri di orazioni e anche
  suppliche 
che ascendessero ad un
cielo pietoso
con le speranze
(vane)  della guarigione.

niente da dire,
venne.
   Generosa.

poi.nei tempi sbigottiti del
dopo 
nei tempi fradici per il dolore 
nei tempi 
in cui la vita rimorde 
lenta,cercandosi 
dentro ogni giorno 
uno scopo, una speranza,un conforto 
-scarno ritorno 
al mondo dattorno-

l'inopinata consolazione fu 
che
ne sapemmo 
ignoranza ghiozza 
crudeltà rozza e
acrimonia sozza .

Fu demone
e bocca di veleno 
abile nell'insufflare
  dicerie 
sputando dubbi e 
subdole certezze
mescendo 
il fiele del diffamare.
 cazzuta,saputa anche
 compiaciuta.

Nel dimostrare il suo animo 
 deserto 
per milioni di grani di polvere 
e  di nulla in una brulla marcescenza 
da beghina,
lisa nella certezza 
d'essere intrIsa
di generosità ,
schifoso nulla,
da comare astiosa 
AdalgIsa, venefica iena, bocca
limacciosa
venne,bestia schifosa.


dedicato ad una Isa.

---

Hyaena hyaena, iena striata,
*la iena.

il muso della iena ha sempre la dentatura in evidenza, in un modo che – agli occhi umani – conferisce a questo animale un’espressione di assurda ilarità, quasi che si facesse costantemente beffe della preda.

 Nell’immaginario popolare, questi due aspetti hanno reso la iena il simbolo di chi è pronto a colpire nel momento di maggior debolezza dell’avversario, senza saperlo affrontare a viso aperto.


                                 



sabato 27 luglio 2019

non ho più fame (detto al vicolo)

--
lenzuola
come grandi orecchie bianche

il vicolo sceglie di amare il sole 
nel sottile odore di salsedine.

(Ci prendiamo un bicchiere di moscato
ghiacciato con frittura e olive
 nere? )

Passiamo li' sotto e ci nevicano
 addosso acqua e petali di gerani .

(mi manca la mamma e non ho mai fame)



     

e mi volto.nel sole ad adocchiare.

--
dei colori accennati
e sbiaditi
quando carica il sole su,ai tufi
e mi volto  a scoprire
sbadigliare
l"arco saracino in mezzo a due muri,

dico al mio amico turista sorpreso.

Accanto usci sbarratie porte in ferro.
noi passiamo,con l'afa nella testa
 e rivoli di acqua sottomaniche.
(!)

Case che hanno gradini color calce.

(triste 'sta mia invidia del  fresco,dentro.
dell'ombra spruzzata umido e
odori
di pesce fritto e menta e peperoni)


                           

mercoledì 12 giugno 2019

La Cognizione che non c'è più "Cognizione del Dolore".

--
scusate il messaggio standard ed
inoltrato.

sono contraria a questi "sistemi cumulativi" di comunicazione,ma non mi sento di scrivervi uno_per_uno e vi prego di perdonarmi se oggi mi comporto cosi.

Volevo avvisarvi
  -per non farvi preoccupare- del fatto che da oggi io stacco il telefono di casa fisso e questo qui, perché domani e' il mio onomastico .

 E  non vorrei che a qualche mente troppo  intelligente e squisitamente sensibile venisse la voglia di farmi gli auguri,che.

Quando una persona
*sta "subendo" un lutto*

 *né si fanno e nemmeno
         si ricevono*.

Proprio da Galateo risaputo,acclarato e pubblicato in qualche bel libro,o
tramandato dai genitori nelle lezioni di buona educazione  e buongusto impartite quando si era bambini,quelle per far star bene in societa' nel rispetto, spiegando quale atteggiamento
 sia più giusto (o ingiusto) intraprendere in certe situazioni.

Oppure,andando oltre a tutto ciò  che sono le oramai  desuete (?) norme di comportamento,  (!)

atteggiamento di sensibilità verso il dolore altrui,verso il sentimento di infinita disperazione che una persona vive nella tristezza proprio  facendo suo quel termine,*lutto*,in una giornata che non potrà mai essere di gioia,come il termine augurio invece,connota,auspica.

 Non potrei sopportarlo.

Non vorrei che capitasse a me quello che è già successo a mia sorella,di ricevere auguri per  il compleanno
*lo stesso giorno* che un mese prima avevamo visto mettere nostra madre in un loculo ,quando nemmeno ne avevamo perpetuato il ricordo in una celebrazione di trigesimo.

 Oppure 12 giorni dopo, per l'onomastico ; a Pasqua, finanche per l'anniversario del suo matrimonio.

Lei insiste con la scusante che se la gente non è distratta, lo ritiene una maniera per stare vicino,per dire "ci sono",
manifestare affetto_a_te_che_sei_nel_dolore,
mah.

Io lo ritengo comunque un gesto di scarsa attenzione, e totalmente privo di delicatezza,maleducato.

 Pesante.

Nella sua smania di farsi presente, far capire che ci si è ricordati di  tale importantissima ricorrenza, di alleggerire a tutti i costi  i sentimenti di afflizione  che un essere umano prova in faccia alla scomparsa di
una persona cara.

Invece.
Ci vorrebbe poco a capire.

Quanto quel termine,
 "A U G U R I", possa ,in questa occasione,  avere un suono tanto stridente,disarmonico, stonato.

Come mi ha sottolineato in maniera solidale mio cugino PierPaolo,*quel giorno*,che sia tuo compleanno, o tuo onomastico,che sia Natale,Capodanno,qualunque festa comandata ti arrivi da vivere *senza* la persona cara appena persa,
*quel giorno*,  tu
 ti smarrisci .

E *si soffre    p i ù    di tutti gli  altri giorni* .

Fai i conti con il tuo senso di vuoto, che "dentro" diventa voragine, per i ricordi,per l'andare a ritroso nel tempo(giusto un anno prima si era insieme),per il rimpianto, per l'oggi_senza. Che diventerà*per.sempre.senza*

Ci vorrebbe così poco.
Magari solo una telefonata,anche un solo messaggio,per manifestare vicinanza.
Senza quel termine (oggi) molesto :
"Auguri".


Giusto stanotte ricorreranno quattro mesi dalla morte della mamma,e.

Come nei mesi precedenti , stanotte,io ricorderò quelle ore e quello che è successo attimo per attimo, minuto per minuto e   t u t t o  vorrei sentirmi dire ,appena spunta il sole, meno che

 *Auguuuuuuriii!
Buon Onomastico!*

O qui.
Nella messaggistica telefonica o per  il web,
magari fiorellini,trombette,quei  disegnini che regolamentano la comunicazione veloce
e sbrigativa,quella che non impegna più di tanto e
mantiene i contatti,evitando i "contatti umani" delle telefonate o di un abbraccio,di una calda mano
pòrta o presa,che ti renda tutto solidale con "la Presenza".


Insomma,vi volevo spiegare perché mi comporterò così.

Quindi non vi preoccupate per me.
Grazie per avermi letta,grazie infinite.
Vi mando un abbraccio.
a presto,spero.
ciao.
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martedì 4 giugno 2019

Ricamo il tuo nome ( com'e' augurio )

--
Ti cerco e non trovo che spazio vuoto
 al mattino, mi manca il tuo saluto
 quando è giorno, mi
risveglio in uno scatto
e
non riesco a mettere a fuoco.

T u t t o.

O annaspo di botto,nel terremoto
se un forte movimento
sussultorio  mi scaraventa verso la testata
del letto e urlo e
 chiamo e
poi mi ricordo

T u t t o.

Mi smarrisco aumenta l'affanno
faccio fatica ad indossare il
tempo.
Oggi è il tuo
compleanno,il primo senza
te:
ricamo
con ago e filo
rosso
la parola del mio dolore, *mamma*.

T u t t o

per scriverti *ti penso* al
tatto
delle tue cose, ti penso,si. Sempre
qui.Ricamo e ti
chiamo.


(Tanti auguri)
                         

domenica 19 maggio 2019

Spettacolo da bere .



--
spettacolo.
di nubi
- e prima che scoppino-
di cielo. -indeciso-
di mare teso,come
un vetro verdeacciaio,
di impigriti palazzi all'aria
tiepida di un sole
sconvolto.
(mi volto per imbevermi
di un tutto)

mercoledì 15 maggio 2019

ti scrivo qualcosa:"qualcosa".

--
Scrivo qualcosa, "qualcosa"
nella voglia
di tracciare grafemi e
comunicare legami con
gli umani.

La lumachina scrive qualcosa
strisciando bava sulla
 foglia
e
masticando clorofilla.

Traccio qualcosa nella vigorosa
 balbuzie di questi tempi,
nei lamenti
delle prefiche nere urlanti
nei pensieri maleodoranti
delle bambole in tivu'
giu',su per i gradini di una scalinata,
nello slargo della strada
 a curva,
sul dorso
della rena dopo l'onda
~
traccio qualcosa
su quelle luci in strada
attorcigliate ai rami
nei residui del caffe',
nel piattino di cera di candela
sciolta
nella bolla di sapone che vola
 l  e  n  t a
mentre dopo pranzo
rigoverno
...
tutto senza uno schema,giocando con assonanze e cercando
rima,


per frollare il senso del vuoto da me
a te che leggi...
scrivo qualcosa,due punti a capo virgolette:
"Qualcosa".