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*quello che vorrei*
c'è un qualcosa da spiegare,sorridendo.
quanto siano belli i piccoli scheletri,
dòmini e streghette.
i bambini del "dolcetto o scherzetto?" accompagnati da genitori e che invadono,per lo più, esercizi commerciali, dai gestori
innegabilmente infastiditi. ma con il sorriso arreso sulle labbra,che offrono caramelle e dolciumi per evitarsi -raccontano sconsolati- fastidiose uova non tanto marce,ma sempre puzzose ,che arrivano puntuali.I bimbi.
Un po' meno belli gli idioti che approfittano.Della mascherata. per vandalizzare,imporsi,disturbare,
pretendere.Anche circondando per strada anziani o seguendoli con pretese assurde.
Quello che vorrei è che fosse
raccontato, più che spiegato.
bene-bene. Che la festa di Halloween è anglosassone,americana ,arriva da chi non ha storia e deve inventarsi tradizioni.
Altre da noi,come in culture che sono anglosassone,ma furono celtica ,spazzate via dalla commercializzazione americana e poi importate in modo disconnesso da noi, dove invece la tradizione di memoria è sempre ancora forte.
Noi,diretti discendenti dei Romani ,che in casa avevano le statuine
in cera dei Lari ,gli dei che poi erano
le anime dei defunti ,abbiamo un concetto di festa
(per l'unica festa che non è festa)
legato al ricordo.
Senza gli eccessi colorati come la "Dia de los Muertos",in Messico.
Noi,non siamo che così.
Memoria.Un po' triste,ancora un po' silenziosa.Delle visite,chi può, lì,dove come in alcune noci di terra o in guscio di cemento chiusi da marmo, riposano persone care che non ci sono più accanto.
Noi siamo. In quella decisione di fare il viaggio verso i Cimiteri
dove tutti ,purtroppo,abbiamo qualcuno.
A tutte le età della nostra vita, li' siamo "visitati" dal senso della perdita,consci che in quel campo, dove sorgono anche cappelle,c'è sempre un qualcuno amato per parentela,amicizia,magari solo conoscenza,che ha attraversato la nostra vita con la sua. Ed è diventato "presenza".
Da ricordare.
Che è andato via ,ma ci sta sempre dentro al cuore ,nella mente per tutto l'anno.
Però poi il 2 novembre o giorni giù di lì, e' lì che ci aspetta.Solo un momento.
Halloween è una festa allegra,giocosa,un divertimento che puo' distrarre.
Che rincorre "la paura" ,uno degli stati emotivi più gettonati nei nostri tempi,ricreati per far vivere
emozioni ,forti,pare ,anche nei più piccoli .
Che certe maschere o certi racconti diseducativamente proposti ,sembrano attirare.
Potremmo aprire lunghi discorsi sull'odierna e risibile ricerca di certe "emozioni",ma non qui,ora.
Halloween,quindi.
Da spiegare ai bimbi,da fare vivere,ma *specificando bene*.
Come non sia festa _nostra_.
~
Quello che vorrei.
Raccontare le tradizioni.
Della mia famiglia,e di tante famiglie,ancora.
La sera di "Tutti i santi" 'ché *Tutti*,noi vivi,ma proprio tutti,siamo santi, dalla scatola dove sono raccolte,una ad una,
tornano tra le dita
quelle "immaginette" rispettosamente riposte, che spesso ai trigesimi sono consegnate a futura memoria,fotografie di volti cari di persone scomparse.
Ognuna sorridente ,con una storia personale di vita da non dimenticare,da ritrovare ogni anno ,sorridendo.Magari bevendo ,come una volta il buon Padre Enzo Bianco raccomandò in tivù ,un buon bicchiere di vino rosso per celebrarne il ricordo.
Da tramandare ,come la mia nonna materna raccomandava, perché è
davvero così,raccontandolo a chi è vivo,che qualcuno morto ricompare ancora.
Foto,a centinaia.
Poi l'esposizione in un angolo
di una stanza,sul vecchio comò,in quei primi giorni del mese "dei morti", con i lucernini ad olio i fiori,alternati a rami di foglie secche.
E Crisantemi.
In un senso di rispetto per quella presenza esibita,ancora.
Passandoci davanti,di giorno,magari ricambiando il sorriso che arriva da quelle foto.
Altra tradizione.
La sera tra uno e due novembre, la tavola apparecchiata ,lasciata preparata per la notte del "Passaggio".
Credenza popolare che ad alcuni pare più truculenta,da raccontare ai bimbi,di quella delle streghe o dei morti di Halloween che sorgono non benigni ed invidiosi
dei vivi, dalle tombe .
Con la tovaglia più bella,i fiori al centro, la bottiglia con il vino,il pane su un vassoio coperto da un tovagliolo,piatti,posate,altro tovagliolo.
Perché racconti tramandati, spiegano che quella notte, le anime care dei defunti di casa tornano. Per riunirsi nel luoghi dove
quotidianamente ci si incontra e celebra la vita con l'atto principe della stessa, il desinare.
In famiglia,insieme.
Antiche storie,opinioni arricchite da racconti ed altre tradizioni ancora,come,a centro tavola, quella notte,lasciare la "Colva".
Che ha origine antica,con nome che parte direttamente dalla Magna Grecia .
Il "nostro", pugliese,tranese,dolce dei morti.
Una volta,ne ho scritto dei versi
in una flash di ricordo di bimba
che
osservava la nonna e sua sorella, zia Graziella.
Preparavano con amore il grano scegliendolo,tenendolo in ammollo,lessandolo e scolandolo. Poi avviandosi a
"condirlo" in un rituale
speciale fatto dalle litanie
degli scomparsi di famiglia,nei teneri ricordi,anche nelle risate provocate da quelli.
Con i simboli ricchi degli ingredienti del dolce stesso :
il grano lesso ,che rappresentava le anime dei trapassati .
Più se ne ingoiava, più si liberavano verso il "Purgatorio".
Condito
dal vino zuccheroso e nero del mosto cotto,rappresentazione
poeticamente intendendo,dal succo principe ,nettare degli dei ,al collante delle anime della nostra terra : la dolcezza zuccherina del vino che si fa,cotto,liquore.
Inglobando al tutto:
noci spezzettate, come a segno di ossa,in un corpo sepolto in un guscio, la' come custodito in uno spazio segreto (rappresentazione delle tombe);
aciduli chicchi di melograne, sgranati pazientemente per essere separati
dall'involucro amaro. Frutti
dal succo cremisi ,che rappresenta il sangue
che fluisce in vita e si rapprende in morte,passaggio simbolico tra vita
stessa e morte.Come la ninfa
Persefone , ingannata per l' Ade ,che mangiandone alcuni chicchi,esattamente sei,per sei mesi dell'anno, viveva con il suo
rapitore e maritio,nel Regno dei Morti.
La cannella.
Che aromatizzava anticamente i vini,i cibi e nel contempo poteva essere adoprata per imbalsamare i corpi dei defunti.
Le uvette, cioè l'uva passita.Che nei dolci è fertilità ,abbondanza.
Tutto,ha un senso.
Antico.
Con ingredienti che esistono da sempre.
E diventa
un cibo antico.Tutto celebra la vita nel ricordo dei trapassati dei quali ,nulla si perde.
Vale a dire, come il chicco di grano caduto in terra, sepolto cambia consistenza ma non marcisce, e poi cresce migliore e più bello in una spiga ricca di vita,così il corpo umano sepolto nella terra si decompone,* per risorgere di nuovo senza essere danneggiato, glorioso in eternità.**
C'è da premettere che ogni tradizione
antica, nel tempo assorbe modernità e
oggi aggiungono il cioccolato,il cacao,lo zucchero.Ma in passato non potevano essere,dalla tradizione piu' longeva dei tempi andati : non erano contemplati cioccolato,
zucchero perché manufatti, giacche'-ovviamente- semplicemente non esistevano
nella "nostra"
tradizione culinaria antica.
Tutti prodotti rigorosamente "poveri" della terra che produce il suo zucchero anche senza lo zucchero,ma con le uvette passite,il vino d'uva cotto e dolce che chiamano "Sapa".
Un tramestare lento, di chi preparava il dolce
raccolto in un
recipiente alto e chiuso al centro della tavola del "Passaggio",che il dì
seguente ,sempre di digiuno,sarebbe
stato l'unico pasto.
Prima di recarsi in visita,al Cimitero.
Con lì il trionfo dei
fiori,dei lumini.
E degli incontri.
Tra gente viva che è convenuta
nel ricordo di chi non c'è e si saluta,si parla,dialoga.
Non c'è silenzio,ma parole.
Saluti,vita.
Perché la morte,prima che tutto, è vita.
'A livella nella nostra mente e nel nostro cuore,ci livella anche nei sentimenti,ogni anno c'è l'usanza per i defunti di andare,al cimitero... tutti.Noi.
Anche solo con il pensiero.
Niente Halloween,niente streghette ,niente scheletri e racconti da paura della notte prima...
Ma ricordo.
Magari,nel silenzio.
* Ne parla Paolo nella Lettera ai Corinzi (capitolo 12, versi 35-44).
** La stessa immagine della Sua Resurrezione fu anche usata da Cristo (Giovanni Vangelo, capitolo 12, versetto 24).
*_gioilan*_