fa misteri per chiavi di violino
questa melodia a suoni di delfini
che muoiono a riva e tagliano di alghe
le lenzuola, risucchiandosi le onde
sin dalla battigia
lì
ove pigia
insistentemente il mallo che emicrania con violenza
di fuoco la grigia ruga.
-E non c'è fuga.-
fa poco onore questo dolore che sormonta
il deserto che s'intrufola e martella
chiodi nei mattoni su mattoni frabili di sonno,
tritume d'ore al buio che raggranella
pene
di questa vita salva col suo male.
-son io che immobile oso dilatare
occhi
sul prato friabile del nulla?-

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