--
Non lo sguardo che incatena il canto
etichettando il tempo in una danza stanca.
La melodia non consola, ma ferisce mentre il fornaio sogna
lieviti che innalzino
e l’ansia si fa scura
-maschera finta- di un bisogno altro.
Silenzio e clamore, tutto si mescola.
Sogni di un nume, stanco di piacere all'universo,che.
fugge da ogni cliché di vita reale,indistinta macchia di
preghiere.
Solo l’ultima scintilla -un fragore-
tra l’eco di
segnali, litanie vuote,che
non aprono varchi a parole vere ,sfoglia pensieri candidi come margherite.
Vivo di momenti, anelo a un canto
mentre il silenzio
stride in un'ombra.pace
sfuggente.
gioilan