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è un guaito d'intenti
questo strisciare
di parole
succhiando sangue da dita ferite.
il cielo, dalle persiane s'intravede
e come grato di archi di luce
gira, tra nubi
e tisane azzurre,intazzato
su
pozze.
sciogliendo gelo sui vetri
-che alito allarga-
l'infanzia ancora :
"Zecchino d'oro"
e arabeschi
con il dito ,ascoltando.
da dentro a fuori che guardo
un'altalena di ruggine,il
pomeriggio domenicale
di
righe tirate a filo
in minuti
cantati e
incielati di gioia.
*_gioilan_*