martedì 27 gennaio 2026

Spartito sordo per un’ombra sola

--
mio,qui. esserci. come randagio 
sotto pioggia,sviolinare
a denti stretti
un falso d’autore ad accompagnare
fagotti 
costretti,
                 costretto pur io.

un'unghia scellerata
pizzica le corde.

tortura è chiedersi
in un dedicato respiro
che sarà-quando sarà- dove sarà 
di me.

E  tale rapsodia d’ortica
spezzata in gola
nutre quest'anima,nelle sensazioni
d'un istante,suonando
con le orecchie appoggiate sulle frasi prive di senso certo, comandate 
con rabbia concitata
nell'urgenza.

io,qui.
ce la posso fare,a suonare
il "Wiener Waltz" .

Nella tempesta notturna
del mio giorno,fino alla fine 
di ogni giorno e 
di più, ti attendo, amore 
mio perso
chissà dove,in un 
vuoto lentissimo
di passi.

senza più un corpo, sei tu.

cerchi di sigarette al cianuro
sputati da un forno

alto
alto
alto

g r i g i o

nella lentezza di un attracco
alla volta del cielo.

Sei qui!
ma ancora lontana, amor mio.

porti il tuono di una  folla
silenziosa,rassegnata,dolorosa.
osservata giungere
ed ingrossare.

nel mio sudore di paure
echi di urla -solo dentro-.

Ritorni,ridi,sorridi,mi abbracci 
mentre suono
e mi estraneo,qui.
tra
un milione di aliti impauriti
ed un chiarore tenue 
per i frammenti di questo freddo 
che gela, che toglie il senso alle cose.

sei qui.

Nel mio vuoto denso, sei il fatto che annebbia schiarendo 
la mia certezza,sei con me.

Ogni volta che ti sento ,l'iride
che si bagna
e quel che ho letto,arrivando :

"il lavoro rende liberi" 

scioglie
in veleno 
anche il mio suonare.
  (che diviene tumultuoso)

disperato
cercarti,cercarmi.

Questo è Auschwitz,amore.


*_gioilan_*



________________________________________
Note a margine :

Lo scritto  trae ispirazione dalla tragica realtà delle "Lagerkapellen" , le orchestre dei campi di sterminio. I musicisti prigionieri erano costretti a suonare marce e valzer per scandire il ritmo del lavoro forzato o per coprire le urla durante le selezioni dei deportati verso le camere a gas, trasformando l'arte in un estremo strumento di tortura e alienazione.

I "cerchi al cianuro" e il "veleno" che scioglie il suono, fanno riferimento allo "Zyklon B" , l'agente tossico utilizzato nei dispositivi di sterminio di massa ad Auschwitz.