giovedì 25 settembre 2025

come si prova. a riavviare un cuore

--
siamo sottili come fogli di carta.

lì è dipinto un cuore frazionato
in un puzzle leggero che è
tutto il mondo,quello nostro
che ci siamo fatti vivendo .

oggi le tessere che
trattenevano
un cuore
di marito di padre di figlio di
amico sono nell'aria . sul mare .

finanche nei granelli zuccherati
del caffè che
abbiamo bevuto insieme
o nel racconto
che ridevamo .
ma tanto. sino alle lacrime.

vuol dire non che sei stato
ma  _sei_   in un posticino di noi
-Melania e me-  
dove si imprime .
                             cuore, ancora. 
e ri-batti qui. da ora.

gioilan

martedì 23 settembre 2025

Claudia Cardinale,per sempre unica

--
Claudia Cardinale ne
"Il giorno della civetta" 
di Damiano Damiani, tratto 
dall'omonimo romanzo di 
Leonardo Sciascia.
Qui.
Il ruolo dell'attrice ,tra tanti, che io preferisco,scolpito in una narrazione
sul volto
bellissimo,dal
quale traspare
un mondo. 
Ritratto in una
pagina selvaggia e 
muta spesso, chiusa
in un dolore difficile ,dignitoso,di
donna del Sud.
In corrispondenza e contrapposizione con il giovane capitano dei carabinieri dagli occhi di ghiaccio,di un Nord che tenta di capire.
Le barriere tra due società diverse,d'Italia.
La Cardinale riesce a esprimere 
le donne che subiscono.
Affrontano con coraggio.
Nella dignità.

grazie di tutto,Claudia💙

martedì 16 settembre 2025

sulla tabula bianca,stoffa. scrivo


--
creo con il moulage
l'abbigliamento. parole
sul manichino,io .

senza puntaspilli,scrivo .

collage tra sensazioni 
ed aria, compendio si fa 
per il tempo delle idee.

-in questo lucore settembrino-

il lavorìo della mente
partorisce
brusìo di me ,escamotage 
per duelli non in rima,contese 
tra significati.

Parlavamo altroquando di sospensione,tra sentire, poi 
cucire ansie nei termini e
qui ne scrivo un culmine :
la scrittura che si genera
dalle stelle
 in corsa,dai petali nel vento,dal 
sangue che schizza
 fuor di vena,ma.

il fresco di questa mezz'aria bianca come foglio di carta ,tessuto,ha. 
un 'ché di salvifico.

*_gioilan_*

lunedì 15 settembre 2025

oggi. incoronata dai dolori (scripta)

--

della bellezza dei giorni
del mezzo settembre
posati a ore alterne
di ceramica , non c'è qualcosa
ancora. per divagarsi
dai bugiardi del fiele 
che poi è guerra di pretesto.
                   -umanità in sfratto.-
Donne del pianto urlato
per non poter fuggire,i
figli accanto o sotto
un manto,donne.
"Non c'è nessuna speranza grama
tra i morsi di questo egitto,
                _senza fuga in_
che si chiama Gaza?"

*_gioilan_*
 

venerdì 12 settembre 2025

buon inizio di scuola,buona annata.





--
mi annullo e rinasco 
in un foglio
come farfalla
di libro 
che si ribella a stare chiuso
quindi frulla in un volo
                                           alto
rivolto al cielo della conoscenza.

è la magnificenza
dell'apprendere
dare di sé e prendere 
l'universo
(il concetto s'invola)
.

buon inizio di scuola,buona 
nuova annata
incominciata tra sospiri 
e pizzico di allegria
-buon ingrediente per ogni 
 bravo studente.-


(La meraviglia della farfalla che bisbiglia
all'orecchio della mente,
e si accapiglia col niente )

*_gioilan_*

de genetliaco .altro con farfalla

--
tanti auguri,
             _buon compleanno_
per ogni bella cosa
con questa bimba cicciosa
che dà un bacetto alla farfalla          
                    _leggera_.

 vola mattiniera e si avvicina 
sussurrando che c'è pure
un pensiero da
                      Giustina 
che lancia un segno.


(sperando di rivivere
dal sogno, eterna,nelle pagine del libro.)

Ed ecco che quella stessa farfalla del bacetto, è la
poesiola scritta con l'inganno.
È un po' un pretesto, senza fare danno,per poter scriverti ancora:
*Stefa', "Buon compleanno!"*

*_gioilan_*

giovedì 11 settembre 2025

così.si ferma un attimo per sempre.



baleno in un arcobaleno
prigioniero 
tra nuvole piombe, il sole che
ride a tratti .

il bimbo "San Martino Campanaro"
pigolìo cantato
nel gioco di parentesi 
neonato , è fotografato dalla nonna .

le signore moralmente giù ,a terra 
per la guerra,l'anziano incollato al quotidiano...io.

Luoghi d'anima e volti amati 
che non restano: è a
questa risacca che bisognerebbe abituarsi, rassegnarsi.
 Le parole che
scrivo servono appena 
a staccarmi di un passo. 
Tutto il resto 
-corde, nuvole e parentesi- 
restano intorno.

il tratteggiare la sospensione temporale su cui poi contrappuntano rumori
esterni e interni, atmosferici e 
umani mi fa un po' ridere,piano.


*_gioilan_*

lunedì 8 settembre 2025

de genetliaco (un filino incendiario)


--
ma tu guarda un po'.
quello che devo architettare ripescando tra le tante immagini di famiglia,e per non fare risentire le signore ritratte qui.
_appannarle_ con un fotoritocco maldestramente realizzato🤭

decisamente.
di tutte le mie foto questa è quella dove sembro una bimba _quasi_carina .(nelle altre,al solito, appaio un mezzo, tra già balenottera e sanitario).
 Quindi,mi dico : c'è stato un periodo in cui ero_magra_ e non lo sapevo.
Ne' immaginavo.
Del mio futuro di 
diete,palestre,corse (dalla sarta eh,per far allargare *sempre tutto*.)
Qui,invece.
Ero felice,tra mia sorella,Manu, Enneì e Merigierre ,oggi tutt'ettre'  BELLE signore.
( _stagionate_ anche loro,ma NON
 glielo ricordate.)

Sorridevo felice a Saverio,il fotografo che papà aveva chiamato,adesso avevo tutti i denti e potevo.non come tre anni prima,con quelle finestrelle in bocca! 

Mi viene da ridere a guardarmi così. non c'era tristezza,ma felicità ,lo sguardo diretto nell'oblo' della macchina fotografica da esperto paparazzo, tutto un mondo che mi piaceva.

 Perché la parola "dolore" era solo un sostantivo astratto,non sapevo che cosa volesse dire "morte",quanto potessero essere cattive certe persone,anche ben
nascoste dentro . se stesse.

"Tranquilla!" -dico ridacchiando a quella bambinotta-. 
"Tempo meno di anni tre e già saprai come funziona"...

Torno a guardarci.

 la prima,bimbina buona, più buona (perennemente) di me ,buona sorellina e sempre in ordine,inappuntabile. 

-'ducata,tranquilla non da' problemi- come spiegava la nonna alle ziesorellesue.

l'altra _che fa la brava_ .(ancora oggi,e lo sa.che penso che lo sia,da sempre,per sempre).

l'ultima, adesso
che ci vede, visto che la conosco benebenebene,prima _ride_ sorpresa,poi si commuove assa' (guarda che ti vedo! *ridi,tu*,eh???  no lacrime).

8 settembre di 55 anni fa,la sera del mio compleanno.

la mamma ed il papà avevano promesso che,se.
Fossi stata buona (difficile,eh) e avessi finito il quaderno 
dei "compiti per casa", che papà aveva comprato dalla signora GisaFarnelli (premiata cartolibreria Farnelli,Via Roma)
per farmi esercitare prima del rientro a  scuola, mbe'.
Loro due avrebbero organizzato per 
me, con le mie amichette preferite.

...La festicciola del compleanno.

    -proclamato  con tono solenne-

Uffa.

Il quaderno dei compiti per casa era da stilare  tuttotutto,prima che  la signora
 BiondaGiovanna Maestra,al ritorno a _squola_ si disperasse giacché 
con l'estate   noi sue alunne avremmo

1) ricordato a fatica il programma            scolastico dell'anno prima
2) smarrito la voglia di studiare.

e quella,comunque in me  era sempre sepolta. Al rientro ( e non solo) .

Ed io poverella , a sacrificare gli ultimi giorni di mare, su 'sta specie di abbecedario secondo "muà"<---e' idioma francese, inutilissimo,nascondendo sotto un mattone un libro che mio cugino Marcello mi aveva rigirato, "perché quando ero ragazzino della tua età , a me piaceva tanto".
Interessantissimo,per una bimba curiosa di storie  come ero io  all'epoca.
Per la  faccenda 
complicata, davvero eh, di un certo 
Jean Valjean,praticamente ladro,ma
buono come il pezzo di pane che aveva
rubato.
Con  una " figlia-non- figlia" ,Cosetta e un cattivone che lo inseguiva ,però 
era poliziotto ,mba' .
si chiamava Javert.

Un mondo strano,di adulti strani,in quel racconto.
Con Marcello che ogni tanto si informava sul *suo* libro .
"non me lo rovinare".
eppoi,solo eppoi, se mi stesse piacendo.

A fine lettura mi avrebbe passato
 "Le notti bianche", curioso,nevvero? notti  che  di solito sono 
nere nere ,l'autore "Stostoieschi" 
le aveva
descritte *bianche*.

Ma a Marcello  piacevano 'ste storie bizzarre.E sapeva esattamente come 
incuriosirmi.

Mio cugino Marcello studiava nello stanzino che si era creato 
nell'ante-giardino, un "covo" tutto suo dove si rintanava a leggere e ripetere ,era simpatico e gli piacevano tanto le storie e le persone.
poi *le storie delle persone*.

Da grande sarebbe diventato pissichiatrico. 

Mi diceva sempre di non accontentarmi mai di quello che mi trovo davanti,concetto stranuccio che avrei completamente compreso una decina di anni dopo questa foto,sentenza che lui spalmava ,districando la mia matassa ingarbugliata su 'sto 
Jean Valjean,praticamente ladro.ma buono.

Solo che poi,la mia mamma ,me
lo sequestrò ,quel libro che parlava di 
un malfattore che aveva una "cosetta" per figlia , restituendolo al cugino e raccomandandogli non so che .

 e mi forni' di 
"Le fiabe dei fratelli Grimm",molto ma molto meno interessante.
Bel libro ,ma stupido : per bambini piccoli,che non potevano capire nemmeno Stostoieschi*.

Enneì e Merigierre ,erano le mie compagne di classe con cui passavo 
più tempo.

Enneì suonava il pianoforte da bimba e,a dirla tutta. Se a me piace ascoltare la musica,di ogni tipo,ci stavo pensando un giorno, è proprio colpa sua . 

Perché mi piaceva tanto andare a starla a sentire  e osservare quando studiava 
e si esercitava.
Concerto unico,nel soggiorno 
della casa, tutto per me.
Lei era una bimba bravissima,con le dita veloci sui tasti,che ci metteva
p a s s i o n e.

E da allora mi piacciono davvero tutte le persone che ci mettono passione,come lei.
 Le annuso con gli occhi  da quando me le presentano, o mi si parano davanti
Osservando. Le riconosco immediatamente.
Hanno qualcosa di non comune che le accomuna nel modo di fare,di dire,di guardare.
Come Enneì.
Vivono le cose con la capacità di rendere prezioso tutto quello che creano.
Che siano al mercato ,magari a vendere,che prendano il caffè al bar e,mai viste prima si raccontano proprio ad una me stupita. Che 
siano matematici puri ,con teoremi
strampalati da dimostrare, stilisti,
pazzi salumieri ,muratori ,sarte, giardinieri,musicisti.panificatori,avvocati affabulatori.
Gente.

Che ci mette  entusiasmo.  In tutto.
E di quanto la sua  passione  mi abbia segnata, è importante 
farglielo sapere,ad Enneì.Perche' non gliel'ho mai spiegato. O detto,ma adesso  lei,se legge.  Capisce che intendo.

Merigierre era la figlia di un amico di papone,un signore che quando la accompagnava da me, prima sentenziava che doveva scappare 
via urgentemente, poi si fermava a chiacchierare tanto con lui . e a ridere. con papone ridevano sempre tutti,ma questo signore sobbalzava.proprio.

Ho sempre pensato che avessero lo stesso sarto ,per via di un cappottaccio
UGUALE che indossavano d'inverno.
Ad osservarli parevano due lettere,le vocali ,le "Oi" ,messe insieme.
Papone alto,enorme e lui accanto che parlavano,magari per strada .ed io poco lontano con la mamma, che li 
osservavo:
"Oi".
Il papà  di Merigierre .Che ogni volta che mi vedeva,anche negli anni dopo questa foto,se mi presentavo salutandolo, gli dicevo di chi fossi figlia, aveva una lucetta che scattava a salto improvviso di fiammella,buona.dentro alla pupilla ,nel volto  un poco severo.
Rispondeva al saluto ma ,labbra serratissime i primi anni dopo che papà era andato  tra le nuvole,non mi parlava più.

Era il marito di una signora Maestra che,quando papà morì,usciva
 da _squola_ e passava un attimo a far visita alla mamma che stava sempre silenziosa in poltrona.
Poi,se mi incontrava per strada ,quando tornavo dal collegio,mi faceva una 
carezza con sospirone ,ed era felice quando le dicevo che lì,ero felice...

Merigierre era brava in Matematica e adesso non so più se ancora .

 Aveva la risata a cascatella,che ti riempiva il cuore,era buona,le piaceva
 la panna.Come a me.
Montagne di panna che si precipitava a capofitto ,sciando,nel cioccolato. 

E guardavamo spesso la fiaba di 
Hänsel e Gretel,sul mio libro che  
speravo sempre che Javert bruciasse,magari sbucando di notte, da sotto al mattone ,nello spazio oramai
vuoto,privo del volume in cui lui viveva.
(ritornato a Marcello)

Loro due, Hänsel e Gretel ,secondo noi amichette, erano proprio due fanciullini stupidi,completamente.ma le illustrazioni,di tal 
Ruffinelli ,specie quelle della casetta di marzapane, con panna e cioccolato che colavano da per ogni dove...( sospiro.)
erano un capolavoro.

eppoi c'erano i canditi e le caramelle...'ccidentalloro .
ci incantavamo. 
per motivi  di gradimento personale 
che non posso proprio spiegare,ma sono già chili di pesO aumentati ,a pensarci .

Con Merigierre non abbiamo MAI parlato di diete,ma. 
il segnO della lettera O ,Oppure.
lo zerO cOme numerO ,il cerchiO di GiOttO,la luna piena ...
MegliO che nOn scrivO. ci apparteneva,speciamme'.
che mi intendo di dilataziOne 
cOrpOrale.

Per le feste organizzate,i compleanni ed altre amabili riunioni, ci facevano
infilare calzettoni rigorosamente immacolati,a inizio settembre,'na roba da tortura. 
da introdurre  sui piedastri, nelle odiatissime scarpette di 
vernice nera,a me con bottoncino a lato,maledette.

calzettoni bianchi,di cotone,che 
dopo mesi di ciabattine da mare o sandaletti...
i piedi  quando li vedevano, si 
ribellavano non volendoci entrare, lì dentro.

intuendo perfettamente che sarebbero stati costretti e stretti ,torturati 
all'ultimo caldo... 

A mia sorella Manu,i piedi.
Addirittura piangevano.
-per dire-

Stramaledettissimissimi calzettoni 
 che ,dopo un po', ti si appiccicavano alla pianta dell'estremità ,sotto le dita  
o alla fine,sotto il tallone.
e ti pareva ingiusto ebbasta.

Inoltre.
la mamma, ci "addobbava" .e,a noi sorelline ,metteva in testa 
'ste maledettissime mollettine di ferro
 con i fiorellini  di stoffa.
smontati dai sacchetti con i 
confetti,quelli delle bomboniere.

( mollettine e fiorellini che odio ancora.)

 Festicciola,mba'. Però che bello
ricordare,oggi pomeriggio.ci penserò ancora.

 55 anni fa.

quest'anno me la faccio da sola, con le
vecchie foto. La festicciola per il compleanno.

(poi cantarono : 
              "tante _angurie_ atte' " ,
 bambine premurose
Epperò:
buona l'anguria ,vado a tagliarmene una fettona.)

*_gioilan-in pantofole_*

   ( dedicato a
     "solellina" 🥰 ,a Enneì (!)
      a Merigierre (ma solo se non si                                               commuove)
                                                                🌼)
________________________________________

*Stostoieschi somiglia a tal
Dostoevskij, Fedor .Dostoevskij!

per te,che. quando mi leggi sospiri.


--

 per te,che.
quando mi leggi e poi mi infili

-tra soliti spasmi di tellurico silenzio.ed io sospiro,occhi al cielo,di ansia sbigottita-

perle e perline come monili 
in uno scrigno, lettera
di carta profumata 
sul mercurio di un'idea
sconsiderata (!)

per le parole, l'intensità 
e la furtiva 
rapita goccia che 
d'essenza ancora
mi stupisce, poi 
porgo il fianco 
e ti
ringrazio, allibita.

*_gioilan_*

domenica 7 settembre 2025

la luna sconvolta,e. arrossita.

--

la luna 
è arrossita perché invasa
da un'isola sospesa che
gravitava ,muta.

questa
l'ha abbracciata e 
risalita,alla fine
quella
s'è messa a riprendersi la
luce,brillando.stranita.

la notte s'è fatta
nuovamente caverna
sfasciata per noi.

anime perse che
puntiamo l'orizzonte, lontano.
alle tenere virgole dei
gabbiani 
scollati nel volo,sul nero.
minuscoli biplani animati
nel cielo.



*_gioilan_*

esercizio di stile,senza stile

--

apocrifo di _stronza_ 
pura
nella stanza del calcolo.

la sua città Stato è fertile
 tra Tigri ed Eufrate ma 
inutile campo minato : 
solona che si atteggia
a 'sperta e vittima.

blatera vertiginose scalate 
affilando le frecce acuminate.

(poi spezzate dalle ironie
 delle sue amiche esasperate )

tossica
negli auruspici 
d'opportunità,fantastici
sull'unghia in ansie di vetro.

nello Stato suo minuscolo mal sopportata,oca 
da specchio sguazza.

(e come starnazza e s'incazza)
*_gioilan_*

venerdì 5 settembre 2025

ecco,ritrovare i persi di vista


--
Amo di dea, amo d'idea

della fragilità non confessata
della luce un po' sbiadita
della dolcezza
che osservo, grazie.

Di quante tue parole sono compagna,grazie.

Sono contenta 
di averti partecipato una così tenue piccola confessione,ma.

conscia,pure. 
di alquanto insolitamente 
questo accada tra gli adesso adulti
sconosciuti e lontani.

l'unica trama è ancora parola. 

E l' espressione incerta dell'animo
si fa olio su cui scivolano
le impressioni.

Contenta di ritrovarti simile.

E sono beata,oggi.della certezza della tua.
Presenza.

*_gioilan_*

giovedì 4 settembre 2025

Sprofondare nel volo e far falle


--

rincorrermi dentro
al suono del silenzio

         far falle

 in qualcosa di
miracolosamente sorgivo
come 
se precipitasse il mio quotidiano
 in un distillato 
di triste, serena
e crepuscolare grazia.

cerco ancora il bandolo o di matassa il gomitolo 
e forse questo
mi mantiene ancora 
leggera

*_gioilan_*

mercoledì 3 settembre 2025

tra arcate di pietra un sogno .puro

--

e tutto si oscura 
e tutto dorme.

un'onirica distesa è nei sogni 
con mare di acqua,sale e rumori
vicini .distanti.
 le onde .

ti scartavetra la coscienza
 la cresta di pietra 
sul portone in ferro.
la cattedrale ha arcate in successione che attendono
in una fila disperata,il sole.

lo respiri, il buio. e
a pochi metri dal sogno,respiri
la pace.

qui,adesso che ti dico.
 le cose basse e incontrollate.
le meschinità isteriche,le guerre,le tasse,le buffonate
di noi che arranchiamo
nel giorno in cui solitamente addentiamo di fiele,le ore.

*_gioilan_*



martedì 2 settembre 2025

Rimaniamo un sospiro che tace.

--
acciottolato 
di pillole schiacciate ,numerate
come per la tombola in un
perimetrale affanno.

stropicciati su una sola idea
rancori ,che lavori 
sugli ori del mondo.

un'unica cinta da abbattere
per sbattere
un polipo sullo scoglio del nulla,dove farfuglia 
un geco su una foglia di carta carbone .

e là una mano ritaglia un filo di fumo.

stiamo e non stiamo. 
-andiamo /torniamo-
nello sguardo della Luna rimaniamo un sospiro
di luce,che tace.

*_gioilan_*
 

lunedì 1 settembre 2025

scripta per sgombramento tasche rotte

--
un esercizio di stile
è il glissare 
contro
la rappresentazione
ingombrante della fatuità .

 (leggerezza in eccesso,natura di ego).

vitale lo svuotarsi le tasche.
certe figurine da giuoco
-e quello solo- 
sono picche
che sputano
necessità di pontificare
sull'amicizia,senza essere mai state cuori.

braccia allungate fuori dai marosi
verso gli appigli, nella in-coerenza
dei pettegolati, del
 giudizio avvitato 
sulla colonna traiana
di un ego impegnato. 
in eventi
bellici ,inutili.
al solito.

Nuvole a pecorelle.
hanno sete
di blaterare.

*_gioilan_*