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è che come ogni anno,ci siamo.
Primi di agosto,
è la Festa delle feste : in questi giorni affollati ,profumati di sole,tra semini di anguria sputati e vino ghiacciato che affoga percoche, mandorle tostate e poi ammazzate nello zucchero bollente (!) ricordiamo
il nostro Santo ragazzino Nicolino,San Nicola il Pellegrino.
Tradizione tramandata: arrivato tra noi dal mare a cavallo di un delfino,
dalla Grecia , Stiri ,il monastero ortodosso in cui viveva e da cui scappò.E poi morto qui,in una stalla calda,con tutti i paesani che lo accudivano perché si era fatto amare,specie dai monellacci del porto.
Il 2 giugno 1094.
Ogni anno,da almeno trenta ,i Reverendi Padri Ortodossi ci onorano di una Divina Liturgia a lui dedicata.
Stamattina mi ci sono persa,tra le colonne di pietra antica della nostra Cattedrale,il profumo dell'incenso bruciato,il neniare litanie del buon vescovo Polycarpo. Non l'ho visto,ma intravisto socchiudendo gli occhi,oltre l'altare : capelli neri ricci,sguardo prima mite,poi sbarazzino . l'ho sentito respirare, guardarsi intorno, cercarci i volti, sospirare .Eccoti,Nicolino.
Poi, alla fine della celebrazione,una conterranea del nostro piccolo Santo ha preso la parola. Un po' mi sono commossa :" Mescoliamoci,abbiamo tanto in comune. Io sono venuta qui,da voi e voi venite da noi,a Stiri".
ed alla fine l' ho voluta abbracciare.
(non solo lei ,Nicolino in lei.perche' mi è parso un po' così e l'ho stretta forte.)