lunedì 5 maggio 2025

scripta .sulla giacca stinta nel vento

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Non lo sguardo che incatena il canto   
etichettando il tempo in una danza stanca.   
La melodia non consola, ma ferisce mentre il fornaio sogna
lieviti che innalzino
e l’ansia si fa scura
 -maschera finta- di un bisogno altro. 
Silenzio e clamore, tutto si mescola.   
Sogni di un nume, stanco di piacere all'universo,che.
fugge da ogni cliché di vita reale,indistinta macchia di
preghiere. 
Solo l’ultima scintilla -un fragore-
 tra l’eco di 
segnali, litanie vuote,che
non aprono varchi a parole vere ,sfoglia pensieri candidi come margherite. 
Vivo di momenti, anelo a un canto
           mentre il silenzio
stride in un'ombra.pace
sfuggente.
gioilan