giovedì 4 giugno 2020

cocci,vie verdi,coccinelle lemme

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dove
 -su zigzagati itinerari-

lillipuziani fiati percorrono
verdi ossa di speranza,fiamma il primo
caldo. 
a poco a poco ti ricordo
sorridendo,nel tuo compleanno,mamma.






domenica 26 aprile 2020

di un grigio che ingrigia,senza titolo

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via
deserta
palazzi 
dai colori 
    assonnati sotto nubi pesanti.

un cane che latra 
alle rondini
    di un fine giorno pennellato luce
             lilla,
 appena si strappa un cerotto
al tramonto impercettibile accanto.

l'ubriaco
          perenne che sbraita al cane.
due,lontano,che passano tenendo
        prudenti la distanza e
urlandosi 

" speriamo la farmacia sia aperta, là".

io     -affacciata al balcone della stanza-
   triste,che scatto foto
                            da ingrandire
per vederci,capire tutto intorno
del silenzio,nell'assenza.

         del grigio
in un tempo che non scoppia
e si porta
   -appiccicate- cicatrici d'ansia.









martedì 21 aprile 2020

tempo di naufraghi,onda in una bolla

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da naufraghi che riprendono terra 
racconteremo
come  di una grande 
onda 
in cui abbondava 
un livido
schiumare di veleno
non da meno
poi diremo di tutto il resto.pure

del vento periglioso degli aliti 
in codesto 
tempo perso, sospeso 
in una immensa bolla
in cui  stavamo
stretti
gli uni agli altri, ma.
a distanza.


                

mercoledì 18 marzo 2020

chiuso tutto,tutto nella chiusura

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vago senso di indeterminatezza
nella prova pesantissima, sacco su spalle,peso
scendere
a patti con noi stessi

--perseveranti in un tempo
 inane
in un luogo periglioso immane-

occhi alle bare,a chi
 aiuta a chi lotta
              un male
 che ci fa deboli
  anche se non siamo contagiati,occhi a noi 
stessi,reclusi.

Nuovi mondi di stupore
che cambiano mente e modo di vivere.
Torniamo a poter dare il meglio
con l'immaginazione.

Siamo tutti (improvvisa.mente) in grado di creare.
Nuova forma di ricchezza,sperimentare la ricchezza della persona umana.

Oltre l'essere perenne
appiccicati a due  aggeggi luminosi
telefono e tivù.

Io,sola.Mi do' del "tu".

A volte una  verde matassa ingarbugliata da dipanare,un filino verde di speranza gomitolando anche preghiere.

Manca il lievito e ci si prova ad inacidire una pasta con farina ed uva passa.


Ogni specchio nasconde un mondo terrificante al di là della propria superficie increspata
dal bisogno di vita,ci osserviamo 
in un lago vuoto
distorti,
privi di libertà.
Forse e' solo
 il non sapere.che sarà.

                           







                    



               

mercoledì 1 gennaio 2020

è stato. Un Fine d'anno ferito.

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(è l' ultimo giorno dell'anno,mattino)



m'intiepido le dita scrivendomi
sull'acqua riscaldata dalle onde
del micro(onde) che scassato
sferraglia. (!)
donde si gela,che io
mi finga o meno
nel cielo senza vento e tanto sole
avrei bisogno di vedere il mare
e...uscire,mamma,a passeggiare.


[nell'ultimo giorno di
pomeriggio, tardo]


ma è  stato  notte in
fretta e ultima d'anno

niente germogli di vischio alla nostra
porta,tutto spoglio,sguarnito,niente poinsezia rossa,nella mia mestizia
solitaria
sciupato resta un filo
di perline alla
zuccherina glassa.

{nell'ultimo giorno,di primo scuro}


Oggi,stessa serata, mi
dicesti

<<facendo conteggio degli
assenti
l'anno che se n'è andato
s'è portato
ziaDora e zioVittorio>>
        (numerando
          con il dito) ma
quello appena nato
sarà ancora peggio!>>

-e così è stato-

poi. ci siamo abbracciate
 nella festa


+stasera. Fine d'anno in
                        solitaria+

ti ho detto   "tanti auguri" a mezzanotte
fissando  tra le
braci tutte rosse.

 (sulla loggia è piovuto il capodanno
di stelle a lampi e botti come non mai
e per fortuna,scrivo,nessun danno)