lunedì 11 maggio 2026

Zia Filomena non a Carnevale




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che poi.
è come se
                 -mi diceva
mentre guardavo tutti
quei fili, appiccicati di farina 
ai lati della testa in festa
con quella "pettinessa" 
a trattenere i ricci-

avessimo là -dove c'è il cuore-
una rete, a forma.

con dentro coriandoli, mille.

che poi sono persone
che poi abbiamo incontrato
che poi noi raccogliamo lì
nel  mentre che
                      qui per qui, su 
questa terra, passiamo.

che poi
la rete ha un filo, un legaccio che, se
si scioglie, scarcera al vento.
e i coriandoli volano su
liberi 
sino al cervello dov'è la memoria
e ciò che tutto osserva, sa e 
ingloba, della tua
                   Storia.

pure quello che -'na volta-
solo uno, insicuro, era
sceso
e s'era fermato -in bilico-
sulla punta del naso
che facea perenne da trampolino.
bastava un soffio per
allontanarlo
con tutto
quel.suo.peso.

-lei girava la sfoglia 
ci buttava un pugno di farina
e sospirava 
alla bimba cicciottina 
che se la rimirava
alta ossuta, così nera e sempre
in gramaglia-

che poi,sai?
era
lo zio Vittorio di Staso.

Quello
con un solo occhio
cattivo, maligno se parlava,e.

(pe' l'animaccia soja)
era sempre rabbioso.

*_gioilan_*