domenica 19 maggio 2019
Spettacolo da bere .
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spettacolo.
di nubi
- e prima che scoppino-
di cielo. -indeciso-
di mare teso,come
un vetro verdeacciaio,
di impigriti palazzi all'aria
tiepida di un sole
sconvolto.
(mi volto per imbevermi
di un tutto)
mercoledì 15 maggio 2019
ti scrivo qualcosa:"qualcosa".
Scrivo qualcosa, "qualcosa"
nella voglia
di tracciare grafemi e
comunicare legami con
gli umani.
La lumachina scrive qualcosa
strisciando bava sulla
foglia
e
masticando clorofilla.
Traccio qualcosa nella vigorosa
balbuzie di questi tempi,
nei lamenti
delle prefiche nere urlanti
nei pensieri maleodoranti
delle bambole in tivu'
giu',su per i gradini di una scalinata,
nello slargo della strada
a curva,
sul dorso
della rena dopo l'onda
~
traccio qualcosa
su quelle luci in strada
attorcigliate ai rami
nei residui del caffe',
nel piattino di cera di candela
sciolta
nella bolla di sapone che vola
l e n t a
mentre dopo pranzo
rigoverno
...
tutto senza uno schema,giocando con assonanze e cercando
rima,
per frollare il senso del vuoto da me
a te che leggi...
scrivo qualcosa,due punti a capo virgolette:
"Qualcosa".
lunedì 13 maggio 2019
le tre suore e le tue mani
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mi è entrato nel cuore come alzi
le mani
al cielo,poi le intrecci
e mi chiedi di cercarti subito
ermelinda nicla ed angela.
ovunque siano,verrebbero,sorelle
(buone sempre saranno e sono)
che ti han voluto e fatto sempre bene
ed io sarei
( in un soffio,mi dici)
t r a n q u i l l a
perché
ti saprei
mai sola.
E dove siano io non so,rispondo,ma
lo farò.
Lo faremo,insieme ,quando
starai
b e n e.
er me linda
ni cla
an gela
(balbettate lettere di ogni nome.)
cer ca le. co.si' no. tu .s o l a
||Va bene.||
(la sicurezza, data dalla mia promessa
dev'esserle entrata
nella mente,passando
per il cuore,fiduciosa è diventata
leggerezza.)
solamente questo poco,sapere di loro tre
-e di me
con loro-
il capo reclinato
il fiato sempre meno,poi.
tutto è. finito.
∆∆∆∆∆∆∆∆∆∆∆∆∆∆∆∆∆
( primi momenti.con questi estranei di soccorso in giro per la casa e il mio vuoto.e il niente.
adesso.
sono seduta con lui di fronte, nel salone.
mi cerco dentro.
capisco.quanto.sono.sola.
il buon dottore sconosciuto deve sbrigare pratica per riprendere via sull'ambulanza.
mi chiede come mi chiamo,un nome che non ricordo,ma gli dico.subito,gli dico fermamente
*che devo cercare ermelinda, nicla ed angela.
A S S O L U T A M E N T E.*
Mi guarda stupito,preoccupato.Chiede ancora se mi ricordo chi sono, come mi chiamo.
Dove le cerco adesso ?A quest'ora?
Forse domani.
Intanto abbasso gli occhi e mi tengo le
mani)
domenica 12 maggio 2019
Le nuvole gonfie di rancore hanno...
le nuvole gonfie di rancore hanno arterie
grige
che rifiutano
le offerte
della primavera
e accusano
la pioggia violenta
di incidere le rose
di un maggio riesumato al freddo,
fra solchi di petalo e
vie di formiche annegate.
Così, manigolde
nell' atmosfera,
il sole a sprazzi tra denti cariati
il vento tra le dita e la gragnuola
di chicchi ghiacciati nati
dagli occhi,
così,
le nubi gonfie di rancore
strappano il colore del cielo bigio
dal mare illividito,privo di senso,
per lo stupore
di milioni di onde
smozzicate sugli scogli dall'acqua,
per i germogli delle alghe sui sassi,
mentre due cani latrano
ai
lampi
correndo sulla rena
e
a noi la via
pare
fatta di strappi
nei ricordi.
Così,nelle arterie delle nuvole
gonfie di rancore
scivola il pianto.
E Piove.Nella prima "Festa della Mamma"senza la mamma.
(Oggi,come ci morde
il dolore)
venerdì 10 maggio 2019
Attra.versi.amo,ancora qui.
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Si scopre in uno sprazzo blu
aprendosi in
laceri stracci di nuvole
che
come dita affatturate
di megere indaffarate a ghermire
la serenità,la velano
di grigio di nero di buio.
martedì 7 maggio 2019
Il margine della solitudine.
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Il margine della solitudine
e‘
un filo ispessito sul silenzio
intorno
dentro
teso prima insidioso poi
quasi giocoso avvoltolato verde
sulla speranza.
(di rivederti?
un giorno?quando?).
L'orizzonte della
solitudine
ce l'hai di fronte
muretto a secco
scrostato a
punto croce sul dolore
oppure a punto catenella come i ricordi.che se li chiami
arrivano
per abbracciarsene altri.
Stretti.Stretti.
Il margine della solitudine
- è orizzonte
senza forma
senza colore
un filo rigido ispessito
sul silenzio
avvoltolato grigio
al vuoto
mentre tutto cammina
corre
e tu -improvvisa miope-
ti stai a cercare
un ago caduto per terra.
O un rigo da scrivere
E non sai che.





