(epistolare)
Perché è l'ubriachezza temporale
di questi giorni di ladri,guerre, prezzemolo e dita nelle narici,a
saltarmi agli occhi, quella delle calze che si allungano nericanti come
ombre, e ombre che si fanno, appena tornano lunghe, fuori dalla porta.Ecco,ci ritroviamo.
Un bilico come ci stiamo abituando
tra l'assenza che è ricordo
e la presenza che lo sguardo
tutta decostruisce
in anatomie ed oggetti,in
un composto di erbacce e primavera.
Il cielo è disfatto in buchi d'acqua,ma.
Azzardiamo il viaggio alle violette.
Mi scrivi sorprendentemente"a presto". (stupore. ad occhi a palla ed a spalanco)
Sentitamente ti ringrazio.
(ma al presto,suvvia.
non so che dirti)