giovedì 25 dicembre 2025

il pastorello e la nuova famiglia


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stanotte
che mi coprivo della cappa di lana accanto al fuoco
-allo stesso modo,teso sul crinale il cielo-
tutto è cambiato 
ed ho pensato che, essendo tanto solo,alla fine ero 
un bambino impazzito : 
mi pareva che
scendessero dalle stelline
palpitanti e ridanciane, fili di lucore.Scoppiavano come lampi,piovevano
sottili,si allargavano
bimbini 
poco più piccoli di me.

Vuoi vedere che erano -forse- cherubini?

Ma non era un sogno,nemmeno impressione : toccavano terra
ed erano fanciullini,mai visti.
belli-belli.giocosi,canterini.

<< Luce, luce, luce : Alleluja !
  Luce, Alleluja felice,luce,luce
  luce! per favore canta con noi 
  la lode a Dio, nostro Padre!

  Stanotte è nato ! Il promesso
   Redentore! Luce, luce ,luce!
   È nato in una stalla,dove 
   c'è la calda paglia! Alleluja a
   tutto il mondo,ed anche a te
   infelice Pastorello! E questo
   si dice :" Alleluja nella luce,la     
    luce diventa un annuncio di
    Pace!" 

    Adesso corri verso
    quella ruota infuocata che 
    ride su,nel buio.
    E' una bella cometa,corri
    piccolo pastore.E' un invito
    a Te,che sei un 
    orfanello buono,corri
    che la notte è di luce 
    luce ,luce,per quella notizia
    che di ogni cosa fa una
    meraviglia,grazie a 
    quella stella!>>

Tutto,per me, è cambiato.
Il viaggio veloce,sempre più  affrettato,nel mio passo andato - o
se preferisci - venuto a te, Redentore
con mille aliti alle labbra per 
la corsa, eccomi a Te : sono giunto sul posto
della grotta ,che funge da stalla.

In cuor mio una felicità che ...io
spiumo dai fili di paglia e 
fieno,le leggere trame 
di piume sparse dagli angeli alti e bellissimi come Marcantoni ,che battono le mani,cantano lodi e 
dolci canzoni.
Ti solleticano i piedini per aiutare
quel padre che sostiene per le spalle la madre ,che ninna Te, neonato.

Io che non ho mamma,io che
non ho papà, io che sono
 un pastorello, cioè un bimbo che una notte qualcuno non ha voluto,ha abbandonato e 
che poco ,davvero, della vita,sa.
Giusto io,proprio io -io.
Sono stato invitato, qua .

Con loro.
In questo piccolo grande mondo
di calore e di famiglia
con il  pensiero,io.
ho d'improvviso ricordato.
 
In sinagoga,di passaggio,avevo
 ascoltato e non 
saputo cogliere, il passaggio della promessa
del profeta ,quello a memoria mia che si chiama Isaia .

Ricordavo di non aver compreso,allora
mentre adesso,alla buonora,soffiando.

Accendo il fuoco per far asciugare i panni e le fasce del Bambinello che ciuccia
il ditino più piccolo e ciccioso del piede,gioioso.

Nel caldo del fiato di bue ed asinello
 mi trafigge -nuovo- da parte a parte  questo pensiero che 
era una promessa,ed io...
nel muto restare come in un tempo sospeso di gioia,mi allargo dentro
di tanto calore mai provato.

Dalla mente si prende l'animo
in questa bolla di luce e,insomma.
Da pastorello piccino quale sono,ho il cuore che rotola e salta,esulta 
e ogni volta che mi sorridi e mi indichi con il ditino, si scioglie.  
E sono qui con te Gesù,ciao Bambino.

*_gioilan_*






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Un poemetto narrativo in versi liberi con struttura drammatica,definibile come
"Monologo lirico-drammatico natalizio".

mercoledì 24 dicembre 2025

bimbonesca (di nonna e di ricordi)


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notte di pietra dura,scura 
e gelida,ma chiara 
per gli angeli,che
 come fili di luce 
scendono lenti ridendo, fosforescenti.

notte di fuochi in terra
e belati e cani che
scodinzolano, corrono 
abbaiando felici.

notte di cometa
che ricuce profezie e si allarga chiamando stelline sorelle.

notte di splendore
per l'anziano pastore che sente una squilla, alza gli occhi
 ed osserva
questa immensa stella 
che rotea e ride.

notte magica e senza dolori
per la vecchietta
che arzilla
 accorre con fasce e bende . 
sale e scende 
vallata e dune.

nel Presepe tutto si accende
di Amore. 
e dopo mezzanotte 
quando andiamo a dormire
-mi
raccontava la nonna -
ogni personaggio si anima e
vive.

*_gioilan_*

martedì 23 dicembre 2025

è filastrocca zuccherina che non


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strimpellate note di passi ,che spassi verso la Giudecca di fiocchi rossi e lucine,belle manfrine 
natalizie -accendi e spegni-
tra le case antiche.

tufi e umido che scende,luna e calcina.
su mura ,muschio tra gli anfratti.

ride
quella bella bambina che stava per cadere sui sassi.

con il ditino indica Babbo Natale che sale sulle scale sino al balcone,curiosone 
di quel che c'è in casa.

forse è un marpione
furioso, intento a rubacchiare un buon panettone.

per queste feste
la distanza è l'assonanza
tra il mio viso e il tuo sorriso 
-in un sogno che passa e afferro al volo -
di labbra cucite 
con l'alchermes -senza rossetto-.
 e mangiavamo
un pochetto di dolcetto alle mandorle per ridere, ci voleva poco per essere in Paradiso,invece adesso.
-qui scappa sorriso-

*_gioilan_*

lunedì 22 dicembre 2025

Dove le mele ardono di attesa


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Di canto, di poesia il
tempo prima del Natale
oggi risuona
di coppa
in cui mele candele
e dolcezza
sconvolgono il luogo
legati dal rosso che bene augura.
Il nome sospirato -bellezza-
è un vuoto pieno, interrotto dalla
regale impellenza d'amore
che ha voluto con una nascita
redimere il mondo.
I cherubini
-che ci sono e non si vedono-
si sporgono
e insondabili per grazia
ninnano le nostre speranze
cui cediamo
allargando
tutto quello che non abbiamo
ancora amato.
Stiamo esalando silenziosamente il termine che è un inizio
a un passo da noi, è un bimbo
in un piccolo presepe che guarda
mele come quelle di Eva, tradite da candele infilzate dalla Luce,Promessa.

*_gioilan_*

domenica 21 dicembre 2025

pettirosso scarso a trilli nel rosso

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nei drappi cremisi di bacche dai rovi spenti, incrementi di eleganza
in una stanza
che accoglie festa e gelo
verde grigio.

di là dall'altra
ora che è tardi per la luce piena
si scuce
il tempo
su un tavolo di ferro intarsiato
in stelle d'argento.

unica nota di vita 
un pettirosso,per caso 
un po' commosso d'essere in casa,pare dolersi lontano dal cielo
silenziando trilli sputati e risolti
in una catena di 
dolori masticati nel becco.

volto lo sguardo ed uno stacco di
nastri di raso 
e gigli di
sangue,accendono
con
abbaglio il Natale
che ,stringi- stringi arriva
fatale 
di incontri e
finale d'anno ('sta carogna)
di assoluto sale che sparso è 
stato da occhi.
 (per lacrimare)

brancolando
con le mani in cerca di chi
non trovo,si.
anche qui ad osservare.
ci sono.

*_gioilan_*



sabato 20 dicembre 2025

si,l'alberello è triste a sghimbescio


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uno sparuto minimo
alberello
-un po' rachitico e niente bello-
con decori senza luci e colori
abbandonato di sghimbescio,un poco a lato -di tutto- ,sta .

per un Natale che vale
-come a rovescio-
nel taglio
 di una stanza (mentale)
minimale,pensando 
a dove c'è guerra 
qui giù, su 
questa terra che aspetta
 -appuntamento annuale-
un Salvatore.

con nonchalance 
che sfarfuglia distanza
da tutto il fulgore
di lucine e palline,nocchette e
stelle,stelline luccichevoli
però senza calore(!)
non incanta
questo alberello minimo
silenzioso
che non ostenta.

Forse
canta semplicità,in tale 
discordanza ,vivendo di
 sua intrinseca (comune a molti)
Speranza.

*_gioilan_*








venerdì 19 dicembre 2025

interno scialbo con oggetti e assenza


un minimo assoluto 
di ricordi
in un cucù disoccupato
dentro un orologio
 privo di vita.

una candela che illumina 
un lampadario riflesso in uno
specchio spento,come
un altare senza visite.

c'è una ghirlanda 
stanca
appuntata ad una porta sbarrata
di pali scollati alle visite 
di estranei.

sulla mensola del caminetto

-che non ride che
di un nastro bordeaux sicario di una festa inchiodata per tradizione-

casca a cascata anche
erba di spilli come rosmarino.

una sedia
 inabitata accanto 
e lì.
sarò 
presto,stanca.

*_gioilan_*

giovedì 18 dicembre 2025

da ponente a levante umido allaccia

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Da ponente l'odore di pioggia
a levante, in umbratile giorno, ha
il respiro trattenuto da
 allacci veloci che fumano,d'aliti 
sputati e non prigionieri.
umido
scende.

ed io,come sono io ,solo io
stamattina ripongo una stadera per farina che scivola al soffio, in
 un gioco poetico,impastero'
 tenebra di mosto.cotto
sarà dolce,frutto.

si riceve una strana spinta
a imporsi, tassello indispensabile
 in un insieme che non tergiversa
tempo e non s'arrende.

Il ritaglio è una
cornice -davvero- quiquiqui.

scuote la luce 
perché ammarano nuvole cariche
di torpore grigio : isolata è la notte,all'albore d'antichi pesi 
in pectore,tutto si scioglie.

nell'adesso senza catene
come si rinnova.

*_gioilan_*

mercoledì 17 dicembre 2025

immagino in questo verde struggente

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immagino che sia 
in questo verde struggente
l'affidabile 
senso del Natale così cristallino.
abbiamo bisogno di più tempo
in questo circolo-senza mattino-
di ritorni
che vengono e non vanno
partono,ritornano,stanno
trasparenti
nelle boule che s'innevano
in quel loro minuscolo
spazio silente,cresciuto di
muschio.
Sedutastante
un grande merito è 
l'incartellare a rose 
ricomposte 
torte e ritorte ,cartellate
da friggere in un
dolcissimo nero 
che sdilinguisce.
Non marcisce più nulla
se in pochi istanti
troviamo tutto
trasparente.

*_gioilan_*

martedì 16 dicembre 2025

La novena che è la poesia all'albore

"Alle prime luci dell'alba, l'antico rito della Novena a Gesù Bambino a San Toma si rinnova: non è solo attesa, ma una riscoperta, passo dopo passo, della nostra umanità più vera."
                              ~


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A primissimo mattino, dalle 6.30, quando nel buio lentamente si affaccia la luce del nuovo giorno, nella Chiesa di San Toma, sede della Confraternita del Sacro Cuore Immacolato di Maria Santissima, torna in punta di piedi, rinnovata per il secondo anno, l'antichissima usanza della novena a Gesù Bambino.

Potrebbe stupirci il fatto che "La Novena di Natale ", non sia una preghiera ufficiale della Chiesa, però rientra 
tra le" pratiche pie" della pietà popolare da riscoprire e far tornare all'attenzione dei fedeli,come rinnovato impegno di preghiera e riflessione.
Infatti dal 16 al 24 dicembre ha come scopo aiutare a prepararsi spiritualmente alla nascita di Gesù.

Fu eseguita per la prima volta a Torino nel 1720 ,nella chiesa dell'Immacolata dai Missionari Vincenziani,che avevano una particolare attenzione verso l'umanità di Gesù, ed il mistero dell'Incarnazione.Fu scritta e per la prima volta intonata in un canto ,quindi diffusa in Piemonte, e da qui viaggiò in tutta Italia,per giungere così anche a Trani.

Una consuetudine molto sentita nella nostra città, in passato.

È stata l'attenta priora della confraternita sita in SanToma a riportarla in vita lo scorso anno, insieme a Don Michele Torre. 
Da oggi prosegue guidata dal rettore di fresca nomina, Don Giuseppe Mazzilli.

La novena a Gesù Bambino in città come in molti paesi  della Puglia ,era l'attesa della luce di Cristo che squarcia la tenebra del peccato e proprio per questo si teneva al primo albore, quando il chiarore illumina lentamente il mondo che esce dal buio. 

Era un simbolo fatto di partecipazione e preghiera che si offriva prima di recarsi al lavoro, per una "buona disposizione" all'accoglimento del Bambinello non solo nel Presepe, ma nella propria vita quotidiana fatta di
contrarietà,e piccole questioni che potevano allontanare spiritualmente dal clima del Natale.

Ci si andava tutti, di famiglia. 
Genitori, figli, nonni. Le persone anziane come i giovani, le persone sole, gli ammalati che potevano, tutti fedeli che costruivano il Natale in una maniera decisamente molto diversa dall'odierna.

 Un mondo lontano,semplice, in cui la parola "partecipazione" era importante e diventava spunto per crearne una nuova: "com-partecipazione", con un  "con" che diventava compagnia, condivisione della fede.
Grazie a momenti di riflessione comunitaria, la novena al Bambinello era riservata alla confraternita ma aperta a tutti: tempo trascorso insieme con canti e invocazioni, ricco di letture dal Vecchio e dal Nuovo Testamento, meditazioni che rievocavano le profezie, la nascita di Gesù e i pastori, in un connubio tra racconto e preghiera espressa con una grande devozione.

Gli ultimi giorni prima della Messa della notte di Natale erano scanditi da questo appuntamento. In alcune liturgie, la preghiera si intrecciava alla poesia con un linguaggio estremamente lirico: si parlava della camicia candida del neonato, della sua aureola traforata come un merletto (a ricordare le spine della corona sulla Croce), degli angeli con i canti dell'Annuncio e dell'Alleluja.
Dei pastori che ricevevano l'annuncio 
della nascita del Salvatore e correvano a cercarlo seguendo la stella.

Lo scorso anno è stata, anche per chi scrive, una sorpresa autentica ed emozionante. Scoprirsi non sola per strada a quell'ora, andando verso la chiesetta, incontrando diverse persone con la stessa meta. E lo stupore, grandissimo, nell'annotare che alla novena c'era così tanta gente da dover rimanere in piedi, fuori dalla porta. Impensabilmente numerosa. Devota, commossa e, alla fine, anche serena, felice.
Sconosciuti che nei giorni seguenti si riconoscevano, si sorridevano, anche chiacchieravano. Una riscoperta a piccoli passi del significato profondo del Natale, testimonianza del bisogno del Sacro in questi nostri tempi difficili, del bisogno di viverlo con il cuore più che con il consumo delle feste, mettendo in comune l'esperienza di un rito che arriva dal passato.
La Novena a Gesù Bambino a San Toma, una chiesetta dove il Presepe è come ogni anno costruito con amore e speciale attenzione ai particolari, è un momento che aiuta a sperare.

In tempi complicati di social, di guerre, di paura, di mancanza di lavoro, di malattie, di quotidiano sempre più difficile, a volte disperato nella solitudine.
È uno sforzo da fare superando il sonno nella levataccia, il freddo e le preoccupazioni quotidiane, lasciandosi andare occhi-negli-occhi di estranei che diventano come amici: ti accolgono e ti sorridono, ti fanno posto, ti cercano una sedia, ti prestano un guanto perché hai i geloni alla mano, ti passano una caramella contro la tua tosse, ti chiedono come ti chiami e  ti danno appuntamento al giorno dopo chiamandoti per nome. E tu poi ti stupisci giusto il giorno
 seguente, quando ti invitano con un cenno per richiamare la tua attenzione e, davvero, ti hanno tenuto il posto a sedere.
Anziani con cui spendere cinque minuti di quel sole tiepido appena sorto, che diventa bollente di amicizia, fraternità e tempo in comune in cui si dà davvero poco, con poche parole, ma si guadagna TANTO.
Facciamoci un regalo, queste mattine gelide prima del 24 dicembre. 
Solidali con la delicatezza della priora, una donna di straordinaria sensibilità e attenta guida di una confraternita che le è specchio: la sua profonda fede e attenzione ai valori spirituali e di autenticità sono da accogliere e fare nostri.
Potremmo riuscirci, volendo.
Andiamo ad ascoltare Don Giuseppe, spegnendo il telefono e provando ad accendere l'animo per consegnare lì, in un angolo nascosto, ogni dubbio e preoccupazione. Provando "a cercarci dentro" cinque minuti, per incontrare ciò  che siamo. A rivoltarci il cuore per far posto a quel piccolino 
che viene a cercarci alle prime luci di una Trani che si sveglia e torna a camminare verso la festa, tra tanti problemi e tanta... bellezza.


*_gioilan_*



venerdì 12 dicembre 2025

la vecchina confeziona nuvole


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un cielo ritagliato
in un piccolo arco di miracoli
e si respira 
il tempo
delle storie -per chi ha voglia di-

spunta una virgola rosé 
confezionando
pacchetti
con nastri e ceralacca
appena scivolata,calda.

su questi mattutini dicembrini
che strade creano d'incantesimo
e miracoli,un
vagabondo
cherubino, dai piedini aggraziati
starnuta,poi con ditini di
latte, crea.

scalette di nuvole
per Santa Lucia.

che così scenda con il suo asinello carico di doni
per tutti i bimbi buoni.

-io sono vecchia e cattivona-

di lassù lui
scioglie coriandoli 
e perle, sulla corte azzurra
annuvolata che un poco
suona. Senza lampi.

-salvifici gesti minimi di grazia-

mbe': frammenti di 
vangeli apocrifi scrutiamo
mentre salutiamo,
già 

*_gioilan _*

giovedì 11 dicembre 2025

lo spirito del Natale che spaùra


--
la distruzione di una stella
a capofitto 
ghermita da un buco nero
in fine
è l'inerzia dopo il dolore.

-per spiegare-

siamo,di sguardi sbrindellati
come
ogni vecchio oggetto,ciascun segno del tempo nella casa che è 
luogo di noi .
tutto è smorzato . dal filo sereno
di una mezza luce, umani e fitti spini 
(abeti con addobbi spenti in mezzo al cuore)
s’allontanano, smarriti. brancolano in uno
spirito del Natale
che spaùra
il nostro angelo custode portatore di luce : la sua faccia, sporge
dietro la pallida collina
che è la nostra mente.

Nell'umido
che soffre il vento
che poi
che spiove dagli occhi ,ecco che s’asciuga.

*_gioilan_*
 

mercoledì 10 dicembre 2025

la sintassi lenta in un'immagine

--
sintassi lenta, in una corbeille di frutta intarsiata e poi esplosa .
di arancione.
su calchi perfetti di solitudine.
delle cose intorno narra,grazie all'eco delle parole rimaste
 sull'affresco cucito al muro,di un verde disperato
e tutto sembra così.
elegante,nel quadrettato 
della tovaglia 
con un'impronta lasciata, di mano . 
a finire,nel comporre 
di bacche e foglie, l'annodare
 fiocchi di velluto 
Principe di Galles -che ora è Re-. 
ci sono ancora le briciole di frutta martorana
da raccogliere in bocca
prima , piluccando con le dita. 
sparsi,i resti impossessati 
di un pasto da lasciarsi cadere dalle tasche,per il cane .
la piccola
zucca,con le rose tea, i loti sistemati a fare piramide, o ventaglio in architetture percorse con arance e mandarini a buccia,
trionfano di bello . 
questo è 
tutto nel tempo in cui
dolcezze si aspergono
-inattese-
in una tazza di cioccolato semi-vuota.

_*gioilan*_


martedì 9 dicembre 2025

ciao,cinquantadue dopo tutti gli altri


--

ciao papà.
oggi pomeriggio saranno
cinquantadue anni che
noi due sorelline,
mai capito 
perché.
giusto a noi, doveva capitare
che -poi per sempre-
da allora in poi
saremmo state 
senza te.

(io)

lunedì 8 dicembre 2025

Pensieri nell'abbandono alla Luce


Non fu fragoroso il sì,fu
 un sussurro che scosse i cieli.
Nel silenzioso consenso della fiducia, Dio entrò.
L'attesa è sacra :
non nel rumore, ma nell'abbandono,dove
la grazia germoglia,nascosta.
Il "Fiat" non fu solo coraggio di fanciulla,l'aprire
 alla vita senza vederne il futuro, l'intero percorso.
Fu l'accettazione, in quell'abbandono.
La Luce guida nelle stanze buie.
Lei la seguì, accogliendo.

*_gioilan_*

sabato 6 dicembre 2025

San Nicola che si trasforma



--
San Nicola,il vescovo buono
è memoria dei passaggi lenti  sulle chianche,tra 
le stradine di Bari vecchia
dove scivola il suo cuore nei cuori di tutti quelli
che lo amano,intensamente.E vanno ad accoglierlo.
❤️
Dalla prima Messa dell'alba in Basilica
esce fuori, poi passeggia,benedice,saluta 
e si trasforma in Santa Claus.

San Nicola di Bari,a Bari vecchia,
mangia "sgagliozze" a forma di rombo,il cibo dei poveri,fritte e croccanti,poi beve cioccolata calda.

E così si riscalda.

Percorre strade in cui
aiuta e protegge le "vacantine", cioè le fanciulle senza marito,i bimbi
cui porta doni e tutti i poveri.

Russi,ortodossi e popolo del mondo
che lo guarda, sorridendo.
Che sia vestito da vescovo tutto di oro con il bastone, che vestito di rosso,con il barbone
bianco e tutto sorridente ,quello della Coca *Cola*,appunto. ❤️

San Nicola che si trasforma,nei secoli e arriva puntuale,prima di Natale.

(fate un salto a Bari,oggi. e andatelo a trovare)






giovedì 4 dicembre 2025

de' giochi fonici nella pioggia


--

che se piove ,cade e apre
squarcio dove tento di tenere insieme
lembi di giorno tra incubi e
terrore.
inzuppa poltrone di polvere per correre nella cera che fu
e c'era, sveglia di
lacrime,messe in fila da prediche parrucchiere.
i pensieri, uno dopo l'altro,toppe ai soldatini di piombo che non tolgo e aggiungo ,nei
laghi di acqua che
corre e scorre,di
un quasi Natale che 
arriva ,ma non rimane.
sogni di una casa
costruita in famiglia 
prima che vi fosse avvisaglia
del tramonto nel lucernaio.mi chiama Patrizia e
mi ridisegno un po' 
più serena .
_*gioilan*_

mercoledì 3 dicembre 2025

nel riguardo di una notte incantata


--

non sono che l'infanzia
ancora stipata di ore 
che guardi e pare
 ti serva per scappare da visi assenti e sedie vuote.

(che a pensarci mi si scuote. il cuore.)

incoronato Re,ha un bramito verso d'innocenza,furioso
il cervo bianco, imperioso
in un riquadro di tempo
natalizio, agghindato e regale.

le stelle incantano le bufere invernali all'orizzonte
-tutto inesistente- e qui
pare di gelare per scherzo 
di purezza.

mentre vado riponendo le pieghe della notte a mattino,stilo
 _l'ecfrasi_ in una bolla
istantanea che 
si perde tra pensieri
 inestricati,meglio che.

_*gioilan*_

martedì 2 dicembre 2025

Ricamo lento di un tempo trattenuto


--
in una
fenditura di mondo
pare -quest'attesa sospesa-
accolta
in una barca
cucita ad un'acqua che è 
un frammento di cielo,piccolo cielo
stretto
in una nebbia infinita
mentre
balugina la vita
in lillipuziane
puntine di luci.

case con le vite trattenute
dentro, a ricamarsi tempo.
un albero spoglio fuori
-al centro-
rapito 
in una pace
che ridice bellezza.

l'ospite è un cane,piccolo miracolo
che osserva e
non sa prevedere.

_*gioilan*_

lunedì 1 dicembre 2025

bellezza congelata farfuglia vita

--
è giorno,l'aria
tagliente di un sole figurato
ha fiato : la luce inonda.

un albero d'argento e
un lampadario di ghiaccioli 
a vetri sfaccettati,mossi
da remoti 
scampanii.

due cigni bianchi 
immobili, scolpiti 
nel silenzio
di un pavimento di gelo
 asciugato 
da ore 
 assorbite ed espirate.

nel profumo di foschia
e mandarini,regali
abbandonati,ed
un affresco racconta
altra stagione.

il caminetto,intanto
che il primo
dicembre accorre,di
 tanto del nostro vivere
_e altro ancora da non dire,qui_
immagina,fuori
da questo tempo 
infinito,un salto( farfugliato
nel caldo)

_*gioilan*_