martedì 31 marzo 2026

Cingersi i fianchi, gesto di chi parte



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«Si *_cinse_* attorno» — 
Gv 13,4

Nella Bibbia *cingersi* i fianchi è il gesto di chi sta per partire, di chi compie un esodo verso la libertà.

Ma Gesù, nell'ora del suo passaggio, si cinge per chinarsi. Trasforma il gesto di chi parte nel gesto di chi serve.

Simone ,l'amico fraterno, la *ROCCIA* si ribella: non accetta un Signore che si abbassa così. La sua resistenza è fraterna, disperata, piena d'amore — eppure sbagliata.

E Gesù gli risponde con una delle frasi più severe del Vangelo:
«Se non ti laverò, non avrai parte con me.»

La Pasqua non è qualcosa che Gesù fa *per* noi senza di noi.
È qualcosa da vivere *con* Lui — lasciandoci amare fino in fondo,
proprio lì dove ci vergogniamo di più. 

*_gioilan_*

lunedì 30 marzo 2026

Il Ritorno (Sotto l'ombra del Legno)


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(Monologo di Maria Maddalena)

<<
Guardala bene, Giovanni.
È rimasta lì, colonna di sale nel fango,
mentre il martello batteva sordo e il mondo spariva.
Ti ricordi il romano? Quel ragazzo in armatura che chiedeva chi fossero e perché volessero avvicinarsi?
"È sua Madre", disse qualcuno.
Lui annuì guardandoli.
E lei lo guardò — lei, con tutto quel dolore addosso — e lo chiamò "figlio" .
La Madre ha aperto un varco di luce in questo inferno di ferro,che entra nella carne, di colpi, di soldataglia.

Ma ora il cielo è un muro grigio e pare indifferente a tutto.
Le sue ginocchia sono affondate nella terra umida,
i suoi calzari sono carichi della polvere di tutta la salita,del sangue che lei vorrebbe raccogliere tra le dita
per restituirlo a Lui, per fermare l'eterno addio.

Madre, ascoltami.
Io sono la giovane di Magdala,peccatrice
e sorella sua,ho
visto la tua schiena dritta sotto il peso del supplizio
che i tuoi occhi assorbivano.
Hai baciato il legno ruvido,
hai sentito le Sue piaghe dopo ogni caduta,con
l'acqua amara di lacrime che non finiscono.

Basta, Maria.

Non guardare più quei fori nel legno,da
 lì è uscita la vita e intorno è rimasto il buio.
Lui ti ha guardata. Ti ha affidata a Giovanni.
A noi.
Non lasciarti morire in questo venerdì di sangue. >>

(Maddalena le prende la mano, stringendola forte)

<<
Ti ricordi quando mi hai teso la mano davanti alle lance?
Il Centurione chiedeva chi fossi per farmi avvicinare, se fossi una di famiglia.
Mi hai fatta tua figlia davanti al mondo, nella polvere del Golgota.
E hai risposto, di questa sconosciuta, che sì. Lo ero.
Ora tocca a me.
Maria che ti è sorella per suo marito Cleofa, che fu fratello di tuo marito, ti sorregge.
Giovanni cerca con le mani le mani tue.
Io sono giovane, Madre, e le mie braccia sono salde:
lascia che siano la tua forza per quest'ultimo tratto.
Vieni via da questa collina.
Il vento è acre e l'odore della morte ci toglie il fiato.
Facciamo questi passi, insieme.
Le lacrime lo hanno lavato, lo abbiamo ricomposto in un telo, lo portano al Sepolcro.
L'urgenza delle ore che trascorrono in questo sabato chiede che Lui sia presto al chiuso.
E noi.
Andiamo, al coperto.
In un posto che Giovanni indica, che non è casa ma lo sarà perché siamo insieme, nel nostro dolore.>>

(Pausa. Poi, piano, si volta.)

*_gioilan*_



mercoledì 25 marzo 2026

il cos'è. del variare a primavera.



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è 
per scolpire che torna e
sorge, mutato
di ogni fibra, il germoglio.
ricuce verde
su spoglie rinsecchite
scartavetrate
dal freddo e
tira, il filo della vita.
La
linfa di partenza si trova
in smeraldo accogliere
di albe acerbe, tra
inaudite
brezze di sospiri  tepidi
stenta.
su un mondo
come trasparente
negli affanni, scioglie
goccia a goccia e corre
a ciò
che hanno trovato di ghiaccio
spini e rovi irrigiditi.
Schiudersi, tregua e rifioritura
io vedo
in un fine che è un principiare.
I boccioli
come corolle
emergono dal brulicare
che si allarga
per passione, teneri.
Tracciano appena il segno
che resterà mistero e
ogni cosa che 
s'infiora, fiora.
Perché
si avverte vibrante
nella trepida corsa del rivivere
nel fragore che libera
nella delicatezza
                                tutto
 dal gelo.
Primavera.
è qui.


*_gioilan_*

sabato 21 marzo 2026

francesco, esposto oltre giorno e notte


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Un sottile filo di perle grezze
tintinna nell'aria, tra i piedi, negli occhi
e ho un contrasto
d'opinioni
nelle tasche ,adesso.

_francesco_

è passata la notte gelida
mentr'ero seduto
a vivere la vita in cui
non ho mai avuto
acume, parola, talento, gesto,e
-ciò che è peggio-
l'eloquio che scalda
il cuore di chi ascolta
e intende,mentre 
nel sogno,parlo 
come viene e dico cose 
che so non dire di giorno ,ma 
dico comunque,pensando
che potrei .

cio' che so è,che sono
ciò che ho sognato respirando
nelle intercapedini di me,al buio.a volte sospirando,tante altre 
ridendo.

*_gioilan*_

domenica 8 marzo 2026

auguri in giallo a tutte voi, sorelle!


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di giallo, è. 
oggi.

tra finestre  
con persiane chiuse
altre 
prigioniere
in gabbie tormentate
nascoste da cancelli
lanceolati
altre 
a spalanco
dai vetri che riflettono
il cielo

di noi donne

tra esplosione di
mimosa e
panni stesi
che sono , che siamo
lavoro comune
e pensiero quotidiano. 

*_gioilan_*

auguri a tutte voi, sorelle.




domenica 1 marzo 2026

questo marzo,l'incertezza nei passi


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dipinto che scrivo
in un solco
astratto
che sottrae
il tempo
di tracce, gli occhi 
s'infossano
nella 
vestaglia di un velluto 
arido,sperando un tuo
ritorno,andando
negli stivali
di un tramonto
che ruota 
cirri.

cucendo un panno bruciato
s'intrama 
filo a filo 
incertezza : un tutto
privo di ipotesi si disgrega
ancora.
sabbia
che tracima
su passi rossi 
e spazi abbandonati
in attraverso,fa
sentiero.

c'è una morìa di
progetti disfatti
in un megafono
che ho riposto spento.
incomincia
questo marzo.

*_gioilan_*