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l'uomo
anziano
che se ne va curvo
sotto un ombrello largo
-non so dove-
lentamente
altre persone e il nulla
nella via.
il sapore della legna
bruciata
nei camini
masticato
in bocca.
Si sente lontana la risacca
il mare nel porto fiuta le
barche
poi le cavalca violento
astioso
ogni chianca slacciata dal selciato
coronata dall'erbetta
luccica
come di cera appena lucidata
ma è la lieve ,allargata rugiada
ch'è se n'è scivolata
di prima alba
passa sottobraccio
(e dà un
urletto
-fesso- per gli schizzi della grandine )
la megera bionda con la bizoca
che con occhi di vaniglia osserva
l'arciprete.quello a
sua volta affianca
il claudicante vedovo in gramaglia
(è sordo.
gli parla alzando la voce
forse lo convince a fare la pace
con la figlia non sposata e incinta
e tutti -nel vicolo- informati
di un parapiglia triste in famiglia)
del bottegaio la storica compagna
-che
ogni giorno in più si
assottiglia
nel cappottone nero seta e ciniglia-
con il pacchettino avorio
rigonfio
di dolcetti legati,tra le dita
odorosi e alla frutta
martorana.
un sorriso e la mano passando in fretta
<<Buongiorno,cara SignoraRita,dove
se ne va di bello e in fretta stamattina ?>>
<<"Dai bambini della casafamiglia"
l'unica mia gioia
unica mia pastiglia>>
i percorsi
su strade avvoltolati
in matasse
come filacci utili
a stringere bulloni
ingottati
i percorsi
mattutini
seguendo
l'uomo
anziano
che se ne va curvo
sotto un ombrello largo
-non so dove-
