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In un mare di parole sospese,
mamma,cinque anni senza te ed
il fiato
tuo ultimo in ultimo che mi
ossessiona.
di poi,tempo disadorno
riandando.
solo paure e solitudine al vuoto.
giorni eguali declinati con noia.
carta imbarazzata,
virgole erranti
memoria perfetta scavando sabbia.
ore segnano vene come stelle
morte,
su vetri vaporano nomi.
sogni in cui frantumi del pane bianco
tu, che strascini pasta
per un pranzo,seduta.
le tue piante.che ridono racconti
di acqua,di sole,di paura del freddo.
e tra braccia fasci di margherite
da portare a papà e nonna o
sul comò.
Vento hai nel corpo -senza ali-
dei ricordi.
un canto di fragilità e resistenza
sei.ed ho presenza continua di te
nei miei occhi marciti e spesso socchiusi.
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anni cinque,questi. ma resti qui,si.
se pure ci provo,con le parole
non supero il vuoto,neanche
l'assenza.
