domenica 17 febbraio 2019

Adesso che sei morta.

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Mamma
ha poggiato le sue cose
ha lasciato tutto
e se n‘e‘ andata.
A me
pare cosi'. e poi
come se fra un poco
 ritorna.qui.
Solo che quell' *un poco*
sta fermo in una bolla
di sapone che
sempre piu‘ grande
contiene e ingoia questi primi momenti  senza
 ...

                       
               


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Né io, né mia sorella,avevamo mai visto qualcuno rendere il fiato lentamente,sempre più piano. Nel giro veloce degli attimi.

lunedì 11 febbraio 2019

Adesso che stai morendo


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Adesso che stai morendo
per noi recitare
e‘ un imperativo
per la vita,
che ti sia leggera in ultimo.

Tutto per salvarti  serena, nei sospiri
nelle carezze al volto gelido
pettinandoti i capelli
dopo gli abbracci sul letto
per sollevarti antidecubito.

Facciamo un valzer
fino alla porta
da questa stanza a quella per liberarti , ti chiedo "come va?"
mi rispondi con un soffio
“scusa,quanti problemi
io vi sto
arrecando“

Fragilità‘ e‘ il termine che
rimane
in bilico sulle tue lacrime -da arresa-
quando vomiti il tuo male.

Sulle mie lacrime
quando ti appisoli e il mio
dolore
incontenibile
risale.
                         

                               
                         

domenica 10 febbraio 2019

È sfumando stanchezza,ombra sciolta.

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Ricapitolando. mi volto e
fermo
la firma
della tua stanchezza in
ombra
sul muro :
Tu -sorella-
che ti appisoli
sciogliendo tutto.








                         

sabato 9 febbraio 2019

L'automobile del vicino,scritto

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l'automobile  del vicino
sul mio passo carraio
blocca coscientemente
il passaggio
alle ore antelucane dell'ennesimo
giorno aguzzino per la mia mamma
-da cancellare completamente-
e sembra stare lì indifferente
a questo nostro
*di tutto* in
ore disperate.

l'ambulanza
_guscio di vongola schiuso_
arriva e
  -come ci dicono-
potrebbe entrare a retromarcia fin dentro l'androne
per accogliere in fretta
la barella, con
i volontari
solleciti
          efficienti
                       pronti
ad inserirla
velocemente
onde evitare il freddo
alla paziente
(la mia mamma è febbricitante)

L'automobile del vicino
sul mio passo carraio
blocca a bella posta
lo spazio nostro di famiglia assegnatario, ed impedisce
la velocità
d'inserimento del lettuccio
pieghevole
nell'angusto spazio (tiepidamente riscaldato e
confortevole),che la trasporterà in fretta altrove
quindi
qui
si  armeggia
per poterla aggirare,l'automobile invadente,in
un  nevischio
che scoraggia
e mi spinge ad indirizzare
al dirimpettaio
un pensiero di per certo poco affettuoso , per niente gaio.(!)
Questo
mentre parte,
contemporanea,una corale sinfonia di ironie
e fregnacce
all'indirizzo del marpione,certamente
dormiente
definito dai presenti
(e qui  ci scappa proprio il termine  riportato poco sotto )
*
1.)Escremento solido a forma di cilindro.

2.)FIGURATO
Frequente come ingiuria rivolta a persona inetta o stupida oppure infida,anche malvagia e spregevole.

ovvero :
                S T R O N Z O.      *.


Pensato bene,qui scritto bene,
detto al  proprietario
dell'automobile
parcheggiata sul mio passo carraio
a bloccare ed impedire fermamente ogni
passaggio.

Infermiere,autista,
portantini
fanno letteratura
cercando di alleggerire il momento,citando dizionari di lingua italiana
ma non riesco a ridere,
guardando.

la mia mamma che
t. r. e. m. a.

L'automobile del vicino
sul mio passo carraio
blocca consapevolmente
il passaggio
nelle ore antelucane
di questo giorno di viaggio (ultimo,da viva)
per l'ammalata, con
una me disperata per tale
intoppo in dispregio leggero e facile,di voluto menefreghismo,pura
cattiveria.

La lettiga che non trova agilmente spazio aggira l'auto parcheggiata e sosta manovrando per entrare nel suo guscio mobile.Qualcosa
si blocca
negli ingranaggi pieghevoli,mentre.

In  fi  ni  ti
secondi. E
si raggela completamente
il volto della mia mamma
che non proferisce
lamento,mentre io
armeggio
    con pezzettini
di cartone raccattati non so
 dove, da disporre
sulla sua faccia e, in quel momento,
per evitarle pioggia e 
nevischio ,mamma mia povera, e la malagrazia del vicino maledetto.

Cui.
-una volta- Avevo già detto e poi anche chiesto
cortesemente
di evitare di parcheggiare lì dove la legge gli specifica di
NON sostare.

Uno starnuto (anche) e qualche colpo di tosse,
tutto sta avvenendo troppo
l e n t a m e n t e.

Mamma entra in quell'abitacolo   in un minuto
a b b o n d a n t e

che le sarà  infreddatura
(altra disgrazia) nei pochi giorni a venire.


L'incoscienza civica del vicino

+cui io pago
il passo carraio-tassa, affinché il vasto parco macchine suo e di famiglia trovi posto comodo a notte+

è l'orgoglio (furbo) di chi se la spassa calpestando bella.mente l'altrui e
proprio 
se ne frega,tanto...
alla domenica e feste comandate è sempre presente alla congrega del buonismo (di facciata).

La carretta del rispettabile vicino 
_mentre l'ambulanza velocemente si allontana_
coperta di nevischio,
in sosta non autorizzata sul mio passo carraio, pare vestita a festa,e mi ricorda
la macchina
di una sposa
felice,giocosa.


è questa è la mia ultima riflessione,guardandola.

Prima di rientrare in casa.









venerdì 8 febbraio 2019

Non possiamo chiedere aiuto a nessuno.

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(noi)
non possiamo chiedere aiuto a nessuno
perche' non abbiamo o avevamo  mai  nessuno,
 solo Te
S E M P R E  solo
(noi e Te )

ma non possiamo
chiedere aiuto proprio a Te
perche' sarebbe  doverti dire quello che.
forse. lillipuziano ci rimane.




                               

martedì 5 febbraio 2019

stiamo/stanno in questo febbraio

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Stiamo a pettinare i respiri
dopo i lamenti e le fughe di parole sconnesse
stiamo,la notte.

Stanno a soffiare su bottiglie
di zucchero angeli inchiodati
a pareti spesse
durezze riflesse in
sogni
trasparenti.
stanno,la notte.
questi fiotti di febbraio
che pero‘ non sappiamo piu‘
che mese sia,che tempo ci sia
se sia o non sia
intanati nella cuccia della
sua malattia
sono un tempo che scorre
appena,lento in quella
vena che si stringe.
Stiamo accanto.
A filo per filo, cucendo
ricami di
speriamo.che.non.sia
mentre stanno
affiorando verita‘.
(l‘ agoraio spaccato e abbandonato sul como‘
scioglie puntualmente spilli :
si? no?)
Stiamo,stanno.
Anche.
Nel fastidio di un passerotto
che entra in casa
a cercare tepore.
E non abbiamo cuore
di cacciarlo.

domenica 3 febbraio 2019

Le mie lunghe notti sulla seggiola


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le mie lunghe notti
sulla seggiola
di ferro
schiena dritta,
contro lo sportello
dell'armadio
a leggere i messaggi di Daniela
e scrivere
      scrivere,e
         scrivere
urlando nel silenzio
tutta la mia paura,
le mie notti da insicura
ancella
mentre ti lamenti
ed io ,come prigioniera,
legata,
sto ferma,immobile
al mio posto
osservando terrorizzata.

Si sta spegnendo quella
fiammella di speranza
baluginata al tuo sorriso
ieri,alla prima margherita gialla.

sabato 2 febbraio 2019

Oggi, nel giorno della candelora

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Oggi,nel giorno della candelora
avamposto di luce
spicciolo di speranza
mi sono accorta
che non vomiti più
muco.
in un attimo, ho
capito
che potresti
stare meglio,o.
è (non sia mai)l'inizio.
della fine.

                   

             
     

venerdì 1 febbraio 2019

Dormi,io veglio nella nostra cella


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Questo minuscolo stanzino
e‘ la nostra cella
riscaldata
da una stufa a gas
e quella stella su,
sempre accesa per compagnia tua,mia
trasmette immagini
(silenziate)
di fiori e
piante, uccelli,grandi oceani, cieli e una
nuvola rosa fluttuante verso
non si sa.

Dormi.

Ed io ogni tanto mi avvalgo
della facolta‘ di un pianto
per quanto
siamo sole  qui
io e te,
e Manuela -che non c'e'- in giro
fra dottori e medicine
cercando uno spiraglio
a quel che noi speriamo
sia solo un abbaglio  o diagnosi
azzardata.

sulla mensola di fronte
hai
le margherite gialle appena colte per portarti la bellezza e un poco di calore,
le foto di nonna,papa‘ e pure  di ziaDora ,la Madonnina di Fatima nella "campana" e l'immagine del tuo matrimonio che  alla luce si scolora.

Dobbiamo guardarci
a lungo
per ascoltarci ,e ancora per parlarci in un
un idioma  che parte
dal cuore

in queste ore
che tu
ti dormi_quando non ti vomiti_in una culla di lamenti (...!..)
ed io, stordita da stanchezza e sonno
nuoto nella solitudine
sterminata dei bugiardini
delle tue medicine.

(tutto faremmo,ma non sappiamo come )