venerdì 4 luglio 2025

accordi e disaccordi sul calore

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anche il caldo si è seduto
stanco
ha appoggiato la testa
contro la chianca fredda 
sul selciato e ha chiuso gli occhi sputando 
fuoco a un cielo di cristallo
sospeso 
come
 un manto così azzurro
che non tocca terra
prigioniero
di un incubo che nessuno osa interrompere

voli incerti di gabbiani che strepitano impauriti
lamentosi
rabbiosi 
senza bussola

stiamo
dove sopraggiunge 
il desiderio di refoli al gelsomino
alla mentuccia,e.
forse si 
ai nostri sguardi
                               su 
finestre aperte al futuro inverno che 
chissà quando

'st'anno non si sente
il frinire di cicale -forse- assassinate
dall'impeto delle
formiche laboriose sempre e comunque

probabile che non abbiano saputo cantare alle ombre
non discese
evaporate come i nostri
progetti

qui si trattiene il fiato
ai fiori esplosi di notte come
fuochi d'artificio
al ghiaccio 
dei gelati sottolingua
alle stelle libere dall'afa
 che ridono di noi
in cielo