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che se piove ,cade e apre
squarcio dove tento di tenere insieme
lembi di giorno tra incubi e
terrore.
inzuppa poltrone di polvere per correre nella cera che fu
e c'era, sveglia di
lacrime,messe in fila da prediche parrucchiere.
i pensieri, uno dopo l'altro,toppe ai soldatini di piombo che non tolgo e aggiungo ,nei
laghi di acqua che
corre e scorre,di
un quasi Natale che
arriva ,ma non rimane.
sogni di una casa
costruita in famiglia
prima che vi fosse avvisaglia
del tramonto nel lucernaio.mi chiama Patrizia e
mi ridisegno un po'
più serena .
_*gioilan*_