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una giumella di mandorle in
farina
e. -tutto come se si fosse
a prima
che te ne andassi- FARE
ATTENZIONE ! :
polvere di mandarino,cannella miele acqua nel colino (semi
calda)
mescolare
agevolmente prima
di impastare
e sono nei ricordi
dischiusi dai profumi
tirando su
col naso -esilio breve dal
dolore-
spavalda nel voler
tirare avanti
nonostante.(e per dare
ascolto
al "vecchio" Padre Attilio
finalmente.)
Accanto, nella piccola
stoviglia
un limone paglierino tagliato
a fettine spesse per la
paziente
antica canditura in
giorni trenta.
(se aggiungi altra frutta,anche sessanta)
Zucchero, vino bianco e
la cottura
l e n t a
nel succo che poi se n'esce. su
fuoco,e non vivace -non sia
mai(!) -
da versare
sulla frutta ogni giorno .
A irrigidirne sempiterno il
dolce .
( riponi sottovetro
come sai.)
è un vecchio codice,da Suor
Luisella
a Suor Maria,paziente glassatura
tramandata a voce come una poesia.
Altri ricordi, belli elaborati :
schegge in
cioccolato fatte polvere
zenzero( un pizzico) anche arachidi
nel ripieno dei fagottini a
Gesù
Bambino e pagliuzze
cristallizzate
in biondo sciropposo
caramello...
Addensare piano
abbrustolendo :
nocciole pistacchi mandorle e
noci.
(fin troppo mi piaci
tu, "nocciolato"!
e il panpepato nero di Natale?)
questo mentre provo
a incartellare
-intorcinando strette -cartellate
{
Lettera:
caro Padre Attilio
quanto
mi gusta preparare tutto
questo
-come se niente fosse- per
le feste
impastando celermente
ricordi
e dolci natalizi che -tanto- qui
nessuno gusterà
o mangerà mai ?
Perché forzare tutto il
dispiacere?
Da Domenica saranno
percorsi dolorosi
a ritroso.
In un così sia che è stato da un anno.
Adesso sciolgo
la fiala di anice
nel caffè
mentre Tosca dalla Scala
-in replica- spiega
al mondo intero
ed a me
chi è
il temibile
Scarpìa! }
