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troppo coinvolta
dal clamore delle rondini sull'azzurra grondaia che
pare rincorrersi con loro
la mezzaluna
ride a labbra socchiuse
e tutta la chiara armonia
delle prime stelle
eclissa
gli stridii
nell’immagine
di queste frecce a
ruzzolare tra cirri che furono.
cremisi
labbra dolenti o vele spiegate
da Enea con le navi incagliate
mentre
quell'altro travaglia
in migliaia di giri e canti di sirene
dispettose e a notte s'attovaglia
con pensieri
su Penelope,Ulisse.
Sopra, un mare lieto
e tutta quella lamentazione
delle onde
ricomposte nella schiuma di
"ti amo" urlati, intanto che
nei campi arati del padre di
Lavinia
o
sulla strada, sui grigi
marciapiedi, si sentano
-ma sussurri- nella segreta intimità
del cuore,noi.
in noce a metà,in cui
issata su stecchino
bandiera fogliolina
di qualcosa,veleggiamo.
noi.
nella luna a barchetta
e tutto ciò
che precede
d'ogni termine, i pensieri.
*_gioilan_*