sabato 28 febbraio 2026

A mattina ed a sera, a inizio e fine


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Minuzzoli di sole
in corolle aureolate di giallo,ma
non si ha senso d’intendere
se vieni, se cerchi e non t'involi ma ridi,se stai.

Tu ci sei. Ed è meraviglia quieta.

Ti conosco e so e non
ti vedo,tu
sfogli trasparenze e 
cogli ogni sospiro,ogni 
sbiancare di cobalto che anima
le ciglia incerte, l’inerzia 
delle mani che altrimenti
intreccerebbero
mete di orizzonti
decisi all’alba
che è.      
— se ti capita —
il rosa tenue di un mattino appena.

E indaghi. 

Indistinta nell'assenza, folle 
di silenzio, setacci l'inspiegabile
in come si sposta, lento, poi.
il tramonto.
da navigare in anse
a gomito,placide 
di stelle ridanciane,a 
sera,di altra luce : minuzzoli.

*_gioilan*_


giovedì 26 febbraio 2026

felice compleanno in un soffio


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felice compleanno felice
per correggermi i 
ricordi
anche 
alzo i sussurri
che alti al nuovo 
indirizzo 
-recapitati auguri-
ti soffiano
candeline di stelle
a filo
da sotto
su 
-queste mie radici artritiche-
e al cielo
schioccano
baci alitati
dalle dita.
guardandoti sorridendo
da tale altro mondo
che ti 
porta nel cuore
questo qui 
è poco , ma ancora tutta tua
vita.

*_gioilan_*




giovedì 19 febbraio 2026

febbraio e ragnatele di ghiaccio



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per prendermi in possesso
questo febbraio stanco
un breve aiuto
ispira,tra 
coriandoli oramai marci
e mercoledì 
superati nelle ceneri sparse
con
uno spicchio di 
arancia
tra  le nuvole.

Un guanto di lana
radicalmente
spaiato
è in abbandono
su una ringhiera arrugginita :
trattiene tra le maglie 
una ragnatela 
ghiacciata in amore
con l' inverno.

attività nel compimento
del ricamo
del cielo in una pozza,un
sassolino
che schizza beatitudine,vi
sosta.

rifiuta di camminare
pula d'avanzo, sparsa 
da sacco
che il vento disperde 
 in uno spazio di polvere
acidula,deserto di presenze
al gelo.

un colombo grigio pillucca
una mollica persa nell’umore infinito
della strada :
il vero tesoro
è seguire un breve attimo 
che è sguardo.
(prima di grafemi )


*_gioilan_*









mercoledì 18 febbraio 2026

Polvere. di Radici -su piattino-

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Non cerco lampi per asciugare
 un pianto,né rovine per sfamare
un ventre che d’argilla
sputa veleno,non
m’incorono di spine
per sentirmi divinità,ma resto radice intricata,abbarbicata
al mondo di sotto,umile ombra in un 
mantello.

Se tu incidi la tenebra 
con un bagliore da zolfino
mi inchino
cercando l'oro nel sapore dell'oblio,siedo
nel grigio, metallo che non 
muta,dove il bene e il male
hanno il peso di una foglia
rinsecchita, caduta e
adesso polvere di cenere,muta.

Non splenda l’anello, non sia prodigio: preferisco 
un ritorno,a passo sghembo che arretra
verso il fango di un giorno
che di dubbi esploda.

Nessuna luce
immobile,nessun miele 
contro tosse canina:
solo il pane 
di questo tempo,senza più 
profeti,senza anestesia
per una nuova mattina.

*_gioilan_*

sabato 14 febbraio 2026

ma è proprio il ritrovarlo,un ricordo.


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mi porto
come del porto l'acqua
di madre
a specchio
in occhio.

lacrima
per uno steccato
di memorie lanceolate
                      incastrate
tra baci lanciati con soffi
al passaggio del treno
in campagna
—bimbasaluto con il braccio sono—
e domande : 
viaggerò, chissà.

le gomme masticate
salvate appiccicate
saranno sospirate
nella finestra stretta 
— quasi una feritoia —
da cui 
qualcosa di germinale
perforerà l'eterno di un 
"non si sa che sarà." 

forse falliti amori
con la firma
del pasticcio universale
impiallacciato in tempi altri
ad ora
graffiato dal rancore
in una lettera riletta
che esprimeva piano, un peso
ed una icona in sospeso.

aver paura di dirsi che ci fu un richiamo
senza eco
sputando amaro
definì i miei spazi
di oggi
da vecchia senza speranze più.

stamane 
respiro perduti e lontani 
dubbi, marosi su scoglio.
che si scioglie
d'una nuvola azzurra
mentre s'allunga 
e s'appresta
a stropicciare le sue dita lunghe
dentro il mare.

intanto è già
quando
la marea sale sporca di sale e
                risale luna che si, porto 
con me
stupita
di saperla ancora dei poeti.

sorrido di rado e se. alla fine
rido.

*_gioilan_*

giovedì 12 febbraio 2026

rischiarare un muro, se circonflesso.

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tagliando ansie,rugliando
paure,trovarmi.
e scoprirmi a seguire,come ombra appena 
suggerita 
alla luce, è.
un tremore 
che perseguo,vintamente.
simile 
ad un vento orientale
che squarcia una quercia.

Sentitamente
l'arsa vittoria del dolore
sulle mie allegrie,alle
parrucche 
che colleziono,
intreccia perline e filo d'argento
in trecce :
prendo nota e
se possibile, sciolgo un sorriso
al giovedì grasso
poi
pago pegno in leggerezza
con l'intento  -suscitato e visitato-
di salvarmi.

cambierò taglio,senza intrecci
affinché 
qualche tratto grafitato
su muro,in fine settimana ,se la
rida. 

a questi 
-sperticati
in allegria-  coriandoli 
io sospiro
dopo aver soffiato al 
loro volo 
sparso,in una direzione 
senza confini.


*_gioilan_*

sabato 7 febbraio 2026

agguantare il cielo in solo un momento


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di pietra.
alla meta filosofale
miele di pace
nella malattia, il
fumo 
-senza respiro-
da un camino,non ho visto.

vino che scorre
sfuggendo 
da un tino immobile, colato
per un esegeta
che mostra indica e dimostra
al sommelier
una nebulosa incisa in tenebra (bagliore).

ore di sterile noia in
garconniere, scappatoia
truccata
che sopra un aprirsi di assi
nei frantoi della luce -computando-
ti ripassi 
un po' il tempo
andando di
vuota clessidra
a rigirare.

ti spegni e ti esponi
ranicchiato
in androni
quando
si gioca a picche senza denari.

dalle pozze
 -se risali
su una sedia
abbarbicandoti ad un cielo-
ricetta 
che nutre il sentimento
è 
che poi
ti stacchi in
un volo, sparendo.


*_gioilan_*

martedì 3 febbraio 2026

resisti che passa,fragile impronta


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se inclino.
il ginocchio
 a fragili mosse
la tosse in un contesto
di ossa,follia.
resta mia ,in
un dispregio di resa
la presa al bastone d'accompagno e
mi lagno di 
tarocchi e presagi
scritti nei passi.
nervi tendini e arti
dipinti
in passato
da Leonardo.
occhi tristi
ti dici e mi dici 
"resisti" 
a doverti il bene
-meglio 
se pensato-
respira,prendi
fiato. che passa.
nei motivi e per ragione
diventa 
impronta che lasci
-forse,assoluzione-

*_gioilan_*

lunedì 2 febbraio 2026

una fanciulla nel gelo che chiude


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la luce meridiana
pare un sogno obliquo
sventrato
da carcasse di palme
intristite

con perline 
nelle dita 
di nebbia
che si alza e abbassa
in un raschio di cielo
garza sulla chiesa

sotto
il getto della fontana
la strana fanciulla
immota è rivestita
da un muschio velluto
color di 
speranza

nel gelo 
gli occhi,la punta del naso
e si
starnuta
ridendo alla perseveranza del trenino solitario
inabitato
guidato
fino al ritaglio del mare
tra le griglie 
della balconata che frana

è questo,in un breve attimo
di respiro 
che ha momento proprio e
aspiro,espiro .
stiro una foglia tra le dita.



*_gioilan_*