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stasera ho i piedi
d'acqua e vado avanti
piano.l'odore delle foglie strette ai rami,e quelle volate a terra -se le chiami- rispondono la fiaba
di angeli condannati al marciume nella zolla.
Se osservi, da una cruna
ti divora un cielo grigio a dare un filo al nulla -è sera di neanche luna,che dovrebbe,cicciottona-
tutto s'affolla,eccetto il vuoto
su una culla di acqua -che è una pozza- in cui s'ammazza e
sborda un tanto,tutto
il vento.
che non manca
ridendo,ai richiami -solo un poco-.
ne ho ricami,piano piano
dalla pioggia.sul palmo delle mani
verso l'alto
a foggia come conca.
di
*_gioilan_*