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il rumore di un treno che si perde lontano
il fuoco d'artificio
che ride di chiasso e fracassa
è segno che
nel profondo della sua immensa cruna
d'aria ridente e d'ira bollente
ha discinto i suoi veli
la notte.
che oltrepassa l'afa.
Intanto scivola e si affaccia.
e mi è
di specchio d'acqua più pulita
la vasca della fontana in cui il
il cielo,stasera.
parla anche lui a vanvera.
quindi passo al benvenuto alle stelle ,di cui mancai, colpevole.
visto che succede
"Mi perdo, mi perdo" in tutto questo
lago di sudore
che appanna pensieri
in crisalide,senza volo
volevo dir loro qualcosa.
parole, senza spine di rosa
ma scriverlo in un' Ode maccheronica,contrasta.un
"benvenuta, allora fresca
finalmente. notte fottuta."
basta?
*_gioilan_*