{miniblog}
Avevo 4 anni e papà e zio Mario mi portarono all'allora JollyHotel
dove,oltre qualcuno che loro due dovevano incontrare,c'erano le gemelle Kessler.
Erano con i loro compagni,sedute ad un divanetto, in un salotto accanto alla Hall dell'albergo.
Papà le riconobbe,si sapeva fossero in città a "La Lampara", il famoso
dancing ,sorrise chiamandomi ,mentre guardavo,curiosa, un vaso
con dei fiori di gladioli rosa enormi ,mi disse chi erano,se volevo potevo avvicinarmi gentilmente e sorridendo,a salutare.
*Ma senza disturbare*.
Lo specificò a voce altissima,come a
farglielo sentire.
Decisi che si.Andava bene.
'Ndiamo a vedere 'ste due gemelle che tutti dicono.
Però,quando si voltarono.
Io le riconobbi,immediatamente.
Ma mi spaventai *moltissimo* .
Le "fatine" luccicanti che vedevo minuscole, in quella cosa che
mi piaceva tanto,la
televisione,erano,si .
Lì davanti a me.
Ma alte,troppo.
E pure colorate.
Io le vedevo piccole,nella tivù.
Queste, erano ENORMI ,alte come papà.
Tutte scintillanti nel bianco e nero che faceva sfavillare i loro costumi in televisione,qui avevano,di brillante,solo i sandaletti.
Il genitore mi chiese di avvicinarmi e salutare,ed io.
Obbediente,infatti.
Mi avvicinai e scoppiai a
piangere,delusa.
Con un pugno nell'occhio ad asciugarmelo,lacrimai tutto il mio dolore a papà, protestandogli :
<<No,non voglio! Voglio la mamma.Sono alte. Non sono loro.>>
Feci un fracasso tremendo,che :
1) papà rimase stupito,con
2)mio zio Mario che
gli chiedeva ,sorpreso, che cosa mi avesse fatto,e
3) le due altissime dame, ridendo, mi chiamavano a sé con le mani
mentre il povero
4) Enrico Maria Salerno,compagno di Alice,si avvicinava,molto preoccupato.
Mi accarezzò i capelli,mi
disse che ero una bella bambina.
(😳Amme'!! Sempre stata una palletta bruttissima,si vede che era un papà ,uno che ci sa fare con i bambini)
Riuscì a stupirmi con quel
complimento inaspettato ( e raro)
quindi a farmi smettere
di piangere ,immediatamente .
Fu gentile,mi offrì caramelle che erano su un vassoio poco distante,si informò se fossi ancora spaventata e
mi consolo', quando glielo confessai :
queste "GEMELLEKESSELERER"
erano troppo alte e non erano "ASSOTUTAMENTE" le MIE fatine luccicose nella tivù ,che facevano la magia di DADAUMPA.Che
erano piccole
come gli omini di
GULLIVER
(che diceva zio Mario,là)
Ed indicai lo zio
che osservava,alquanto
preoccupato.
(Questa me di adesso si ricorda le risate di tutti.)
E il disappunto a quelle,di
Enrico Maria Salerno
che,serissimo ,chiese ad un signore seduto non lontano, come si potesse spiegare,adesso,alla bambina.
A papà sopraggiunto,che cercava,scusandosi,di portarmi via
e allontanarmi da tutti loro,lui affermò quanto fossi intelligente.
Ellen profumava tanto, si alzò dal divanetto, si chinò (traduco: scese giù
verso me)
a guardarmi negli occhi ,mi mise una mano tra i capelli e provò
a convincermi, cantando
"DADAUMPA" e si, la voce
pareva la stessa .
Alice non si avvicino' ma mi salutò
con la mano e canticchiò anche lei.
Umberto Orsini,era bellissimo.Si,quello della televisione pure lui, era il
signore accomodato
lì ,accanto ad Alice, fumava, con un portacenere "a girello" ,in mano.
Umberto Orsini amme' pareva
il principe Filippo della
Bella Addormentata,del libro che
zioNino,ilcognatone di zioMario,mi
aveva regalato.Lo aveva comprato
*amMilano* che era una città
magica dove si trovavano i libri
colorati di Disney,che lo zio mi
portava quando tornava di lì.
E lui mi aveva detto
che Filippo era un principe vero.
Umberto Orsini era bellissimo,preciso
identico e uguale,a Filippo.Del libro.
Umberto Orsini, mbe':
era bellissimo.
E non sapeva che rispondere a Salerno.Pero'.
Mi chiamò con le dita,dicendo
"Vieni, vieni, vieni,qui.Da noi".
Lì dove era seduto con
l'altra gemella,mi chiese
il nome,che era come quello
di una sua amica Steni ,disse,proprio così,Steni, vattelappesca chi fosse.
( oggi so,una grande attrice)
E, mentre papà,lo zio e non so chi altro,in quella afosa tarda serata estiva parlavano,mi avvicinai a lui sempre accompagnata e presa per mano da Enrico Maria Salerno che inforcava un paio di occhialoni neri,pure di notte, come quelli di mio zio Nino,il cognatone
di zio Mario.
Il Signore Orsini ,con una sigaretta tra le dita,e tenendo con l'altra mano il posacenere, me ne illustrò la "magìa".
Funzionava come un aggeggio misteriosissimo ,al centro si spingeva una specie di birillo,il piattino si animava a ventola e la cenere spariva, in
un insospettabile
doppiofondo,sotto.
Se la mangiava,mi disse.
Altra magìa.
Decisamente .Affascinante.
Per una bimbetta che continuava a chiedere ad "Enrico",mentre
papà ,tenendo tutto
sottocontrollo,poco lontano
rideva :
<<Ma come fanno loro (Umberto Orsini,quello che era bellissimo,compreso) ad entrare nella televisione?>>
Stasera.
Triste.
Ma tanto.
"Dadaumpa" a voi,per sempre
siete e sarete le mie
minuscole "fatine luccicanti".
Se c'è un Paradiso
spero siate già lì
insieme per sempre
come
avete vissuto ,perché il Paradiso
dev'essere per chi
ha amato tanto e si è
fatto tanto amare.
Pur se in ultimo il dolore
e la paura non facili da
affrontare, hanno deciso
una comune scelta.
"Dadaumpa" a voi.
E ad Enrico,che mi salutate tanto.
PSSSSS : (Post.Scriptum.)
E comunque,invece a Roma,in una trattoria,un anno dopo,correndo per raggiungere mammina,versai addosso ad un signore con occhiali come quelli di Enrico Maria Salerno e mio zioNino,il cognatone di zio Mario,un piatto di minestrone.
Quando si firmava ,scriveva PPP.
ma è un'altra storia.
*_gioilan_*