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nelle geografie solitarie della memoria,sogno ZioFranco, Manu,io.
-che storia-
la carta da pacco colorata,la forbice arrotondata,il filo di corda,tesa tra due sedie.
la nonna, il cucchiaio nel pentolino e il giro-giro del mestolino -lento -sul bollore della colla di farina.
Taglia,ritaglia,intaglia trine di cartine.
Da appendere allo spago correndo,per farle asciugare in tempo.ogni giorno
di agosto,dalla prima mattina i fili
delle bandierine
da stendere sul terrazzo prima
dell'Assunta.
il mistero della festa semplice,per noi bambine,poi.
in attesa,guardando in alto e
aspettando il refolo,noi.
Un filino di vento che le muovesse
affinché
nel suono
-come se qualcosa lentamente sbattesse-
molto simile alle ali
di miliardi di angeli,il miracolo avvenisse.
e noi ricordassimo ,a ferragosto .
quei pennuti santi che ,ridendo,si
avviassero e così
traslassero
Maria,ormai morta, in cielo.
*_gioilan_*