giovedì 19 dicembre 2019

Scarpia qui,nell'antica canditura

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una giumella di mandorle in     
farina
e.         -tutto come se si fosse 
             a prima
             che te ne andassi- FARE
                     ATTENZIONE  ! :

polvere di mandarino,cannella miele  acqua nel colino (semi
 calda)
mescolare
agevolmente  prima 
di impastare
e sono nei ricordi
dischiusi dai profumi
tirando su
col naso -esilio breve dal
dolore-
spavalda nel voler
tirare avanti
nonostante.(e per dare
 ascolto
al "vecchio" Padre Attilio
finalmente.)


Accanto, nella piccola
 stoviglia
un limone paglierino tagliato
a fettine spesse per la
paziente
antica canditura in
giorni trenta.
(se aggiungi altra frutta,anche sessanta)


Zucchero, vino bianco e
 la cottura
          l    e    n   t    a
nel succo che  poi  se n'esce. su
fuoco,e non vivace -non sia
mai(!) -
da versare
sulla frutta ogni giorno .
A irrigidirne sempiterno il
dolce  .
( riponi sottovetro
     come sai.)

è un vecchio codice,da Suor
 Luisella
 a Suor Maria,paziente glassatura
tramandata a voce come una poesia.

Altri ricordi, belli elaborati :

schegge in
cioccolato fatte polvere
zenzero( un pizzico) anche arachidi
nel ripieno dei fagottini a
 Gesù
 Bambino e pagliuzze
cristallizzate
in biondo sciropposo
 caramello...
Addensare piano
abbrustolendo :
nocciole pistacchi mandorle e
 noci.
(fin troppo mi piaci
tu, "nocciolato"!
   e il panpepato nero di Natale?)

questo mentre provo
a incartellare
-intorcinando strette -cartellate

{
Lettera:
caro Padre Attilio
quanto
mi gusta preparare tutto
questo
-come se niente fosse- per
le feste
impastando  celermente
ricordi
e dolci  natalizi che -tanto- qui
nessuno  gusterà
o mangerà mai ?

Perché forzare tutto il
dispiacere?

Da Domenica saranno
 percorsi dolorosi
a ritroso.
In un così sia che è stato da un anno.

Adesso  sciolgo
 la fiala di anice
nel caffè
mentre  Tosca  dalla Scala
 -in replica- spiega
al mondo intero
ed a me
chi è
 il temibile
Scarpìa! }