mercoledì 25 dicembre 2024

un mondo nuovo(odoroso di stalla)

 


--

cantate

tra questa nebbia leggera e luccicosa

un mondo nuovo

               (odoroso di stalla)

un canto nuovo che

sorprende e lascia immobile nel tempo. è 

un'Alleluia.


davanti alle stelle che fanno

una coda di cometa

il volto silenzioso della notte si anima di piume e volti

deliziosi su corpi

di cristallo.

Alleluia.

Non temete

Vi annuncio una grande gioia :

oggi vi è nato chi vi salverà e per voi sarà Cristo ,il Signore.

gli occhi d’oro di Dio

si sono aperti su un calvario

di secoli, Amen.


poi la luce gli si spegne in bocca,l'angelo sorride 

e cessa il canto 

Alleluia, la promessa è di carne

è un bimbo.

martedì 24 dicembre 2024

tu soffia sul pulviscolo dorato





 --

della polvere di cometa

gremito il buio

al desco della sera che 

inghiotte e sputa

miliardi di fiammelle


 il profeta

scavando ali di sabbia

 una promessa:

"un germoglio spunterà

fresco e svolgerà i rotoli

a suo modo

parlando di nuovo Amore

un virgulto

tra le radici

nella terra,scomodo 

ecco che vi appare"


Artiglia

la notte il buio sull'aria che ride

di bisbigli d'angeli

parole soavi mai dette

a pastori che corrono

la notte

guardando tutto 

da un mondo scarno 

schiocchi di baci dai cherubini

madri che portano fasce  

e in braccio bambini

a un'altra Madre e ad un Padre 

canuto,barbuto

seduto accanto a un asinello

la notte

delle luci di chi accorre

nelle gocce dell'oriente 

profumato odoroso 

di incenso e mirra

gli occhi dei magi spinti 

all'infinito

cercando oro nella paglia

del nulla


poi il vagito

notte stanotte

questo ho sognato visto udito

ancora un vagito

(il candore

nel pulviscolo dorato

stanotte è nato)




il lievito e la banda.

 --


chiede.mezzo sorriso,anziana.

"non ho gli occhiali,mi dite 

il prezzo del lievito? Per stasera

vedo di prepararmi frittelle".

Nel pugno, spiccioli.

Le dico che è un euro.

-sta scappando e parlo alle sue spalle-

"se lo deve consumare oggi, perché Signora,non prende l'altro? 50cent.Scade sabato".

Allento lo scaldacollo e le sorrido. Mi guarda,da sotto al cappello :

"sarà buono?"

Le faccio l'occhiolino con un veloce "si".

Vuole parlare:

"l'ho promesso a mio marito che avrei fatto.tutto.per la festa. anche senza lui.Non devo trascurarmi".

Aggiunge: " impasto a pettole,la mozzarella costa".

Io:"però c'è quel salame piccolo di scamorza,in offerta.Uno e ottantanove (scade dopodomani)".

Prende .

Siamo sempre insieme,il supermercato è gente ovunque.

Felice, il commesso, mi saluta e porge,auguri,"anche in famiglia".

Ricambio.

Lei si fa coraggio e passa al tu :

"Quanti figli hai?"

[Mia mamma mi diceva sempre ridendo assa' che la gente mi guarda in faccia,capisce che sono "scema"(intendeva "bonaria,spero.ma non ho mai indagato) e mi parla. gli sconosciuti mi dicono" i fatti" personali .Gli sconosciuti,con me,attaccano pericolosamente bottone e,mannaggia.Si fidano.Sbolognandomi i fatti propri.]

"Nessun marito,niente figli".

-sospiro: è dedicato a mammy,ovunque sia.Ci pigliava sempre,su me (uff)e adesso starà ridendo -

"E suo marito,Signora,come si chiamava?"

"Donato.

Siamo stati cinquantotto anni,insieme."

Abbassa il volto.

"al fegato" ma lo dice in un sussurro."Li' non perdona".

Le accarezzo la spalla mentre si asciuga l'occhio sinistro.

Siamo alla cassa.

Paga. Pago.

"Allora sei sola come me",conclude.ed è già un addio.

Mi fa impressione.

Decido ( e propongo.)

"Ci facciamo gli auguri in Villa Comunale,alla Cassa Armonica, domattina ore 11 ,al concerto della banda?

Se piove ,la domenica dopo.Stessa ora".

Ecco,per la mattina di Natale ho un appuntamento,grazie al lievito in sconto.

Mi ha anche schioccato due baciotti nell'abbraccio.

~~~~

Nei supermercati guardatevi intorno.

Sono quelli con enormi carrelli vuoti,o poche cose in mano.Si aggirano guardando lenta.mente o camminano spediti per non farsi distrarre da merce che non si possono permettere.

Facce non da disperazione,da risoluzione . Delle feste .

I nuovi poveri,sono anziani che hanno pochi spiccioli per un lievito che  poi è festa,laureati disoccupati,disoccupati e basta.Padri o madri di famiglia che non .ce.la.fanno fino a fine mese ed a dicembre ci sono le feste .

Poi i soli.

Scovateli,dategli un appuntamento al concerto della banda.E nei supermercati,chiacchierate.

Si infilano scoperte belle,nei carrelli.

Buon Natale.


(Carlo Dolci."Madonna blu")

sabato 21 dicembre 2024

si sbriglia capelvenere nel sole

 



--

si sbriglia capelvenere al sole e

-al deglutirsi il gelo d'acqua sparsa-

si spegne, tra forchette di foglie 

in accartoccio su se stesse

morte,completamente secche.


Burrascosa è ogni oscura nudità di rami

 stretti a intrico di rabbia per vento

e ogni petalo ,labbro di rosa

antica,bacia il mento della statua.


D'un tratto esplode un lampo

controluce ,un bianco di

ghiaccioli intorno 

a isole di tufo sbrecciolato 

dove già è

scolpito più lieve dirti un addio

che mi trebbio dentro io,tremando.


La farina di ceci 

e mandorle impastata,

la fretta ruminata

in agrodolce e il polpaccio contratto

(ha un crampo che non piace)

             -sta passando-.

di questo soliloquio

sul giorno che anticipa vigilie (!)

è il ricorso a finti aghi di pino

e andrò di lucine dicembrine .


-ma stai dicendo veramente?-


tu pensa un po',

pedessiquamente attendo

ricucendo il centrino sul como'.

(antonellal)





giovedì 12 dicembre 2024

divertimento Santa Lucia scende


--
Notte magica, notte d'attesa,
sabbia negli occhi e carboni
se non dormi.   
batti le mani ,abbraccia il cuscino
sorridi alla notte
che ti sa bravo bambino.

noci e taralli
altra frutta e uva secca
moscato e cannella
che bella storiella

giù dalle nuvole
scende un'asinella
carica di dolciumi
e non manca caramella.

la tiene per la coda
una fanciulla bella
le leva i paraocchi
per sorridere a una stella.

in un piatto porta occhi
di mandola e marzapane
 ninna nanna, nanna bimbi,
qualcosa vi rimane.

è notte di fiducia
la notte è di Lucia :
la santa più   vivace e 
più 
dolce
che ci sia!

domenica 8 dicembre 2024

che peso il corpo acquasantiera eccede





 --


che peso il corpo -acquasantiera strabocca-

si porta 

l'altro corpo piccino

nel suo fondo doppio.


ave o maria, madre delle madri

quelle sulla via a cercare 

acqua e pane per i figli

orma su orma,

nei tuoi piedi stanchi.


ave o maria ,madre delle madri

raggomitolate in un buco

sottoterra , nel mentre l'aria esplode

sperando che la bomba scoppi altrove

(lontana dalla guerra).


ave o maria,madre delle

madri

quelle che ti tengono la mano

mentre soffri (chiunque tu sia)

ave o maria.


scivoleremo a te, fra leggerissimi

fasci di cometa,


saremo silenziosi come quelli (fate piano,come sulla seta)

nel palmo della mano e sui capelli

accucciato è un bacio .


ave o maria ,pennellata di cielo

disegnata di stelle ,madre di noi ,altri figli

 tuoi,che ti chiamano adesso e nell'ora,


                             _Immacolata._


(antonellal)


[con un pensiero grato ed affettuoso


al migliore,il mai dimenticato


a. 


aka AlbertoB. ]



martedì 3 dicembre 2024

siamo qui.e tutto è qui di ogni cosa.



--
siamo qui.e tutto è qui
di ogni cosa
di quelle che ci restano.
 spolvera 
          il tanto tolto
la polvere che rimane
 e ciò che è stato
              lucida
ciò che è adesso, certezza:
prora di tuo nuovo viaggio
e cobalto il salutarti
verso altezze cilestrine, inarrivabili.
affanno che ha avuto
fine, speranza nel tuo essere libero,
io dico.
sorge dagli innumerevoli
pensieri
disegna appena la linea tracciata altrove dal destino
che resterà mistero e
tutto è qui.
Perché
ti sentiamo ancora.
custode di segreti perché tutto è qui, nel silenzio che
non divide più niente da niente
pietra su pietra,fiori e lumini.
      


venerdì 29 novembre 2024

G.


--


la consuetudine alla fretta

colora costumi 

e smania,

paura già detta

tra frattaglie di sabbia.


trappola tesa del dolore

ritrovarsi privi

di parole 

( e si cerca colore

nelle tinte da prefica)

 :

cucire il maltolto

intuendo

 di lucciole, intermittenza,

dentro

 il cerchio di

un abbraccio .


e uno spillo

appuntato sul risvolto

di un ombrello.


(che non ripara

se piove dal mio volto)




( 29/11/24)--

giovedì 28 novembre 2024

da stamattina da matti stiamo e tu

 --


da stamattina,finalmente sei libero,leggero.


Hai ripreso a correre,come ti piaceva,ma.


Stavolta per le viuzze azzurre dei campi,che portano al cielo .


Il Paradiso è senza flebo,senza medicine,senza paura .


Noi,qui.


Sappiamo che adesso sei di nuovo tu,e ci guardi.



(Ciao,G.Mi mancherà il tuo sorriso buono quando ci incontravamo,il fatto che mi dicevi ,che "ero professionale".La tua semplicità.Ciao,G.ma ci rivediamo presto)?

mercoledì 21 agosto 2024

volevo dire " so,che lo sapevo"

 

 --


sei scanzonata.

scrivi iperboli e cerchi concentrici

nel fumo che aliti da pentola

grassa,buffa.


Si capisce che sei indispettita e scoraggiata,

per fatti di spessore che non si snocciolano bene 

e buio nelle pagine delle

prugne.


e' che desideri raccontare poco per volta dove.

<<sei.non sei.ci sei?ci fai?>>

-forse- sarà prosa poetica

di un viaggio nel passato 

incorniciata

nell'estate costellata

da tutto l'umido anno ottantasei.


perché ci sono 

grani di sale sul lavandino

e cerchi di terra

sul comodino

livido di risate incompiute?









venerdì 2 agosto 2024

eppure ostica ed anacronistica.

--

focomelico costrutto

di un inganno 

tra un se e un ma

-risparmiando di serranda

il basculare gracchiante-

mi imbastisci un pezzo

di omelia.


MariaPia 

ascolta le voci

nelle conchiglie del mare

sotto

 uno zerbino di foglie 

che dalla via

scendono 

nel suo materasso di burro.


questo sasso che scivola

al tuo passo

è compagno di una chioma di

cipresso appuntita

lì,appresso al filare dell'uva fragola 

intristita dalla polvere.


si spappola 

un giorno sulla soglia

delle nubi cremisi da pescare

con un sorriso breve.

quello timido,appena sotto

al naso,pendolare marcia

dalle tue cicciose guance 

agli occhi.

                  (e menomale)











sabato 27 luglio 2024

esercizio buffo sotto calura




 --

Vorrei sorridere

dell'ombra

in cui gatti sciatti

si raggomitolano  

confidando smetta l'afa.


ultima speranza il riposo

in una nicchia che non sia fornace

e non mi piace affatto 

il ragno ballerino appeso

al lampadario

che fila equilibrista,mentre

spero -io spero- si suicidi al suolo

come aglio

schiacciato , acciocché  mi eviti

la fatica del ragnicidio.


nei riflessi di uno specchio 

spezzato

opaco

opaco

e ancora opaco 

             c a l d o. è sempre CALDO,ma.

con un refolo che scherza con la tenda, ma è  refolo depresso assa'.

(al punto che si smorza.)


in questi intermezzi vorrei

ampiezze d'acqua 

nuotata ,ma d'inverno. ai pomeriggi

di dicembre, con

il mare blu scuro,potente sotto

un cielo che annotta.


intanto, mia signora.mi permetta 

di ricordarle che è 

luglio,la smetta.








giovedì 6 giugno 2024

scrivimi fermo posta,tu scrivimi

 


--


scrivimi.

con una lisca di specchio

sulla faccia

una spazzola di chiodi nella testa

fili di cotone in unghie di burro


(impedirsi 

ogni giorno il reagire

insistendo a dar peso

 ad assenze e lacune)


che tutto questo non sia

che forma d'oblio,un precipitare

che poi risalirai tu d'obbligo

dal tuo fondo scuro.


su brandelli 

di ombre d' ombrelli,

guardando oleandri barcollare

strisciando rivoli al canale

-tasselli

ad incastro-


dei tuoi tuoni stanchi

e senza lampi,

                          scrivimi.

--


lunedì 4 marzo 2024

almeno,ci sono.io,senzameno

 --

facciamo litigata per le gocce

oppiacee che io respingo con certezza.

(senzameno sarei meno,al meno)


'sto cerusico esige e non ascolta.

cardiologo insiste,nemmeno ausculta.


gli spiego 


         che io non voglio questa calma

indotta,

da rinuncia di me,a me

per me :

devo essermi  PRESENTE .

                                                Sempre.


che ho 

già un baccano di dubbi in coccia

però conosco ed abito il mio corpo

bene,ci siamo di buona compagnia.

il cuore fa il proprio lavorìo? vivo.

basterà un poco di zucchero .e altra

pillola andrà giù,senza arzigogoli.


niente da fare : insiste e lo assecondo

per andare oltre,altrove anche.piove.


su lui :

che come approccia non mi piace.

(dei cerusici vatti a fidare)

preferisco qui il non tratteggiare...

anzi,no.mi scappa di vomitare:

spavaldo nel trattare cliente

sicumera nel giudicare paziente.


rifiuto questo chiasso

 di incertezze.

rifiuto questa supponenza su me

che non sono degente (ancora)



Passo dietro passo si torna a casa



(allargo le lacrime ed è. la rabbia.)






giovedì 22 febbraio 2024

e questo è. tutto quel che appare,si e no

 --

Passando nel moto del sale,

-una sorta di crosta-  

la terra è scissa dall'acqua.


Minuscole luci sul mare,

-coste poggiate- 

 mondo annerito dal buio.


Le rocce lasciate,le rocce ritrovate

 (onde andirivieni)

tutto è un congegno infinito.


da capire.

quel punto di te al coperto,tra la notte

 e il risveglio,che cogita e

 ripensa

passerà nello svolgersi del tempo 

senza altro indumento che la voglia

 di riprendersi il sole.


Servire al cospetto dei giorni,

un disegno di strade.


La salvezza è la volontà di capire,di

conoscere ancora,sempre.

nel giorno che sorge(ra')

l e n t a m e n t e. limpido.




giovedì 15 febbraio 2024

ombra pungente come promemoria

--

Il fiato sulle mani

 tempo di dita rosse

 freddo pungente come promemoria.


Coperte nei pensieri , invece in 

strada 

e accada quel che accada ,oltre paura.

vado.uno passo,passo due e tre,vado io.

sincrono sussulto è ansia da timore 

che mi tòrca un crampo alluci e le dita:

la téma delle lame del dolore 

fa da compagna,combatterla è da

 me.


Percorso zigzagato sulle chianche :

abbandonati disegni di vita.

bottiglie di birra vuote e calciate.

incorniciate danze di foglie e rami.

onde come richiami urlati al molo :

trame nebulose del freddo febbraio.


saltare correndo.(un poco trapassa

sudore dal maglione a collo alto.)

il ragazzo  dev'essere felice.


L'ombra mi si allunga su strade deserte,

amica

che ambirebbe a più del solo profumo

di caffè al bar (proibito,tassativo)


trasale in bocca sapore,che vorrei.

del tempo. che scorre

 tra lingua e passi.





martedì 13 febbraio 2024

aggiungo immagini da-oramai- cinque anni

 --

In un mare di parole sospese,

mamma,cinque anni senza te ed 

il fiato

tuo ultimo in ultimo che mi 

ossessiona.


di poi,tempo disadorno 

riandando.


solo paure e solitudine al vuoto.

giorni eguali declinati con noia.

carta imbarazzata, 

virgole erranti

memoria perfetta scavando sabbia.

ore segnano vene come stelle

morte,

su vetri vaporano nomi.


sogni in cui frantumi del pane bianco

tu, che strascini pasta 

per un pranzo,seduta. 

le tue piante.che ridono racconti

di acqua,di sole,di paura del freddo.

e tra braccia fasci di margherite 

da portare a papà e nonna o

sul comò.

Vento hai nel corpo -senza ali-

 dei ricordi.

un canto di fragilità e resistenza

sei.ed ho presenza continua di te 

nei miei occhi marciti e spesso socchiusi.

~~

anni cinque,questi. ma resti qui,si.

se pure ci provo,con le parole

non supero il vuoto,neanche

l'assenza.




sabato 10 febbraio 2024

Beniamino passa tra le seggiole

 --

con avventure di fumo sfocate

nella nebbia di questo febbraio caldo

scivolano nell'olio di

chiacchiere 

           come merletti intagliati nel miele


spiccioli

                  nel borsellino di nonna

e confettini zucchero e cannella

<<cannellini candidi,lilla e viola

così schiarisco la voce.>>(ricordo

quello che mi dice e non è una scusa)


Beniamino passa tra le seggiole

a Messa,raccoglie l'offerta in lire

sorride buono e saluta,omino.


Spaccia lentezza lui,tranquillo com'è

sorride ai bimbi che stonano il Salmo.


Questo assopito scandire

ticchettìo

lo spacchetta una pioggia di minuti

di tempo maltempo,fulmini e saette.


Fuori si balla: Sanremo e Arlecchino.


Tutto è in un soffio,lieve ai coriandoli

lungo ai ricordi di voi,che siete in 

me.










domenica 28 gennaio 2024

luce nel cielo del soccorso (pronto)

--

alzati gli occhi ,fisse plafoniere

come un pavimento,in alto,lassù.


la luce è prigioniera di un quadrato 

di cielo e nuvole.

queste hanno volto

in un perimetro che esplode pace.

vecchi barbuti e c'è uno al 

telefono

mentre scoppiano gigli bianchi e 

fumo.


sotto, una me. distesa, in attesa.

*paziente*.

 una babele di richieste

andirivieni,incontri ,suppliche

e urla

medici-degenti infermieri


in un suffragio di  bisogni e pena.


e aspetto . ma niente.

e ancora aspetto.


sentiero traccia dal naso alla gola

un raggrumito groppo rosso, morto.

non si stacca.

manca aria.mi manca aria.


all'ancora l'affanno che non dico.

ma

sono libera in quel quadrangolo 

azzurro e nubi esplose,ci 

cammino.




24 gennaio 2024, è stato

Marcello(25 anni)che ho chiamato e mi stava vicino.










lunedì 22 gennaio 2024

laboratorio di analisi, è qui

 --

una fiera di ansie.'si serie,disposte

su seggiole preordinate.le attese

che osservo sono umanità svelate.


una signora, attonita ,raccoglie

un cuore da terra.domanda a tutti:

vorrebbe restituirlo.poi capisce 

che non vale un granché e

lo tiene in mano.


ciondolo luccicante e falso.oro.


Sorride appena e lo guarda e riguarda

poi spiega giusto a me -timidamente-

che è quasi un messaggio o un

segno : "da poco

ho perso mia sorella. ecco che 

è 

ancora accanto a me!" E si stupisce

perché mi faccio in avanti 

le prendo

la mano e sussurro che si,ci credo.

poi mi allontano.seduta composta.


una statua è,di stupore triste spiando

mi (per sincerarsi).e abbassa

sguardo.


(hanno sempre tante lacrime 

gli occhi.

rinnovate- respinte- ritornate )



quando attendo è capolettera per me

osservare. annotare.sorprendermi


dov'è il tempo ? non arriva -quasi-

restare immobili e solo curiosi

apre. a tutt'un mondo.in attesa.










venerdì 12 gennaio 2024

come mi sento viva al freddo freddo

 --

sopra ,aria gelida e aria gelida

e ancora gelo. 

io,paraspifferi

contro vento procedo e mi tengo


alamaro in bocca,cappello nero

pensieri da finire di pensare 

andando.


su pozzanghere si allunga 

il profumo di caffè del bar contro

un ricordo -passeggero- di piume. 


le piume sottocoperta del sonno,

poco.

          nemmeno sembra di portare

guance -al freddo di aria gelida e gelo-

 

via ,stretta da palazzi tormentati.

e c'è un corteo scuro di chianche

incastrate,lungo.

che mi aspettano.


di gennaio,la meta è la cattedrale

il tribunale,la piazza.al gelo. 






           




lunedì 8 gennaio 2024

intenzionale eppure culinaria

--


"eau de oignons" alle narici  ed io piango 

fili cremisi raggrumati : sangue.


i peperoncini come capelli 

lo steccato di polvere di sale

zucchero,aceto ed olio evo puro

a perdivuoto nella bagnarola.


al mattino di un gennaio chiuso

al gelo

rinchiusa nei ricordi io mi 

assento

poi sveglio a urla di bimbi che

 escono.

fuori scuola è . un baccano di 

passi

rotti alle corse e ai giuochi.

accaduti.

avanspettacolo i passerotti e il micio

che graffia un'arancia poi 

gratta la pancia al vaso.



scadute le vacanze di Natale

spenti i pulpiti e' arduo il concimar

salmoni.










sabato 6 gennaio 2024

befana,bambinello e pecorella.

 --

bambinello e pecorella.ridono

alla befana brutta brutta e vecchia

o, come dice la storiella,

racchia.


ma non è spaventato,il piccolo

che tre anni ha compiuto

anzi

vuole essere 

accarezzato sulla testolina

dalla manona rugosa e magica

della vecchina,

che sa di torrone 

al miele,mandorle e cannella.


la scopa di saggina scossa,perde

polvere di stellina 

che un angioletto 

raccatta,

spolvera con l'alito e poi

riattacca al cielo scuro.


dove splende rilucente la stella 

Madrina,la Regina alta, Signora 

 Cometa.

Osserva quei tre cammelli

 in viaggio, lenti.

ci sono

i Magi 

imponenti ,con i turbanti 

e nella seta dei caffettani ,che.

da buoni sultani hanno carovana

e viaggiano tra musiche di pifferi

tamburi,bajadere e battimani.


il tè,datteri in bocca 

il vermiglio karkadè 

offrono alla vecchietta,chiedendosi

dove han già vista

 quella faccia austera 

 -da befana arcigna,pure fattucchiera- 

che fa a pezzetti cioccolata nera

e,se la alza, dalla sottana, spunta 

una bisaccia con la liquirizia.


befa-befana innaffia la poinsezia,

sgranocchia caramella,

sorride 

al Bambinello con la pecorella...

ai Magi, a quella Mamma tanto bella

all' angiolino che riappiccica

la stella.

saluta il vecchio con il bastone in fiore

e parte per il mondo 

con il suo cappellone.







mercoledì 3 gennaio 2024

voi due al tre gennaio alle tre(pomeriggio)

 --

anche questo pomeriggio 

intorno 

alle tre fa notte.per me,è notte

colore dell'acqua a lavarmi gli occhi 

e strappare

garze avvizzite a garze

affossate nel giorno 

-che non scordo-.

sono nella geometria del silenzio

che fa triangolo:

me,loro,memoria.

occhi,labbra serrate e ci rivado.



tre gennaio

millenovecentonovanta

con la paura,tanta,che tutto fosse 

vero

per davvero e io non ci capivo

dove si fosse smarrito 

Iddio.

(forse con me,che mi sentivo 

tradita dalla vita,al buio)


nodo in gola

                    il rimpiangere secco.

quest'oggi

di tosse e singhiozzi

dove ci si stropiccia e assopisce.


mi sono già vista. nella specchiera

dove mi incontro passando, nelle ore

di questo pomeriggio. a convegno

con me alle tre del tre anche

quest'anno, io.

ci sono.

          voi pure.sempre giovani.

Rosa,

      Renato e Te insieme.per sempre.



Io,con tutti gli altri,siamo.Viviamo.


(io,tutti gli altri -ovunque siano-

di gennaio 

                     -appena fa pomeriggio-

tre, alle tre come ad un appuntamento

-ne sono sicura-vi ricordiamo)





lunedì 1 gennaio 2024

la notte della festa al capitone


--

stasera, si. questa salsa tartara

su tartina,

                  pomodoro a ciliegina

e cornucopia d'insalata russa.


non me l'ha data mia madre,

china su 

mio padre a leggergli il menù e

nemmeno

la nonna

che a ciglia lente aspetta mezzanotte

o

Manuela che gioca 

a far la spadaccina con il righello.


stasera,qui. da sola.

con l'alberello che sa di tonno in scatola ed ha

le lucine 

accendispegni e

pare cresciuto in un'aiuola.

di mussola e calcinacci.


alla mezza ho le stelline in mano

un po' di frutto del melograno

in bocca

e cerco piano piano di 

far passare 

questa

veglia

che mi narro

a fatica,con l'aria stracca.


la frenetica notte

sta iniziando :

intorno il mondo è tempeste

di fragori.

botti per l'anno nuovo in fasce

tra fondali incerti 

di melmose paure

e delirio di guerre che ci sono.

           

           tanti mancano.

dalle mie ombre auguri :

i sorrisi

sono il dito 

sul mio alito ai vetri.


l'anno nuovo è giunto ed

ha il suo scettro.


squilla il telefono :


"buon duemilaventiquattro".