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Esistono suffissi spariti dal lessico ma sopravvissuti
nelle anse della memoria
e tornano.
Sul tavolaccio dei rimuginii
quando ci esprimiamo con foga
e li sputiamo,lenticchie
insospettabili ,dopo acuta osservazione del nesso circondario.
Se posso, entro dalla porta di servizio di una vertigine
e consumo un ghiacciolo
per placare l'afa pure sotto lingua,stasera.
E li scaracchio,spaventata di loro,combinazioni
desuete del possesso del
conversare,nel dominio della parola,scortecciando paziente
ogni buio.
All'inizio, il nero della notte
con il fresco incollato alla sdraio, era stato speciale, però, a ben capire, la tenebra declinante
pure ha la sua epidermide anfibia e ignifuga.(chiamasi sudore,eppure esplode implacabile.
neppure un refolo alitante ,manco a soffiarselo sulle dita)
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Intanto, in poco un tanto.
Osservazione di momenti
apparentemente sghembi che si illuminano al confine delle
rette vie ragionate:
molto bello il cioccolato sulle gote del bimbo, appiccicoso
e adiacente
ad un padre compiacente che se la ride : sa di felicità ben messe sulle gambe mercuriali della giovinezza, e non so che nesso, ma il messaggio, su piumosi calzari giunge dolce chiaro e fresco. (unico ,di fresco)
La cosa più bella e'
la mammina, anche .
con quel neo a lato della bocca e naso
di Cleopatra : sbaciucchia il suo bimbo e parla in francese.
questo mese c'è di tutto,in città.
passare il tempo con le dita sui solchi dei palmi di mano e consentiamo
l'osservare curioso .
così si liberano matrioschici, densamente scheggiati pensieri,forse summa folgorante di buoni ricordi dei gelati con i miei ; forse.