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eccomi,
cedevole.
scomposta da bolle d'acqua e brividi
di polvere
nel perverso scadere
delle mie ore,sospesa.
tremo.
alle geometrie del vento,al peso
di nere carovane di formiche
alle frustate dei giovani giunchi.
eccomi esplosa,schiusa
con petali a gocce cremisi.
sono io
che sibilo.
e tu
-che non sai
quanto tutto sia breve-
non puoi
che cogliere il mio riso a bocca larga
senza denti che mordano
la mano.
