mercoledì 7 agosto 2019

adalgIsa a bocca rude a noi ,venne.

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a bocca rude e modi esperti
venne 
a scartare
la scorza delle nostre
 impossibilità
dettando ordini 
pregna di competenza
lei,
abile. 

nella disperante nostra
assenza 
di esperienza 
venne, 
            quando eravamo 
a scontarci 
i giorni  con sfibranti 
brevi sonni, e le notti a soffiare 
polveri di orazioni e anche
  suppliche 
che ascendessero ad un
cielo pietoso
con le speranze
(vane)  della guarigione.

niente da dire,
venne.
   Generosa.

poi.nei tempi sbigottiti del
dopo 
nei tempi fradici per il dolore 
nei tempi 
in cui la vita rimorde 
lenta,cercandosi 
dentro ogni giorno 
uno scopo, una speranza,un conforto 
-scarno ritorno 
al mondo dattorno-

l'inopinata consolazione fu 
che
ne sapemmo 
ignoranza ghiozza 
crudeltà rozza e
acrimonia sozza .

Fu demone
e bocca di veleno 
abile nell'insufflare
  dicerie 
sputando dubbi e 
subdole certezze
mescendo 
il fiele del diffamare.
 cazzuta,saputa anche
 compiaciuta.

Nel dimostrare il suo animo 
 deserto 
per milioni di grani di polvere 
e  di nulla in una brulla marcescenza 
da beghina,
lisa nella certezza 
d'essere intrIsa
di generosità ,
schifoso nulla,
da comare astiosa 
AdalgIsa, venefica iena, bocca
limacciosa
venne,bestia schifosa.


dedicato ad una Isa.

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Hyaena hyaena, iena striata,
*la iena.

il muso della iena ha sempre la dentatura in evidenza, in un modo che – agli occhi umani – conferisce a questo animale un’espressione di assurda ilarità, quasi che si facesse costantemente beffe della preda.

 Nell’immaginario popolare, questi due aspetti hanno reso la iena il simbolo di chi è pronto a colpire nel momento di maggior debolezza dell’avversario, senza saperlo affrontare a viso aperto.