mercoledì 20 agosto 2003

in Es.trani.and(and)o,bodiniana#1

sulla terrazza sbatacchia lenzuoli

il vento                      -danza trafitta di sole-
fantasmi compiaciuti dalle viste
di sotto, muezzìn che invitano
le donne del Carmelo alla novena

                            piazza bianca,

il prete nero è un'ombra
lunga
sulle chianche a tre ore dal vespro
mesto
il richiamo del pifferaio assassino
che ridacchia

Sandrino

seduto
sui gradini, per madre ai propositi
la pipa,sereno,osservando su
                                                 giù,
soffiando ai piedi al cielo al muro
col respiro lento,quel che pure entro
di sé germoglia in rivolo di fumo.



Affacciato in giù dalla cattedrale

                                                      il
                                                  campa
                                                      n
                                                      i
                                                      l
                                                      e
                                                      a
                                                      l
                                                      t
                                                      o
alabastrìno
saetta
dal mare del porto
al turchino nei capelli alla maschietta
del sole agostino avido d'angurie .


Incrocicchia
su piazza bianca suora
nera che ogni voce abolisce perché
ombra, intorpidisce.
                                          E i richiami
degli uomini,le carte, il vino fresco
alla contróra, le figlie di Maria
arzille, sui limitari sedute,
comari per le tazzine di caffè,
-con le parole-              mille e più parole
perdute,
nemiche avvezze a raffiche di spille
e ai fichidindia   -con delizie inspìne-


Annicchia.


E fra meno di tre ore qui,
questa piazzetta in condominio comunale
a notte, avrà sapore di ricci
di mare.



j.


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in es(tate) trani andando tour




( ricalcando Bodini)

venerdì 8 agosto 2003

im_pla_sti _chen_do_mi

che ferragosto di plastica adesso
questo
fondale nuovo privo di emo
                                   zio
                                    ni
nei palloni fatti a cuore sui
balconi,
pochi lampioni,spento.

E mi ricordo
le mattine di zio
Franco in canottiera, [ carta da pacco
                                 filo di spago e colla di
                                farina
                               raccomandando
                              "Amalgamare appena!" ]
elenco per riguardo la manfrina :

taglia intaglia sbaglia -scaglia - ritaglia
b a n d i e r i n e
fino a sera,
        ridendo.

E la canzone di herbert pagani
quella
"facciamo cin cin con gli occhiali",
i nodi alle tovaglie sugli altari
dell'Assunta,
la " bizzoca" cantare la novena,
al balcone si apriva la trapunta,
scoppiava l'acquazzone, poi la cena,
lumini accesi sotto ai gelsomini
"memento" alla cagnetta che,
defunta...

Adesso il ferragosto imbandierato
e stinto su,ai poggioli,
trasmesso
implastichito,privo dei miei odori,
estinto in
poche lampadine. I bimbi
                           gualciti
nei naufragi alla "pleistescion"

gli adulti che, puntando sei fagioli
giocano a carte prima della cena
sfumandosi in un vago ferragosto.


(è "appena-appena-appena-appena" nera
negli
  effetti perturbatori
l'aprirsi di uno spazio e d'un tempo lontani
    periglioso sbarco marina all'amarena)





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unghia di bri'