levàmi al dolore
prendimi muscoli e ossa
alzami verso le nuvole
e lo spazio che non ha argini.
non voglio più -basta-non voglio più cannùle nei miei canali violacei e zucchero, che è amaro nutrire il mio veleno.
sono senza grazia ,né pace
qui,rubando l'ansia all'imperativo
di un più lieve futuro
delle notti e giorni e notti sempre e ancora ,di giorno negro,in un buio che sparge
peso alle ore vuote
di speranza . sono .io .senza .
ho rimorso del mio tempo
vissuto .
male . -adesso ci rifletto-
adesso che sono nell'ultimo
divagarmi, fatto da letture in prescrizioni di bugiardini bugiardi,da corolle regalate ed aspirate,da libri prestati che non
scorro,sorrisi che tiro per pietà
alla mia gente ansiosa, d'intorno .
ho rimorso,adesso .
ripeto presentemente a me
adesso
adesso
adesso.
Quindi .
Le parole più precise, che sembra siano nate dalla geometrica
perversione del silenzio volutosi ammutolire,sto
a raccogliere in questo salmo
che ti canto,disperato .
Io ti mimo nei sogni,pace .
Con le speranze più vere
ed i sorrisi ,pace .
non voglio più acido in gola
e basta .solo una parola : tu,
liberami .