giovedì 26 giugno 2025

definizione di "compagno di scuola"

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compagno di scuola.
è una tipologia umana che parla di categoria a mezzo tra "fraternitudine",amicizia, società di buon o maligno soccorso
che si  _associa_ 
 (a volte anche a delinquere e non solo) 
di fronte al "pericolo" e
che si stringe intorno all'epoca dell'epica.
(della frequentazione della propria       classe) .

 Nella tua _squola_  con la _q_.

Non è detto che nel tempo la frequentazione rimanga,ci si perde, è le _vie_  della vita  però con  _dentro_ la ricchezza dei ricordi di tempi pazzi.

Poi.
Quando ci si incontra o ci si riconosce (anni che passano) 
può capitare,superato un primo momento di stupore,di gioia... che si metta immediatamente in comune il racconto di tutto,rinnovandosi nella dimestichezza fatta  in _quegli anni_ ed
aggiungendo il racconto di altro.
tempo,vita.

Quando
 un compagno di scuola se ne va, tu. perdi un pezzo di te .

Non lo vuoi ammettere.
 ( appena sai,poco dopo. ti impegni in     altro  da fare perché non vuoi pensarci.)

ma  smarrisci quella piccola tessera del tuo puzzle fondamentale,che,tassello incollato al piano, stai componendo da quando sei nato.

Un senso di vuoto ti prende.

Non è ancora angoscia,ma certezza. da  "carenza".

Il senso della carenza del tuo compagno di scuola è  il pezzettino che
 sei, perduto.

Il pezzettino
della tua gioia che nasceva da quel tratto di strada fatto insieme che è diventato partecipazione,messa in comune del tempo più bello in un'aula,
magari seduto di fronte ad una cattedra o ad una lavagna.

sei confuso, non ti sembri più ricco come quando c'era lui ,ti si accavallano dentro i ricordi.

Poi precipiti,dove non vorresti proprio,nei
 colori della perdita,appunto .
 Tutte le varietà del grigio (tra nero e bianco) sono il nebuloso farsi lento
del dolore,percezione che sarai. 
senza di lui ,da solo.

 a dirti i tuoi anni passati. tra banchi, compiti ,spiegazioni incapibili, interrogazioni, bigliettini passati sotto banco ,caricature scolpite sul diario,chewing gum spiaccicate sotto la sedia,paure e 
risate,tante risate.che ,se ti tornavano a mente gli scrivevi per letterina elettronica o tramite cartolina,telefonando ,bevendo un caffè,mangiandosi un chilo di ciliege,un gelato,invece.

non condividerai mai più con lui.

Grigio quest'oggi di caldo senza refoli.Grigio.
Catalogare lentamente ,riporre con cura.
Senza abbandonare.
ogni tanto.
"Dare aria", far respirare ,magari sorridendo.
A lui che dove è ,*sta* pure in Te❤️


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 qualche giorno dopo. :



ciao. a Te.che per qualche giorno,lontano dall'Italia,sei stato solo ,spento .chiuso in una specie di nido di ghiaccio.e stasera torni. 
ciao,adesso sei tutto nostro,ancora.
Ciao ,come dicevi scrivevi cantavi e soffiavi nel telefono,ciao.
grazie perché ci sei stato.
un tassello (per sempre)del nostro cuore che
ancora vive e vivrà,lo promettiamo.
ciao,continuerai a camminare con noi,man mano che andremo.
ciao.compagno di scuola ,compagno di scuola dopo la fine della scuola,compagno di vita per tutti noi,ciao.
Promessa mantenuta a metà:
_'Tonè al mio funerale,scrivi qualcosa tu.che a tutti gli altri li faccia schiattare dalle risate. e 
d'invidia .perché a loro poi no ,eh?!? prometti! "_
Ciao,'Naro.Ci provo. 
ma non sono capace 
(ancora).








sabato 14 giugno 2025

s'annitida luna fragola e sale


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Altre ore saliranno
dove la memoria scarterà
-tra guanciali e cuscini
 e capelli distesi-
l'esodo dei pensieri ad occhi spillati,se lentamente cortine 
al proscenio calano 
su un nero imparato dal buio.

un refolo pazzo 
screpola l'umido 
e sogneremo il fresco.
l'inverno.
le dita degli alberi secchi al cielo grigio
tra stracci di nebbia ed unghie
di brina che si spezza.

la questione
(impossibile dormire) che
 rumino
 di un mondo altrui
in ripetute finestre che sbattono
e solitarie porte da forzare,la
questione, c'è.
                       sogno.
inguaribilmente, il lungomare
di via vai tra gente al passeggio
e onde sugli scogli
                     (via vai vai via via vai)
assorbe sguardi 
verso la luna fragola. 
su un velluto oscuro
 rantola a 
stelle chiassose
il suo cremisi accennato
poi però "s'annitida"* ,e. 

scoppia luce.
*_gioilan_*



*= s'annitida:licenza poetica

mercoledì 4 giugno 2025

avevo, e non avevo,un "ho",oh!


avevo una collezione di zie,che.
sparite.
Tutto vuoto nell'imbuto, un'idea di assenza,di cose lasciate
o ancora, forse eh, da
 inaugurare,che non colano,prosciugate.

La solitudine e' proprio una cittadina di villeggiatura scorporata, come pare, da più di un malanno . 
In un mondo dove tutto corre nel fragore.

Non tanto colpisce il fibrillare
del cemento 
(se ricordi sbucano)
ma il motivo che spinge ad occupare
un posto così difficile.
giacché insolita.mente vuoto.


 le circostanze che sono
state espresse nel non averle dette, tipo che
se ci accomodiamo sull'altalena, è da immaginare che
anche il parco sia vuoto ,nessuno passeggia,non ci sono bimbi 
in giro.

Ci si riesce a sedere
da adulti su quell'altalena 
dei su . giù . sali. scendi = pensa.

( premesso che avvenga se rimane in piedi un
torsolo di non pudore ,da gente matura che si concede pazzie)

solo se non c'è proprio
nessuno nel quadrilatero della visuale di chi vaga. (oltre quel tizio
con il cane al guinzaglio.)


Raglio senza fine un pensierino
scollato dalla vera me 
incollato alle foglie accartocciate dalla
mancanza. Anche per loto c'è una mancanza,ma d'acqua.

Rido al tizio timido che mi si avvicina 
invitandomi ad una partita a ramino
sul sedile in faccia al leone scolpito.

Mira il dito un getto d'acqua della fontana che schizza 
oltre il laghetto.

E la mancanza più triste è quella di una bambina che,scoperto il mondo con dolore,s'è vista sola
in una guerra di pensieri anomali,ma ride ancora.

da rievocare tutto,di allora ,ora.
senza forza, tossicchiando
senza il miele (delle zie)
che ne avevo una collezione.
tutte sparite.