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noi siamo foschia, non ghiaia
o ciottoli
o tutto ciò ch'è rude
e viene dalla crosta
dura, coriacea e spessa dell'inverno
che al dì sputa dalla sua bocca scura
dai denti stridenti - ossa di sassi-
dal ventre obeso,dai rigonfi fianchi
un breve filo verde
di s p e r a n z a.
noi siamo evanescenti, non
cristalli
gelati, ghiacci irrigiditi,massi.
fluenti rivoli
siamo, sorsi frementi alle fontane
dell'alba prima
di abbracciare il giorno
e asciugarci il fiato su una manica
come il sole appena sorto
sui cirri
volando, depositari di nomi
planando solitari esili,brevi
pensieri anche lunghissime concioni.
purtroppo anche nebbia.
densa, furente
siamo,
fumo ingrigito inzaccherato
di vecchi treni su binari a scambi
torvi,mescidati e farraginosi.
affettuosi e tristi o acrimoniosi
sempre liquidi, d'acqua evidente
siamo,
patelle appiccicate a scogli
lambiti dalla furia di onde in furia,
laghi di sogni a specchi di una luna
a falce,
che trebbia la foschia bluastra
di ciò che a volte
viene inconcludente.
Presso convegni di stelle alle
strida
dei gabbiani,in una rete di raggi,
accosto alle adunate dei capodogli,
cavallucci marini sciolti
senza
fantini che dominino,padroni
siamo
di fretta,sempre con la fretta
delle urgenze
in esistenza breve.
siamo lacrime
tagliate nel fiele
del dolore,
scivolate da insonnie
spietate,o
per le assenze,gli inganni
i tradimenti,il rancore
anche
siamo giocosa
fame,come al giorno
prima
della festa,che sia al sabato
o a pasqua, alla notte di natale,
la sera di vigilia,nell'ultimo dell'anno
ecco,noi.
noi siamo foschia,
siamo
già al duemilaeventi, cioè a
domani
