martedì 26 maggio 2026

senza, in una rara essenza di foto


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corridoio di un ospedale
qui
la vita passa e ripassa
e c'è anche
un lavoro che resta
in testa
poi 
il sogno-bisogno che c'è 
è, ed è 
s o p r a v v i v e re .

ignorando
le regole ortografiche
della punteggiatura, l'analisi 
logica
scivola ai passi,mentre
               sono
tra ossigeno,flebo 
e persone che si sorridono -estranee- 
le regole
di questo
         t u t t o .


*_gioilan_*

venerdì 15 maggio 2026

come farfalla che tracima, gocce



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Meravigliosa pioggerella
ai petali
-diremmo
un florilegio di moine- che non
appassiscono
nel segno
d'una tenerezza vera, pura
come questo amore
che ora sboccia, leggero tra pistilli
e trasparenze.

nel far falla se saltella
si posa
(come ali di farfalla)
tracima
goccia a goccia
e si traveste sempre, quando siamo
ancora maschera.
                              di acqua.

*_gioilan_*

martedì 12 maggio 2026

architetture esplodono là,sopra



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geometrie
le parole più precise 
nei petali di sole
che sembra siano nati dalla
perversione del silenzio volutosi ammutolire
al vento torrido.
E' una prova delle migliori 
e delle tue più forti,natura 
che percorri
un maggio
in cui saranno intere le infanti
tenere lumache
a completare
 gli addii dove l'ombra 
fa nido,cresce
e si allarga 
sopra.

*_gioilan*_

lunedì 11 maggio 2026

Zia Filomena non a Carnevale




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che poi.
è come se
                 -mi diceva
mentre guardavo tutti
quei fili, appiccicati di farina 
ai lati della testa in festa
con quella "pettinessa" 
a trattenere i ricci-

avessimo là -dove c'è il cuore-
una rete, a forma.

con dentro coriandoli, mille.

che poi sono persone
che poi abbiamo incontrato
che poi noi raccogliamo lì
nel  mentre che
                      qui per qui, su 
questa terra, passiamo.

che poi
la rete ha un filo, un legaccio che, se
si scioglie, scarcera al vento.
e i coriandoli volano su
liberi 
sino al cervello dov'è la memoria
e ciò che tutto osserva, sa e 
ingloba, della tua
                   Storia.

pure quello che -'na volta-
solo uno, insicuro, era
sceso
e s'era fermato -in bilico-
sulla punta del naso
che facea perenne da trampolino.
bastava un soffio per
allontanarlo
con tutto
quel.suo.peso.

-lei girava la sfoglia 
ci buttava un pugno di farina
e sospirava 
alla bimba cicciottina 
che se la rimirava
alta ossuta, così nera e sempre
in gramaglia-

che poi,sai?
era
lo zio Vittorio di Staso.

Quello
con un solo occhio
cattivo, maligno se parlava,e.

(pe' l'animaccia soja)
era sempre rabbioso.

*_gioilan_*