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se papà tornasse
sarebbe bello
si,bello. ma non saprei che fare.
già.nemmeno saprei che dire.
magari
ci siederemmo in faccia l'una all'altro,con un tavolo a separarci.
ci spieremmo il volto,i capelli
(lui pochi) e,da ultimo,gli occhi.
(forse per cercarci dentro...)
perché se papà tornasse oggi ,giusto oggi che sono 50anni che se n'è andato,saremmo estranei.
lui per sempre .
un uomo ancora giovane,io.invece. più vecchia di lui quando è morto.di almeno vent'anni.
lui .
con moglie e due bambine. la speranza del tempo bello di una vita ancora,davanti.
io,qui.con sempre in tasca
qualcosa
di inutile .
ed il rancore,da(meglio di no.no.certamente)
non dirgli.
provato per lui per anni, perché se n'era andato ed ero sola. e non ci capivo niente.
se papà tornasse,forse.
con quello sguardo interrogativo e silenzioso,forse.
avrebbe paura.
di me,di questi luoghi.
bisognerebbe metterlo a proprio agio, raccontargli
sorridendo
del genero,dei due nipoti.
intanto chi sono io,presentarmi.
da dove vengo.
sicuramente
dal giorno della sua morte.
io vengo da lì.
questa me,
arriva direttamente da quel pomeriggio,
alle tre.
complesso.tutto.
come il "dopo"
sempre come in sospeso. nel vuoto.
poi.
di questo tempo. di aggeggi come fogli luminosi sempre appresso.
che chiamano,rispondono,inviano lettere (che ricevono) contengono libri,fanno
musica,televisione,cinema,ed
anche fotografie.
però senza pellicole ,di quelle che poi lui,quando il rullino terminava,portava dal fotografo a far sviluppare.
le tivù sono a colori.
Grandissime,come piccoli schermi dei cinema.
niente più Olivetti per scrivere.computer.piccoli.
che navigano,senza esser navi.
non in un mare,in una rete
senza pesci.
fantastico: papà si spaventerebbe.
se papà tornasse saremmo estranei,
dovrei presentarmi
e lui,in silenzio.con l'espressione severa che ancora mi ricordo,quando rifletteva.
chiederebbe subito della moglie,della sorella,dei parenti tutti.
degli amici.
tanti. amici.
intanto vorrei dirgli che di tutti quelli che si dicevano suoi amici,
i suoi veri amici
sono stati
zioMario
il signorFrancoA
GiulioC
e l'altro signorFranco, (deT),detto D'Artagnan .
che,mentre crescevo,ogni tanto. me lo raccontavano, com'era.il mio papà.
con l'affetto,il rimpianto,il bisogno di farmelo incontrare,in qualche modo.
ecco.
erano davvero amici.
tutti gli altri.
spariti.
o,a seconda del bisogno.
(ad esempio
pronti a chieder voti.)
se papà tornasse, dovrei spiegargli,ma come si fa, è difficile.
quello suo era un mondo diverso,lontano
50anni di tempo
che si allunga e arriva ,a 50anni dopo,qua.
innanzi tutto
il 15 dicembre ,quel ragazzo per cui lui era tanto preoccupato.
Paul Getty,quello dell'orecchio tagliato, fu liberato.
poi.Cinque anni dopo,
della sorte di quel tizio con il buffo ciuffo bianco( che mi sorrise quando ero bimba)
prima la sua scorta,poi lui,55 giorni dopo.uccisi.da ancora sconosciute ed ignobili trame.
assurdo,eppure.Moro ha fatto quella fine.
lo zio che mi spiegava e,lui disse- perché è importante tu comprenda quello che succede,tu non hai il papà -.
e il senso di buco,ogni volta.
il senso dell'assenza quando.
non c'era ,il papà.
il muro di Berlino ,alla fine,una sera:lo hanno abbattuto sedendocisi su,a cavacecio,dei ragazzi.
il papa polacco ,che fu anche ferito.
la prima,la seconda,la terza la quarta Repubblica.
Italia. tanto.nulla cambia.
una tizia Diana ,finita come Grace,
il razzismo rimasto sempre tale,nonostante ci sia stato Obama.
l'11 di settembre,le guerre.
ancora.e purtroppo sempre.
zioNicolino,chi l'avrebbe detto ? ha salutato proprio con un bicchiere in
mano
e Marcellino,troppo presto ,davvero troppo presto,se n'è andato
lontano.
se tornasse papà
(ed oggi un poco torna
gli direi solo)
guarda, come sono io
tua figlia,vecchia.
che sono sempre qua, papà.
