venerdì 18 aprile 2025

Sta,La Madre.Guarda,piange,gli parla

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Eccomi, finalmente.
Sono arrivata a Te, Figlio mio,
piegata ai piedi della Tua croce.
Le ginocchia sulla terra umida
del tuo martirio.
Vorrei raccogliere
questo tuo sangue che stilla.
Nel profumo acre di ferro,aceto e fiele nell'aria immobile.
Per restituirtelo.
Riversarlo nelle tue vene.
Fermare questa perdita
di vita tua che mi lacera.
Figlio mio dolente,
vedo il tuo corpo teso.
Sento il tuo respiro affannoso,
un rantolo sommesso.
E questo mi spezza il cuore.
Sono qui, Gesù.
Guardami.
Tua madre è qui.
Sono con Te.
Tutto questo pugnala il mio cuore.
Torce e ritorce la lama
nella ferita aperta da anni.
Da quell'augurio
del vecchio Simeone.
Posta per sempre
di fronte al mistero tuo.
E di me e Giuseppe,
che ti siamo sempre stati accanto.
La Profezia mai polverosa
nelle ante della mia memoria.
Accogliendo e custodendo tutto,
di Te.
Non riesco che ad urlarti
nel rumore assordante 
di questa collina:
"Figlio mio, Amore mio, sono qui".
Io, dal basso,
bacio come se fossi Tu,il 
legno ruvido della croce.
Tu appeso a questo supplizio,la
 tua carne straziata.
Io, Tu.
Siamo sempre stati solo noi due.
E Tu finalmente apri gli occhi
e mi guardi.
I tuoi occhi incontrano i miei
che urlano solo: "Figlio mio".
È per dirti che ci sono.
Ci sono.
Sentimi,
come sento il tuo dolore.
Eco nelle mie ossa.
Tormento nella mia pelle.
Ascolta.
Sono qui.
Vorrei accarezzare piano
la tua fronte madida
di sudore freddo.
Come da bambino,
quando avevi paura
e correvi da me.
Non sei solo.
Sono qui.
Sono qui.
Vorrei baciare
ogni Tua ferita, Figlio.
Sentire la tua pelle martoriata
sotto le mie labbra.
Medicare le tue ferite
con i baci.
E con tutte le mie lacrime,
lavarti.
Sono qui.
Vorrei che tutto fosse inferto a me.
Ogni spina.
Ogni frustata.
Ogni pugno.
Ogni sputo.
Ogni chiodo.
Sono qui.
Urlo affinché tu mi senta.
Hanno provato a tenermi lontana,
mentre il martello batteva sordo
sui chiodi.
Un suono nemico alle mie orecchie.
Ma quel giovane soldato
che mi osservava
ha avuto pietà.
Ha detto al centurione
con voce sommessa:
"È sua Madre".
Uno squarcio di speranza
nel tormento.
Un sussurro di umanità
nel vento acre
dell'indifferenza
da aguzzini maestri.
Anche lui, sì,
questo romano,
è un figlio mio.
Sì, ha avuto pietà.
Ed è conforto
in questo inferno silenzioso.
Rotto solo dai tuoi gemiti soffocati.
Eccomi.
Sono qui.
Sei appeso allo strazio, in alto,
contro un cielo che sembra
mura grige indifferenti.
Io, i miei occhi nei tuoi occhi spenti.
Mia sorella Maria di Cleofe.
Salome.
Mi sorreggono,
tenendomi sotto le ascelle.
Sento il loro cuore vicino al mio.
Sento piangere
la giovane di Magdala.
Ma io non mi rialzo.
Piegata in due,
sento nelle mie viscere
il tuo dolore sordo, lancinante.
Sono io.
Il tuo dolore è il mio dolore.
Non poterti aiutare.
Non poterti liberare, Figlio.
Ogni pugno che mi infliggo sul petto.
Mani torte tra urla mute
e parole strozzate.
Per questi attimi
intrisi di sangue
e gemiti soffocati.
Che squarciano il mio cielo azzurro.
Quel manto di madre
trapunto di stelle
che indosso nei sogni felici.
È sporco di sofferenza.
Impregnato di questo odore di morte.
Mette a nudo la realtà cruda:
ad ogni Tuo sussulto, Figlio,
più breve, più debole.
Attimi di vita straziata.
Io ti guardo.
Tu guardi me
che vorrei salirti accanto.
Tenerti stretto
nel tuo passaggio a Tuo Padre.
Sentire il tuo ultimo respiro.
Prendono forme incolori
i ricordi miei.
Immagini al rovescio.
Come una eco lontana.
Di te,
la prima volta che ti sei mosso
e hai riso dentro al mio ventre.
Una sensazione calda e nuova.
Di te
che mi porti fiori di salvia violetti.
Di Te
che mi scappi tra le pieghe
del matrimonio a Cana.
Tutto soddisfatto
perché mi hai accontentato.
Forme di ciò che avrei voluto
per questo volto
che ogni giorno ho amato sempre più
e per cui ho trepidato
conoscendo le scritture.
Adesso ti penso,
Anna vecchia profetessa.
E ricordo nostro passaggio
traditore nel Tempio.
Tra gli anni e la polvere
che riempie le anse
di infinite ansie
e i fragili sogni
di te, libero dal sangue.
Figlio mio.
Cristo.
Sei impresso in me.
Sono qui.
Nell'ora della Tua morte.