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ma tu guarda un po'.
quello che devo architettare ripescando tra le tante immagini di famiglia,e per non fare risentire le signore ritratte qui.
_appannarle_ con un fotoritocco maldestramente realizzato🤭
decisamente.
di tutte le mie foto questa è quella dove sembro una bimba _quasi_carina .(nelle altre,al solito, appaio un mezzo, tra già balenottera e sanitario).
Quindi,mi dico : c'è stato un periodo in cui ero_magra_ e non lo sapevo.
Ne' immaginavo.
Del mio futuro di
diete,palestre,corse (dalla sarta eh,per far allargare *sempre tutto*.)
Qui,invece.
Ero felice,tra mia sorella,Manu, Enneì e Merigierre ,oggi tutt'ettre' BELLE signore.
( _stagionate_ anche loro,ma NON
glielo ricordate.)
Sorridevo felice a Saverio,il fotografo che papà aveva chiamato,adesso avevo tutti i denti e potevo.non come tre anni prima,con quelle finestrelle in bocca!
Mi viene da ridere a guardarmi così. non c'era tristezza,ma felicità ,lo sguardo diretto nell'oblo' della macchina fotografica da esperto paparazzo, tutto un mondo che mi piaceva.
Perché la parola "dolore" era solo un sostantivo astratto,non sapevo che cosa volesse dire "morte",quanto potessero essere cattive certe persone,anche ben
nascoste dentro . se stesse.
"Tranquilla!" -dico ridacchiando a quella bambinotta-.
"Tempo meno di anni tre e già saprai come funziona"...
Torno a guardarci.
la prima,bimbina buona, più buona (perennemente) di me ,buona sorellina e sempre in ordine,inappuntabile.
-'ducata,tranquilla non da' problemi- come spiegava la nonna alle ziesorellesue.
l'altra _che fa la brava_ .(ancora oggi,e lo sa.che penso che lo sia,da sempre,per sempre).
l'ultima, adesso
che ci vede, visto che la conosco benebenebene,prima _ride_ sorpresa,poi si commuove assa' (guarda che ti vedo! *ridi,tu*,eh??? no lacrime).
8 settembre di 55 anni fa,la sera del mio compleanno.
la mamma ed il papà avevano promesso che,se.
Fossi stata buona (difficile,eh) e avessi finito il quaderno
dei "compiti per casa", che papà aveva comprato dalla signora GisaFarnelli (premiata cartolibreria Farnelli,Via Roma)
per farmi esercitare prima del rientro a scuola, mbe'.
Loro due avrebbero organizzato per
me, con le mie amichette preferite.
...La festicciola del compleanno.
-proclamato con tono solenne-
Uffa.
Il quaderno dei compiti per casa era da stilare tuttotutto,prima che la signora
BiondaGiovanna Maestra,al ritorno a _squola_ si disperasse giacché
con l'estate noi sue alunne avremmo
1) ricordato a fatica il programma scolastico dell'anno prima
2) smarrito la voglia di studiare.
e quella,comunque in me era sempre sepolta. Al rientro ( e non solo) .
Ed io poverella , a sacrificare gli ultimi giorni di mare, su 'sta specie di abbecedario secondo "muà"<---e' idioma francese, inutilissimo,nascondendo sotto un mattone un libro che mio cugino Marcello mi aveva rigirato, "perché quando ero ragazzino della tua età , a me piaceva tanto".
Interessantissimo,per una bimba curiosa di storie come ero io all'epoca.
Per la faccenda
complicata, davvero eh, di un certo
Jean Valjean,praticamente ladro,ma
buono come il pezzo di pane che aveva
rubato.
Con una " figlia-non- figlia" ,Cosetta e un cattivone che lo inseguiva ,però
era poliziotto ,mba' .
si chiamava Javert.
Un mondo strano,di adulti strani,in quel racconto.
Con Marcello che ogni tanto si informava sul *suo* libro .
"non me lo rovinare".
eppoi,solo eppoi, se mi stesse piacendo.
A fine lettura mi avrebbe passato
"Le notti bianche", curioso,nevvero? notti che di solito sono
nere nere ,l'autore "Stostoieschi"
le aveva
descritte *bianche*.
Ma a Marcello piacevano 'ste storie bizzarre.E sapeva esattamente come
incuriosirmi.
Mio cugino Marcello studiava nello stanzino che si era creato
nell'ante-giardino, un "covo" tutto suo dove si rintanava a leggere e ripetere ,era simpatico e gli piacevano tanto le storie e le persone.
poi *le storie delle persone*.
Da grande sarebbe diventato pissichiatrico.
Mi diceva sempre di non accontentarmi mai di quello che mi trovo davanti,concetto stranuccio che avrei completamente compreso una decina di anni dopo questa foto,sentenza che lui spalmava ,districando la mia matassa ingarbugliata su 'sto
Jean Valjean,praticamente ladro.ma buono.
Solo che poi,la mia mamma ,me
lo sequestrò ,quel libro che parlava di
un malfattore che aveva una "cosetta" per figlia , restituendolo al cugino e raccomandandogli non so che .
e mi forni' di
"Le fiabe dei fratelli Grimm",molto ma molto meno interessante.
Bel libro ,ma stupido : per bambini piccoli,che non potevano capire nemmeno Stostoieschi*.
Enneì e Merigierre ,erano le mie compagne di classe con cui passavo
più tempo.
Enneì suonava il pianoforte da bimba e,a dirla tutta. Se a me piace ascoltare la musica,di ogni tipo,ci stavo pensando un giorno, è proprio colpa sua .
Perché mi piaceva tanto andare a starla a sentire e osservare quando studiava
e si esercitava.
Concerto unico,nel soggiorno
della casa, tutto per me.
Lei era una bimba bravissima,con le dita veloci sui tasti,che ci metteva
p a s s i o n e.
E da allora mi piacciono davvero tutte le persone che ci mettono passione,come lei.
Le annuso con gli occhi da quando me le presentano, o mi si parano davanti
Osservando. Le riconosco immediatamente.
Hanno qualcosa di non comune che le accomuna nel modo di fare,di dire,di guardare.
Come Enneì.
Vivono le cose con la capacità di rendere prezioso tutto quello che creano.
Che siano al mercato ,magari a vendere,che prendano il caffè al bar e,mai viste prima si raccontano proprio ad una me stupita. Che
siano matematici puri ,con teoremi
strampalati da dimostrare, stilisti,
pazzi salumieri ,muratori ,sarte, giardinieri,musicisti.panificatori,avvocati affabulatori.
Gente.
Che ci mette entusiasmo. In tutto.
E di quanto la sua passione mi abbia segnata, è importante
farglielo sapere,ad Enneì.Perche' non gliel'ho mai spiegato. O detto,ma adesso lei,se legge. Capisce che intendo.
Merigierre era la figlia di un amico di papone,un signore che quando la accompagnava da me, prima sentenziava che doveva scappare
via urgentemente, poi si fermava a chiacchierare tanto con lui . e a ridere. con papone ridevano sempre tutti,ma questo signore sobbalzava.proprio.
Ho sempre pensato che avessero lo stesso sarto ,per via di un cappottaccio
UGUALE che indossavano d'inverno.
Ad osservarli parevano due lettere,le vocali ,le "Oi" ,messe insieme.
Papone alto,enorme e lui accanto che parlavano,magari per strada .ed io poco lontano con la mamma, che li
osservavo:
"Oi".
Il papà di Merigierre .Che ogni volta che mi vedeva,anche negli anni dopo questa foto,se mi presentavo salutandolo, gli dicevo di chi fossi figlia, aveva una lucetta che scattava a salto improvviso di fiammella,buona.dentro alla pupilla ,nel volto un poco severo.
Rispondeva al saluto ma ,labbra serratissime i primi anni dopo che papà era andato tra le nuvole,non mi parlava più.
Era il marito di una signora Maestra che,quando papà morì,usciva
da _squola_ e passava un attimo a far visita alla mamma che stava sempre silenziosa in poltrona.
Poi,se mi incontrava per strada ,quando tornavo dal collegio,mi faceva una
carezza con sospirone ,ed era felice quando le dicevo che lì,ero felice...
Merigierre era brava in Matematica e adesso non so più se ancora .
Aveva la risata a cascatella,che ti riempiva il cuore,era buona,le piaceva
la panna.Come a me.
Montagne di panna che si precipitava a capofitto ,sciando,nel cioccolato.
E guardavamo spesso la fiaba di
Hänsel e Gretel,sul mio libro che
speravo sempre che Javert bruciasse,magari sbucando di notte, da sotto al mattone ,nello spazio oramai
vuoto,privo del volume in cui lui viveva.
(ritornato a Marcello)
Loro due, Hänsel e Gretel ,secondo noi amichette, erano proprio due fanciullini stupidi,completamente.ma le illustrazioni,di tal
Ruffinelli ,specie quelle della casetta di marzapane, con panna e cioccolato che colavano da per ogni dove...( sospiro.)
erano un capolavoro.
eppoi c'erano i canditi e le caramelle...'ccidentalloro .
ci incantavamo.
per motivi di gradimento personale
che non posso proprio spiegare,ma sono già chili di pesO aumentati ,a pensarci .
Con Merigierre non abbiamo MAI parlato di diete,ma.
il segnO della lettera O ,Oppure.
lo zerO cOme numerO ,il cerchiO di GiOttO,la luna piena ...
MegliO che nOn scrivO. ci apparteneva,speciamme'.
che mi intendo di dilataziOne
cOrpOrale.
Per le feste organizzate,i compleanni ed altre amabili riunioni, ci facevano
infilare calzettoni rigorosamente immacolati,a inizio settembre,'na roba da tortura.
da introdurre sui piedastri, nelle odiatissime scarpette di
vernice nera,a me con bottoncino a lato,maledette.
calzettoni bianchi,di cotone,che
dopo mesi di ciabattine da mare o sandaletti...
i piedi quando li vedevano, si
ribellavano non volendoci entrare, lì dentro.
intuendo perfettamente che sarebbero stati costretti e stretti ,torturati
all'ultimo caldo...
A mia sorella Manu,i piedi.
Addirittura piangevano.
-per dire-
Stramaledettissimissimi calzettoni
che ,dopo un po', ti si appiccicavano alla pianta dell'estremità ,sotto le dita
o alla fine,sotto il tallone.
e ti pareva ingiusto ebbasta.
Inoltre.
la mamma, ci "addobbava" .e,a noi sorelline ,metteva in testa
'ste maledettissime mollettine di ferro
con i fiorellini di stoffa.
smontati dai sacchetti con i
confetti,quelli delle bomboniere.
( mollettine e fiorellini che odio ancora.)
Festicciola,mba'. Però che bello
ricordare,oggi pomeriggio.ci penserò ancora.
55 anni fa.
quest'anno me la faccio da sola, con le
vecchie foto. La festicciola per il compleanno.
(poi cantarono :
"tante _angurie_ atte' " ,
bambine premurose
Epperò:
buona l'anguria ,vado a tagliarmene una fettona.)
*_gioilan-in pantofole_*
( dedicato a
"solellina" 🥰 ,a Enneì (!)
a Merigierre (ma solo se non si commuove)
🌼)
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*Stostoieschi somiglia a tal
Dostoevskij, Fedor .Dostoevskij!