avevo una collezione di zie,che.
sparite.
Tutto vuoto nell'imbuto, un'idea di assenza,di cose lasciate
o ancora, forse eh, da
inaugurare,che non colano,prosciugate.
La solitudine e' proprio una cittadina di villeggiatura scorporata, come pare, da più di un malanno .
In un mondo dove tutto corre nel fragore.
Non tanto colpisce il fibrillare
del cemento
(se ricordi sbucano)
ma il motivo che spinge ad occupare
un posto così difficile.
giacché insolita.mente vuoto.
le circostanze che sono
state espresse nel non averle dette, tipo che
se ci accomodiamo sull'altalena, è da immaginare che
anche il parco sia vuoto ,nessuno passeggia,non ci sono bimbi
in giro.
Ci si riesce a sedere
da adulti su quell'altalena
dei su . giù . sali. scendi = pensa.
( premesso che avvenga se rimane in piedi un
torsolo di non pudore ,da gente matura che si concede pazzie)
solo se non c'è proprio
nessuno nel quadrilatero della visuale di chi vaga. (oltre quel tizio
con il cane al guinzaglio.)
Raglio senza fine un pensierino
scollato dalla vera me
incollato alle foglie accartocciate dalla
mancanza. Anche per loto c'è una mancanza,ma d'acqua.
Rido al tizio timido che mi si avvicina
invitandomi ad una partita a ramino
sul sedile in faccia al leone scolpito.
Mira il dito un getto d'acqua della fontana che schizza
oltre il laghetto.
E la mancanza più triste è quella di una bambina che,scoperto il mondo con dolore,s'è vista sola
in una guerra di pensieri anomali,ma ride ancora.
da rievocare tutto,di allora ,ora.
senza forza, tossicchiando
senza il miele (delle zie)
che ne avevo una collezione.
tutte sparite.