venerdì 3 aprile 2026

E' Gesù,liturgia della stanchezza.



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l'occhio 
quasi tondo 
bianco 
è la luna 

in alto appare
a stracciare la notte di luce
mentre mi conducono e
vado
come
al guinzaglio,loro cane.

un ultimo saluto, tutto mio mondo,vita mia.

strada confusa ,rumori
tra urla e calzari su
pietre.
poco dopo
nel Sinedrio c'è l' aroma
acre degli incensi 
misti al livore di leggi scritte 
col fiele.

il peso di ciò che so,si
compie lentamente

la profezia 
che mi preme sulle tempie
più delle spine che ora scavano il solco
mi è compagna.

tra gli ulivi, mentre il sudore 
tramutava in sangue, l’Angelo
portava ali 
e
il sussurro di ghiaccio che
il calice non sarebbe passato.

mi sento ancora quel 
terrore addosso,quella 
solitudine, che.

su questa via, adesso
vedo Mia Madre, 
i suoi occhi sono infilati 
nei miei,per dirmi.
TUTTO.


Madre di ogni dolore
Madre da oggi 
di quelli che 
ti chiameranno
MADRE 
in ogni loro 
ora
chiedendoti VICINA
MADRE
mi hai insegnato
la parola
Si.

E voi, pie donne,arcipelago
di panni scuri,isole
di pietà nel mare del mio fango.

Siete voi che
misurate il mondo dal ventre,voi
che sapete
il peso di ogni carne che nasce
e il freddo di quella che si spegne.

Non è pianto il vostro, è il ricamo del sangue
terso con lo straccio bianco della compassione
in ogni volta che siete
Veronica.

Un uomo
-Simone- cui hanno imposto
di essermi
accanto, poi .

nello sguardo ha calore
d'amico che sorregge,una
piccola porzione
di amore.

qualche sputo.folla.

sono stanco di questo,io.
tutto questo.Padre
dammi segno che  
sei con me.

ho sguardo ma non cerco
la via,il cielo
indaco è lassù 
il Padre 
che tace
dietro il velo del tempio
mi ha 
abbandonato.

L'occhio
quasi tondo, bianco in alto, adesso
 è il sole
che scandisce come ha scandito 
la luna 
             queste ore 
che diranno nei secoli
di Passione.
Astro che è vita
nel rimpianto di chi muore.

*_gioilan_*