"Di Trani giunse eco per virtude,
di Giustina, mente acuta e core forte
che varcava d'ogni sponda le coorte
e in me vampò immediato un desìo crude.
Ne udii mercanti narrar sua laude
di spirto indomito, d'ingegno esperte
e il mio pensier a lei orientava il verbe
quasi cercasse in sogno sua beltude.
Qual era il volto che sì senno vela?
Qual sguardo animava tanta balda?
Sospiro al nome suo, che il tempo cela,
e notte e dì la mente mia s'aggrada.
Con penna d'oca plasmo un novo volto,
affinché Giustina e nome suo risplenda,
e in Porzia viva, alfine che si renda
eterno al mondo il suo mirabil colto.
Cerco i suoi occhi nella notturna luna
la pura voce udir tra fronde e vie.
I gesti suoi soavi, fulgenti e cari,
muovono l'alma mia a un flebile lamento."
~
il sonetto,totalmente inventato,da me.
potrebbe essere stato scritto da un William Shakespeare,totalmente e
follemente innamorato del fantasma di Giustina Rocca,la prima donna avvocato
di Trani,per averne sentito raccontare da un mercante di moscato ed averne letto nel libro di Cesare Lambertini.
È una costruzione poetica.
Forse solo un sogno scritto.