venerdì 31 maggio 2002

sfregi 7

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situazione disorientante rispetto a
un divenire prospettatomi
                                    tutto è
inumano universale animale
                              nuvole asciutte si gonfiano di sole,
clandestina.


Da sola
parole d'ordine :


" gli orizzonti si succedono agli orizzonti
    e . "

Allora.
Cambiare strada.

Suono che fora il silenzio dell'aria          -sirena-
nodi annodiamo
anzi
anzi sarò l'unica a esserlo, annodata da anni.

Dati
per non
cambiare vela
che non fa che passare e ripassare sul lungocosta
come una straniera nella sua lingua che s'affoga
di saliva isolata ed
è
isola sola.

Di rancido.Il tutto.

Lo yogurt a Durazzo mi piaceva, qui è spesso, consistente, denso come il
"ndihmë nënë, ndihmë !"
del mio
pianto.
Quando annotta, con l'oscuro risalgono gli affogati a sollevare le onde
con le mani di
vento,
le dita di soffi..
Se .
Non .
Dovessi.
Lo so : mi accoglieranno.






















 

martedì 28 maggio 2002

sfregi 6

sento l'angustia
in ogni attimo.

            immagini soffuse d'un pallore
che lasci
se grafisci in disperate

geometrie d'inciampo nel dire come
     si resta punteggiatura nel cosmo,
            alito del tempo, che diventiamo
mano a mano che procediamo,vecchi.

Ti mordi con sforzo il dolore
ne senti il sapore d'amaro.

Quel malinconico lucido pozzo
è un crepaccio.E' autentico bruciore,
è rancore,a volte
incolore sognare
attraverso la pelle degli sguardi,
degli altri
             forti della perfezione.

provvisorio per distratte fughe
un libro, un volto caro.


Torva la mela che Eva porse,
onorato Adamo, stempra peccare nell'umano languore
di pianto loro furono e noi.Siamo.



                                                   

giovedì 23 maggio 2002

sfregi 5

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la strada è tutta schizzata


-avanzare sotto la pioggia è gualcirsi di fresco
antiafa -


percorsi le cui tracce non siano
tagliate
dal respiro d'umano
è impossibile scovare.


Se mai se vuoi e lo vuoi come non mai
                                          cambiare
                               continuamente
l'argomento e pur sempre
stare stretti in uno spazio limitato


dettagliami
di questo nostro sfascio,
prima.


                 -partire da un luogo senzameno dovremo-

Quella
non può stare un momento senza muoversi
lei
che ora trema perché sa che vita sfugge
è tempo di levare l'ancora -si dice-


controcorrente, percorrente lei ti insiste
e porta con sé ciò che ama di luce, schegge
di briciole
di vostri pilastri
franati
su un fazzoletto
di strada.


Sfrondato l'evento
-che sia una ri-caduta ?-
stare schiacciati in uno spazio limitato
evitando gli scrosci e le grondaie
e
riepilogarci di questo nostro restauro
tornando al luogo da dove si è partiti
o -devo dirgli -
forse non nati .

-Per prova invio , la pioggia intanto ha bruciato gli alberi dei viali.
Acido.
Serbiamoci il silenzio.-








mercoledì 22 maggio 2002

sfregi 4

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al limine s'incerchia un vuoto strazio


-questo è l'incomunicabile-
prima che urla sbocchino -fiume- da te, esatto
monade

dei tuoi giorni .



                               E allora trattieniti !
Adesso che torno
al centro di una luce premuta dal buio
il cielo avrà i colori della terra
tutti ,quanto un lago immenso contiene
il capofitto della luna che muore.


                                                  


martedì 21 maggio 2002

sfregi 3






aride
queste fanghiglie in cui io qui,


-per un suono d'acque è delirio
come ti scopre al minimo una pioggia!-



ti scrivo e mi, da un tavolo ingombro,che
ogni slavina di te mi rovina
fra questi flutti, fra queste rocce,

dentro il mio nome e il tuo in tutto uno
                       spoglio mondo immondo

nelle avventure delle sventure.


(vorrei perderti al ristagno)


Vista allo specchio    -donna senza nome-
i o essere di gioia fui

                          ma ora
passa e ripassa

un cencio ti divengo se qui piove

io ti scrivo ,cestino e poi ritento.

sfregi 2

                      in fiducia
                -da assalti non perduta-
perdendomi in un rosario, fabbrico
qualche ricetta di luce nei segni
di memorie rinate ,
                                conficcate ad arte.


( ci si sfila dalle cose così a volte).


In un astuccio velluto -com'è
                         rossa- è la bacca del rovaio ,

con la mia bocca alle parole o alle mele,
il fiele dentro un buio sguarnito di blu.


Tu che sei ,Tu che ridi Tu, che fai?

                                                                                

sfregi 1

sul muto velluto oro di gardenia
ormai è il grumo d'ore al giorno concluso




un guizzo di
tristezza, poi ogni ciò
che incontri

si fa
cristallino
nel già vuoto