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"Eccomi: ce l'ho fatta.
Sono arrivata a Te, Figlio mio,piegata ai piedi della Tua croce, le ginocchia sulla terra umida del tuo martirio.
Vorrei raccogliere questo tuo sangue che stilla,nel profumo acre di ferro aceto e fiele nell'aria immobile, per restituirtelo. Riversarlo nelle tue vene, fermare questa perdita di vita tua che mi lacera.
Figlio mio dolente, vedo il tuo corpo teso, sento il tuo respiro affannoso, un rantolo sommesso
e questo. mi spezza il cuore.
Sono qui, Gesù. Guardami.
Tua madre è qui.
Sono con Te.
Tutto questo pugnala il mio cuore, torce e ritorce la lama nella ferita
aperta da anni,da quell' augurio del vecchio Simeone,posta per sempre di fronte al mistero tuo
e di me e Giuseppe,che ti siamo sempre stati accanto.
la Profezia mai polverosa nelle ante della mia memoria,accogliendo e custodendo tutto,di Te.
Non riesco che ad urlarti nel rumore assordante di questa collina : 'Figlio mio, Amore mio, sono qui'.
Io, dal basso,bacio come se fossi Tu, il legno ruvido della croce.
Tu appeso a questo supplizio, la tua carne straziata.
Io, Tu. Siamo sempre stati solo noi due .
e Tu finalmente apri gli occhi e mi guardi .
I tuoi occhi incontrano i miei che
urlo solo 'Figlio mio'.
È per dirti che ci sono, ci sono.
Sentimi,come sento il tuo dolore,eco nelle mie ossa,tormento nella mia pelle.
Ascolta,sono qui.
Vorrei accarezzare piano la tua fronte madida di sudore freddo, come da bambino,quando avevi paura e correvi da me, non sei solo, sono qui, sono qui.
Vorrei baciare ogni Tua ferita, Figlio, sentire la tua pelle martoriata
sotto le mie labbra.
Medicare le tue piaghe con i baci .e con tutte le mie lacrime,lavarti.
Sono qui.Vorrei che tutto fosse inferto a me,ogni spina,ogni frustata,ogni pugno,ogni sputo.Ogni chiodo.
Sono qui.urlo affinché tu mi senta.
Hanno provato a tenermi lontana, mentre il martello batteva sordo sui chiodi, un suono nemico alle mie orecchie.
Ma quel giovane soldato che mi osservava ha avuto pietà, ha detto al tribuno,con voce sommessa: 'È sua Madre'. Uno squarcio di speranza nel tormento, un sussurro di umanità nel vento acre dell'indifferenza da aguzzini maestri.
Anche lui,si,questo romano, è un figlio mio, sì, ha avuto pietà, ed è conforto in questo inferno silenzioso ,rotto solo dai tuoi gemiti soffocati. Eccomi.Sono qui.
Sei appeso allo strazio, in alto, contro un cielo che sembra mura grige indifferenti.
Io, i miei occhi nei tuoi occhi spenti. Mia sorella Maria di Cleofe,Salome , mi sorreggono, tenendomi sotto le ascelle, sento il loro cuore vicino al mio.
Sento piangere la giovane di Magdala.
Ma io non mi rialzo. Piegata in due, sento nelle mie viscere il tuo dolore sordo, lancinante.
Sono io,il tuo dolore è il mio dolore : non poterti aiutare,non poterti liberare,Figlio.
Ogni pugno che mi infliggo sul petto, mani torte tra urla mute e parole strozzate, per questi attimi intrisi di sangue e gemiti soffocati che squarciano il mio cielo azzurro, quel manto di madre trapunto di stelle che indosso nei sogni felici, è sporco di sofferenza, impregnato di questo odore di morte.
Mette a nudo la realtà cruda: ad ogni Tuo sussulto, Figlio, più breve, più debole, attimi di vita straziata, io ti guardo, tu guardi me che vorrei salirti accanto, tenerti stretto nel tuo passaggio a Tuo Padre, sentire il tuo ultimo respiro.
Prendono forme incolori i ricordi miei, immagini al rovescio, come una eco lontana.
Di te, la prima volta che ti sei mosso e hai riso dentro al mio ventre, una sensazione calda e nuova.
Di te che mi porti fiori di salvia violetti .
Di Te che mi scappi tra le pieghe del matrimonio a Cana, tutto soddisfatto perché mi hai accontentato.
Forme di ciò che avrei voluto per questo volto che ogni giorno ho amato sempre più e per cui ho trepidato conoscendo le scritture.
Adesso ti penso, Anna vecchia profetessa, e ricordo il nostro passaggio
traditore di ogni nostra Speranza di genitori dai progetti belli,nel Tempio, tra gli anni e la polvere che riempie le anse di infinite ansie.
Anche adesso
ho fragili sogni di te, libero dal sangue, Figlio.Mio .Cristo .
Sei impresso in me,sono qui.
Nell'ora della Tua morte.