martedì 19 dicembre 2023

zampognari e ciaramelle,adesso

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è un suono che mi fa emozionare.sempre.dalla mia infanzia.La nonna,quando arrivavano,gli spalancava le porte di casa e,dopo che si erano "esibiti" davanti alla grotta del nostro "maestoso" (per me che ero piccina piccio') presepe,alto sino al soffitto,li rifocillava.

Strascinati con cime di rape,arrosto,buon vino rosso pastoso, nostro,il "primitivo".Le cartellate.

Il clima era felice.

Per anni sono stati attesi e benvenuti,scendevano tra noi  e parlavano con il cuore,ed era un dire semplice,raccontando problemi,o le gioie ,della famiglia,parlavano del lavoro,degli animali,dell'Abruzzo.

L'uomo di  casa,papà,li considerava con grande rispetto e  stima.

("vieni qui,in braccio.e zitta!! shhh ascolta...si impara sempre,ascoltandoli".

Mi ripeteva)

Seduti di fronte,  si scambiavano informazioni sulla terra,sul vino,sugli ulivi : era bello.

Poi,salutandosi con una stretta di mano,si auguravano ogni bene.E di rivedersi,l'anno prossimo.

"Se Dio vuole."

Ma,ad un certo punto,Dio non volle.

Quando papa' morì,il 9 dicembre,anche quell'anno arrivarono.

 suonando.

dall'inizio della via,lentamente,come sempre.

Io li riconobbi dal neniare tipico,nel primo pomeriggio sonnacchioso ed un poco nuvolo,ero corsa dietro ai vetri del balcone,li spiavo dalle persiane chiuse.

sbarrate in segno di dolore.

Ad "Adeste fideles" capii immediatamente che,in un certo senso li aspettavo .

Era Natale,loro erano il mio Natale,da sempre.

E quella canzone,da sempre, è la mia preferita,da sempre mi riporta a quei giorni di Natale della mia infanzia.

Da sempre,da sempre per sempre.

Scoppiai a piangere: ero bambina e avevo un buco dentro.(Quello che mi inghiotte da allora)

Sostarono ,ma nessuno spalancò il portone di casa,per via del nostro lutto.

Attesero.Guardavano in alto.

Li informo' una vicina.

Allora si riunirono in cerchio,confabularono qualcosa.Bussarono.

La nonna aprì,mollarono tutto nell'androne,zaini e zampogne e salirono,in silenzio.

A dirci che erano solidali.Perche' le con-doglianze sono quello : esprimere solidarietà.

Essere "con" qualcuno.

(certe volte perdiamo il senso,dei termini.Con-doglianza,spiegava la suora-professoressa,Isabella,vuol dire "con-dolore".Quindi: se ci vai,a un funerale,se sei lì,puoi anche non dirlo (condoglianze): sei lì e basta.quello è l'importante,esserci.Essere con.)


Lo disse alla nonna il vecchio Carlo...

quasi parlava senza intonazione.

"siamo qui.Con-dolore.

Che è successo.

Che possiamo fare."

Era maestoso,Carlo,con quel barbone sembrava imponente,ed era tanto,tanto tanto buono.La nonna cucinò per loro,ma tutti erano silenziosi,anche il ragazzino sempre allegro,Martino.

L'anno dopo, tornarono ancora,questa volta con i loro formaggi,con i loro "cagionetti" alla marmellata di ceci,con i loro torroncini abruzzesi al miele,fatti dalla Giulia,in omaggio.

Chiesero come stessimo,se mamma si fosse un poco ripresa dal suo dolore.

Era sempre Carlo a parlare,con il tono di uno che il dolore lo conosce,e ti capisce.Uno sincero.

Con lei ,la mamma che,quando lo seppe e si sentì richiesta,per una volta,si schiodò dalla poltrona dove si confinava.Senza piangere, si presentò  e distribuì la minestra nei piatti.Sedette con noi e conversò un poco.

Non c'era più il nostro presepe,ma vennero.A fare visita.

Poi, settecentotrenta giorni ancora di tempo, cioè altri due Natali di visite e sparirono dalle nostre vite.

Li aspettavamo,ma niente.

La nonna era preoccupata ed ogni pomeriggio anche la mamma spiava dai vetri,verso la strada.

Andai io a cercarli,in estate,otto anni dopo,con un amico ,appena compiuti i miei vent'anni : il vecchio Carlo era morto.

i giovani, tutti emigrati.

Martino,morto di leucemia.

Il piccolo Martino,di poco più grande di me,sempre allegro,che si era fatto un flauto con una canna e voleva imparare,mi diceva, a "guidare" il gregge.E mi insegnava a giocare a "rincorri pietre",lui.Si.Martino.

La signora Giulia,stupita,mi accolse in un abbraccio forte.Ero una sconosciuta,ma mi accolse.

Mai più rivista,purtroppo.

Ma.In questo periodo li penso sempre.

 Vivono tutti e sei cuori 

❤️❤️❤️❤️❤️❤️, più 

 il cuore di Giulia❤️ che faceva torroncini morbidi al miele. 

nel mio cuore ❤️.