giovedì 17 aprile 2025

Si chiama GETSEMANI (con tutto il suo terrore)

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Sono qui. 
Però Tu,non attendere che io, angelo disceso dalla luna perfettamente 
tOnda come un pane,enorme e lucente,io.
angelo
del con-sentire che consola,io.

asciughi il Tuo terrore
che essuda sangue da ogni Tuo poro tremante.
Lo sai.Ti porgo un calice di sangue,il Tuo.

Tutto sta giungendo inesorabile :
dalla distanza del passato, dalle profezie che ora Ti avvolgono come ombre palpabili,tutto sta per compiersi.

Adesso, in questa Tua ora,sei
solo un giovane uomo
impaurito fino al midollo,i cui
denti battono nella notte,
eppure nessuno sente.

Conosci ogni flagello che verrà.
Ogni chiodo, ogni spina, ogni scherno .

Li vedi già scavare nella Tua carne,strapparla,raschiarla
con gli uncini . 
il terrore è sentimento troppo umano che divora la divinità. 

e.Tu.sei.Terrore.

Rimani qui, con 
ciò che conosci bene,ed ami. 
il mondo . il Tuo,mondo .

Aspira la terra ed il suo profumo.

Inebriati degli aromi dell' erbetta tenera bagnata dalle Tue stesse lacrime : portati alle narici rosmarino e timo alle labbra,sfrega le loro foglie sulla barba.Mastica la menta ,senti il miracolo del sapore.

Abbraccia così questa vita.
Prima che sia sangue. e dolore.e sangue ancora, fino alla morte.

Sei l'unico a saperlo: hai
l'unicità di chi conosce ogni momento del proprio supplizio imminente.

Un tormento 
come quello che affoga chi oggi attende in certe prigioni,dove mani crudeli preparano strumenti per far cantare nella tortura i corpi.

E già vittime, sanno della costruzione macchinosa dei supplizi.

È la notte della solitudine assoluta :
anche i Tuoi amici dormono,stanchi.

Non capiscono, non vegliano con Te.

Per Te è arrivata la notte della conoscenza del terribile che viene ad abbracciarTi,e Ti prenderà 
                            la Tua. vita .

È giunto il tempo annunciato : consumaTi, i pensieri . Non c'è scampo.Oppure no ,prova a farfugliare :

"Padre, allontana da me questo calice".

Trema,sulle Tue labbra di pietra illividita, la domanda sussurrata.
I Tuoi occhi 
cercando un Padre che sembra silente,si perdono nel nero del cielo che non risponde,acre 
di quella furia pesantemente buia che è un muro
            imperscrutabile.
L'angelo Ti pone il calice sotto le labbra e Tu,bevi.

e' a.m.a.r.o.

respira.osserva.

Da Gerusalemme le fiammelle si avvicinano, inesorabili:
processione di uomini, funi e fruste pronte.

Pensa a Tuo padre che raccoglieva segatura dei suoi pensieri e piallava croci .

Mandando baci a Te bambino, seduto sempre lì, vicino. A lui,Tu. Innamorato delle sue mani nodose, delle sue risate poderose,dei suoi racconti sulle profezie,del suo sorriso buono. Buono  come un giglio profumato.

Pensa a Tua Madre che
sa. Lei sa. Da sempre Ti spia e pensa l'ora della morte Tua, promessa nefasta, che sta correndoti incontro adesso.
Adesso e nell'ora della morte 
di tutti.
Gli altri, figli. Tutti figli. Suoi.
Madre che accoglie,Madre che genera e Madre che abbraccia ogni dolore.

Stanno arrivando correndo,quasi. Che non sia che Tu gli sfugga. E sui loro passi frettolosi corre il Tuo cuore.Ansimi.


La solitudine del dolore preannunciato
si chiamerà orto del Getsemani.

Dove gli ulivi contorti e maestosi
dalle foglie come sottili e minuscole lance d'argento ,sono la Tua migliore compagnia.
Alberi di pace in questa notte senza pace.

Chiudi gli occhi e respira.

E ama, per l'amore di generazioni
che non poterono che attenderTi dal passato
e nasceranno nel Tuo sangue
a nuova vita. Ama.
Non aver paura, giovane Gesù.
Anche se la paura è ciò che Ti rende umano.
In questa notte di tenebra che inizia.
Ecco. Sono arrivati.
Il corpo trema ma hai accettato .
Tu stai per dire a Pietro che la spada non occorre:
così doveva essere,dovrà essere, così sia.

*_gioilan_*