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stanotte
che mi coprivo della cappa di lana accanto al fuoco
-allo stesso modo,teso sul crinale il cielo-
tutto è cambiato
ed ho pensato che, essendo tanto solo,alla fine ero
un bambino impazzito :
mi pareva che
scendessero dalle stelline
palpitanti e ridanciane, fili di lucore.Scoppiavano come lampi,piovevano
sottili,si allargavano
bimbini
poco più piccoli di me.
Vuoi vedere che erano -forse- cherubini?
Ma non era un sogno,nemmeno impressione : toccavano terra
ed erano fanciullini,mai visti.
belli-belli.giocosi,canterini.
<< Luce, luce, luce : Alleluja !
Luce, Alleluja felice,luce,luce
luce! per favore canta con noi
la lode a Dio, nostro Padre!
Stanotte è nato ! Il promesso
Redentore! Luce, luce ,luce!
È nato in una stalla,dove
c'è la calda paglia! Alleluja a
tutto il mondo,ed anche a te
infelice Pastorello! E questo
si dice :" Alleluja nella luce,la
luce diventa un annuncio di
Pace!"
Adesso corri verso
quella ruota infuocata che
ride su,nel buio.
E' una bella cometa,corri
piccolo pastore.E' un invito
a Te,che sei un
orfanello buono,corri
che la notte è di luce
luce ,luce,per quella notizia
che di ogni cosa fa una
meraviglia,grazie a
quella stella!>>
Tutto,per me, è cambiato.
Il viaggio veloce,sempre più affrettato,nel mio passo andato - o
se preferisci - venuto a te, Redentore
con mille aliti alle labbra per
la corsa, eccomi a Te : sono giunto sul posto
della grotta ,che funge da stalla.
In cuor mio una felicità che ...io
spiumo dai fili di paglia e
fieno,le leggere trame
di piume sparse dagli angeli alti e bellissimi come Marcantoni ,che battono le mani,cantano lodi e
dolci canzoni.
Ti solleticano i piedini per aiutare
quel padre che sostiene per le spalle la madre ,che ninna Te, neonato.
Io che non ho mamma,io che
non ho papà, io che sono
un pastorello, cioè un bimbo che una notte qualcuno non ha voluto,ha abbandonato e
che poco ,davvero, della vita,sa.
Giusto io,proprio io -io.
Sono stato invitato, qua .
Con loro.
In questo piccolo grande mondo
di calore e di famiglia
con il pensiero,io.
ho d'improvviso ricordato.
In sinagoga,di passaggio,avevo
ascoltato e non
saputo cogliere, il passaggio della promessa
del profeta ,quello a memoria mia che si chiama Isaia .
Ricordavo di non aver compreso,allora
mentre adesso,alla buonora,soffiando.
Accendo il fuoco per far asciugare i panni e le fasce del Bambinello che ciuccia
il ditino più piccolo e ciccioso del piede,gioioso.
Nel caldo del fiato di bue ed asinello
mi trafigge -nuovo- da parte a parte questo pensiero che
era una promessa,ed io...
nel muto restare come in un tempo sospeso di gioia,mi allargo dentro
di tanto calore mai provato.
Dalla mente si prende l'animo
in questa bolla di luce e,insomma.
Da pastorello piccino quale sono,ho il cuore che rotola e salta,esulta
e ogni volta che mi sorridi e mi indichi con il ditino, si scioglie.
E sono qui con te Gesù,ciao Bambino.
*_gioilan_*
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Un poemetto narrativo in versi liberi con struttura drammatica,definibile come
"Monologo lirico-drammatico natalizio".