giovedì 28 dicembre 2023

e luna.stasera intemerabile

 --

l'intemerabile luna bagnata

di Natale

piange stelle farlocche

raccolte 

a conocchia sulle viuzze.


[tende a colori,tende di bagliori.]



fitte d'inchiostro

in un tempo sazio

di presepi,io che scrivo sul vetro

di una pallina,

         comunque scrivo.


di anime che camminano lente

in un vento che ride agli scrocchi di foglie secche aperte come mani

a coppa.alla fine, ricevono

solo polvere.

di volti anziani dietro ai vetri,tristi

 e consci d'essere sembianze a tempo.

di avventori con la focaccia in bocca.

-aiuola di poesia.-


stasera c'è musica.in chiesa.


agganciata ad una porta

mi godo mascherata i vocalizzi.



la notte ,

con i piedi leggeri


di chi esce piano,

germoglia menta in bocca.


[ho paura dei miei crampi,sempre.]


A volte basta un suono

per crearsi frammenti di illusione

nel fazzoletto.

lacrimo.

ehi, però.

non è commozione,eh.

( sto sbadigliando).








martedì 26 dicembre 2023

siamo pastori,ricordiamo Isaia

 

--

tutti i nostri sentieri percorrerra'

Uomo Figlio dell'Uomo

caduto nel nostro deserto

scoglio nella rena,appiglio.


ora

tutti i figli dispersi si adunano

il popolo accorre

alla squilla di un arcangelo.


le tenebre, stravolte dalla Luce

pullulano di stelle

ed una,regina, si allarga poco su

ad una grotta-stalla

visibile ai pianori,le montagne,la collina:


possa l'amore nel vedere il Bimbo

accompagnarci nel tempo.


**laudato laudato in eterno.**


(frammenti di freddo

nei primi momenti

lei sonnecchia al frastuono

dei pastori)


silenzio,

              primordiale.

di questa nuova notte 

in un mondo che adesso ha il Salvatore.




*alleluya allo splendore*




domenica 24 dicembre 2023

Angeli come soffi di luce.💙

 --

sono una

m

i

r

i

a

d

e


scendono come p

                              e

                              n

                              n

                              e

                               l

                               l

                               a

                               t

                              e


di candida   l

                      u

                      c

                      e


e ridono e cantano

alleluja. 

bellissimi.


Null'altro che sembianze a tempo arcangeli,poi angeli e cherubini

nel buio dei cuori attraverso

le vie della notte

s

c

e

n

d

o

n

o



e quaggiù,sporchi di terra a terra ci siamo

caldo d'aliti vicini

sguardi fissi

stropicciati su di una sola idea

del Messia che viene,bimbo.

Loro raccontano che ninnando

la mamma sua lo culla.



Stralci di fuoco,fiammelle 

                                                    v 

                                                     i 

                                                     v 

                                                     a 

                                                     c 

                                                      i

E come sono dolci!

Splendidi e solo amore.

Sospesi

alla meraviglia, al nostro sospiro,

troppo alti per noi

      sporchi di terra a terra che puzziamo e mangiamo erba.


Uno scende e quasi ci gioca,con 

l'ultima pecorella

l'altro cherubino indica la cometa con il suo ditino


notte stanotte di leggerezza

 guardando anche la stella

angeli

c

o

m

e

f

i

l

i

d

i

l

u

c

e

per un augurio di

                      ......P

                            A

                            C

                            E






il fiato sulle mani di francesco


--

il fiato sulle mani 

contro il freddo


francesco che testimonia l'amore


 ridendo 

( ci sono angeli senza ali?)


qui,d'intorno.il cielo a neve e il gelo.


un mandarino nella bisaccia

la balla di fieno sulla spalla

la borraccia al fianco con il vino...


fino al mattino

facciamo teatro senza che sia teatro.


qualcosa di speciale

stanotte qui.


 c'è la greppia.la gente curiosa che sale

e'

il presepio,a Greccio e' Natale!





per il Professor Ungaro,nel Natale2023.

(la nella notte di Natale di 800anni fa

SanFrancesco "inventa" il presepio

a Greccio.)

martedì 19 dicembre 2023

zampognari e ciaramelle,adesso

 --

è un suono che mi fa emozionare.sempre.dalla mia infanzia.La nonna,quando arrivavano,gli spalancava le porte di casa e,dopo che si erano "esibiti" davanti alla grotta del nostro "maestoso" (per me che ero piccina piccio') presepe,alto sino al soffitto,li rifocillava.

Strascinati con cime di rape,arrosto,buon vino rosso pastoso, nostro,il "primitivo".Le cartellate.

Il clima era felice.

Per anni sono stati attesi e benvenuti,scendevano tra noi  e parlavano con il cuore,ed era un dire semplice,raccontando problemi,o le gioie ,della famiglia,parlavano del lavoro,degli animali,dell'Abruzzo.

L'uomo di  casa,papà,li considerava con grande rispetto e  stima.

("vieni qui,in braccio.e zitta!! shhh ascolta...si impara sempre,ascoltandoli".

Mi ripeteva)

Seduti di fronte,  si scambiavano informazioni sulla terra,sul vino,sugli ulivi : era bello.

Poi,salutandosi con una stretta di mano,si auguravano ogni bene.E di rivedersi,l'anno prossimo.

"Se Dio vuole."

Ma,ad un certo punto,Dio non volle.

Quando papa' morì,il 9 dicembre,anche quell'anno arrivarono.

 suonando.

dall'inizio della via,lentamente,come sempre.

Io li riconobbi dal neniare tipico,nel primo pomeriggio sonnacchioso ed un poco nuvolo,ero corsa dietro ai vetri del balcone,li spiavo dalle persiane chiuse.

sbarrate in segno di dolore.

Ad "Adeste fideles" capii immediatamente che,in un certo senso li aspettavo .

Era Natale,loro erano il mio Natale,da sempre.

E quella canzone,da sempre, è la mia preferita,da sempre mi riporta a quei giorni di Natale della mia infanzia.

Da sempre,da sempre per sempre.

Scoppiai a piangere: ero bambina e avevo un buco dentro.(Quello che mi inghiotte da allora)

Sostarono ,ma nessuno spalancò il portone di casa,per via del nostro lutto.

Attesero.Guardavano in alto.

Li informo' una vicina.

Allora si riunirono in cerchio,confabularono qualcosa.Bussarono.

La nonna aprì,mollarono tutto nell'androne,zaini e zampogne e salirono,in silenzio.

A dirci che erano solidali.Perche' le con-doglianze sono quello : esprimere solidarietà.

Essere "con" qualcuno.

(certe volte perdiamo il senso,dei termini.Con-doglianza,spiegava la suora-professoressa,Isabella,vuol dire "con-dolore".Quindi: se ci vai,a un funerale,se sei lì,puoi anche non dirlo (condoglianze): sei lì e basta.quello è l'importante,esserci.Essere con.)


Lo disse alla nonna il vecchio Carlo...

quasi parlava senza intonazione.

"siamo qui.Con-dolore.

Che è successo.

Che possiamo fare."

Era maestoso,Carlo,con quel barbone sembrava imponente,ed era tanto,tanto tanto buono.La nonna cucinò per loro,ma tutti erano silenziosi,anche il ragazzino sempre allegro,Martino.

L'anno dopo, tornarono ancora,questa volta con i loro formaggi,con i loro "cagionetti" alla marmellata di ceci,con i loro torroncini abruzzesi al miele,fatti dalla Giulia,in omaggio.

Chiesero come stessimo,se mamma si fosse un poco ripresa dal suo dolore.

Era sempre Carlo a parlare,con il tono di uno che il dolore lo conosce,e ti capisce.Uno sincero.

Con lei ,la mamma che,quando lo seppe e si sentì richiesta,per una volta,si schiodò dalla poltrona dove si confinava.Senza piangere, si presentò  e distribuì la minestra nei piatti.Sedette con noi e conversò un poco.

Non c'era più il nostro presepe,ma vennero.A fare visita.

Poi, settecentotrenta giorni ancora di tempo, cioè altri due Natali di visite e sparirono dalle nostre vite.

Li aspettavamo,ma niente.

La nonna era preoccupata ed ogni pomeriggio anche la mamma spiava dai vetri,verso la strada.

Andai io a cercarli,in estate,otto anni dopo,con un amico ,appena compiuti i miei vent'anni : il vecchio Carlo era morto.

i giovani, tutti emigrati.

Martino,morto di leucemia.

Il piccolo Martino,di poco più grande di me,sempre allegro,che si era fatto un flauto con una canna e voleva imparare,mi diceva, a "guidare" il gregge.E mi insegnava a giocare a "rincorri pietre",lui.Si.Martino.

La signora Giulia,stupita,mi accolse in un abbraccio forte.Ero una sconosciuta,ma mi accolse.

Mai più rivista,purtroppo.

Ma.In questo periodo li penso sempre.

 Vivono tutti e sei cuori 

❤️❤️❤️❤️❤️❤️, più 

 il cuore di Giulia❤️ che faceva torroncini morbidi al miele. 

nel mio cuore ❤️.






mercoledì 13 dicembre 2023

intorno.sulla strada,senza un senso


 --

c'è una strada nei miei occhi

quasi morti

che sento, ma non vedo.

conto i passi.


al vento 

sbattono persiane in legno

si alzano foglie,polvere mi ronza 

nel respiro

[che puzza di pastiglie 

all'essenza 

"zenzero e mandarino".]


cammino.rubando il tempo

passato

ad occasioni perdute,rifletto

alle tovaglie di Natale appese.

tossisco.

minuti che 

abbracciano

solchi che pioggia ha già

battuto

e smarrisco

il fondo di una tazza senza 

zucchero 

nell'anima.


c'è il sole che sbuca 

e bevo

luce 

senza calore,ecco.

di nuovo senza sole.


dall'alto 

il becco dei 

cormorani

sputa lamenti stridenti.e strani.


la campana 

alta della cappella

s'infossa nel cielo,a catinelle

domani sarà.

                          aria di natale.


mi risento bambina

senza un tempo

poi rido.

all'idea di quanto tempo 

ho, alle ginocchia blu

-ematoma-


e mi si sconocchia 

sotto la chioma

la voglia -già  fiacca- di  far poesia. :-)))




domenica 10 dicembre 2023

il piccione Nino sul cornicione


--

dal piccione nino sul cornicione

arrivò - leggiadra -

una concione.


"da lassù io veggio

una iconostasi di

storie in miniatura

vostre"

           -disse-

"che benedico con quello

spiàccico che poi 

schiacciate".


(una bella alba è sempre un belvedere,una bella alba con freddo,invita a liberare,ehm)

"ondeggio

 all'accalcarsi lento nelle strade

al fiume di automobili

abitate .


boccheggio 

alla luce dei fanali alti

e sotto a quel

(come il pueta scrisse altrove)


*vermicolìo di luminarie*

 su balconi e installazioni

 statuarie.


sbatto le ali,poi mi stringo

la notte .


la notte mi stringo all'amica Bice

(ex araba fenice )

di fuoco i sogni a farci 

il promemoria dell'estate

nei dogmi d'afa e 

umide serate.


per ora (!) scagazzo

a quel buffo ragazzo con il 

giubbotto rosso (eh eh eh eh)


-tempismo perfetto la sua passeggiata-


in questo ultimo bozzòlo

di giorni

di dicembre.


aspe'.

 "uanmoment" ! 'ché  adesso mi 

spazzolo le ali.

 (prima di sganciarvi

 ancora un poco di calore)." ❤️









sabato 9 dicembre 2023

noi.che torniamo oggi a cinquanta anni fa.

 --

se papà tornasse

sarebbe bello

si,bello. ma non saprei che fare.

già.nemmeno saprei che dire.

magari

ci siederemmo in faccia l'una all'altro,con un tavolo a separarci.

ci spieremmo il volto,i capelli 

(lui pochi) e,da ultimo,gli occhi.

 (forse per cercarci dentro...)


perché se papà tornasse oggi ,giusto oggi che sono 50anni che se n'è andato,saremmo estranei.


lui per sempre .

un uomo ancora giovane,io.invece. più vecchia di lui quando è morto.di almeno vent'anni.


lui .

con moglie e due bambine. la speranza del tempo bello di una vita ancora,davanti.


io,qui.con sempre in tasca 

qualcosa 

di inutile .

ed il rancore,da(meglio di no.no.certamente)

non dirgli.

provato per lui per anni, perché se n'era andato ed ero sola. e non ci capivo niente.




se papà tornasse,forse.

con quello sguardo interrogativo e silenzioso,forse.

avrebbe paura.


di me,di questi luoghi.


bisognerebbe metterlo a proprio agio, raccontargli

sorridendo

del genero,dei due nipoti.


intanto chi sono io,presentarmi.

da dove vengo.


sicuramente

dal giorno della sua morte.

io vengo da lì.

questa me,

arriva direttamente da quel pomeriggio,

alle tre.


complesso.tutto.

come il "dopo"

sempre come in sospeso. nel vuoto.


poi.

di questo tempo. di aggeggi come fogli luminosi sempre appresso. 

che chiamano,rispondono,inviano lettere (che ricevono) contengono libri,fanno

musica,televisione,cinema,ed

anche fotografie.


però senza pellicole ,di quelle che poi lui,quando il rullino terminava,portava dal fotografo a far sviluppare.


le tivù sono a colori.

Grandissime,come piccoli schermi dei cinema.


niente più Olivetti per scrivere.computer.piccoli.

che navigano,senza esser navi.

non in un mare,in una rete 

senza pesci.


fantastico: papà si spaventerebbe.


se papà tornasse saremmo estranei,

dovrei presentarmi 

e lui,in silenzio.con l'espressione severa che ancora mi ricordo,quando rifletteva.


chiederebbe subito della moglie,della sorella,dei parenti tutti.

degli amici. 

tanti. amici.


intanto vorrei dirgli che di tutti quelli che si dicevano suoi amici,

i suoi veri amici 

sono stati

zioMario

il signorFrancoA

GiulioC

e l'altro signorFranco, (deT),detto D'Artagnan .


che,mentre crescevo,ogni tanto. me lo raccontavano, com'era.il mio papà.

con l'affetto,il rimpianto,il bisogno di farmelo incontrare,in qualche modo.

ecco.

erano davvero amici.


tutti gli altri.

spariti.

o,a seconda del bisogno.

(ad esempio

pronti a chieder voti.)


se papà tornasse, dovrei spiegargli,ma come si fa, è difficile.


quello suo era un mondo diverso,lontano

50anni di tempo

 che si allunga e arriva ,a 50anni dopo,qua.



innanzi tutto


il 15 dicembre ,quel ragazzo per cui lui era tanto preoccupato.

Paul Getty,quello dell'orecchio tagliato, fu liberato.


poi.Cinque anni dopo,

della sorte di quel tizio con il buffo ciuffo bianco( che mi sorrise quando ero bimba)

prima la sua scorta,poi lui,55 giorni dopo.uccisi.da ancora sconosciute ed ignobili trame.

assurdo,eppure.Moro ha fatto quella fine.


 lo zio che mi spiegava e,lui disse- perché è importante tu comprenda quello che succede,tu non hai il papà -.


e il senso di buco,ogni volta.

il senso dell'assenza quando.

non c'era ,il papà.


il muro di Berlino ,alla fine,una sera:lo hanno abbattuto sedendocisi su,a cavacecio,dei ragazzi.

il papa polacco ,che fu anche ferito.


la prima,la seconda,la terza la quarta Repubblica.

Italia. tanto.nulla cambia.


una tizia Diana ,finita come Grace,

il razzismo rimasto sempre tale,nonostante ci sia stato Obama.

l'11 di settembre,le guerre.

ancora.e purtroppo sempre.



zioNicolino,chi l'avrebbe detto ? ha salutato proprio con un bicchiere in

mano

e Marcellino,troppo presto ,davvero troppo presto,se n'è andato 

lontano.


se tornasse papà

(ed oggi un poco torna

gli direi solo)

guarda, come sono io

tua figlia,vecchia.

che sono sempre qua, papà.