--
noi siamo foschia, non ghiaia
o ciottoli
o tutto ciò ch'è rude
e viene dalla crosta
dura, coriacea e spessa dell'inverno
che al dì sputa dalla sua bocca scura
dai denti stridenti - ossa di sassi-
dal ventre obeso,dai rigonfi fianchi
un breve filo verde
di s p e r a n z a.
noi siamo evanescenti, non
cristalli
gelati, ghiacci irrigiditi,massi.
fluenti rivoli
siamo, sorsi frementi alle fontane
dell'alba prima
di abbracciare il giorno
e asciugarci il fiato su una manica
come il sole appena sorto
sui cirri
volando, depositari di nomi
planando solitari esili,brevi
pensieri anche lunghissime concioni.
purtroppo anche nebbia.
densa, furente
siamo,
fumo ingrigito inzaccherato
di vecchi treni su binari a scambi
torvi,mescidati e farraginosi.
affettuosi e tristi o acrimoniosi
sempre liquidi, d'acqua evidente
siamo,
patelle appiccicate a scogli
lambiti dalla furia di onde in furia,
laghi di sogni a specchi di una luna
a falce,
che trebbia la foschia bluastra
di ciò che a volte
viene inconcludente.
Presso convegni di stelle alle
strida
dei gabbiani,in una rete di raggi,
accosto alle adunate dei capodogli,
cavallucci marini sciolti
senza
fantini che dominino,padroni
siamo
di fretta,sempre con la fretta
delle urgenze
in esistenza breve.
siamo lacrime
tagliate nel fiele
del dolore,
scivolate da insonnie
spietate,o
per le assenze,gli inganni
i tradimenti,il rancore
anche
siamo giocosa
fame,come al giorno
prima
della festa,che sia al sabato
o a pasqua, alla notte di natale,
la sera di vigilia,nell'ultimo dell'anno
ecco,noi.
noi siamo foschia,
siamo
già al duemilaeventi, cioè a
domani
martedì 31 dicembre 2019
giovedì 26 dicembre 2019
dilucolo di cirri e vene al freddo.
--
intanto,spalancando, c'è una noce
di felicità nel trovare esterne
le vene alte e
*filiformi dei cirri*
nella sottile aria del
dilucolo
cercandosi
con un dito, la vita
su quelle del polso sotto maglione.
E la stanchezza di esserci
tracima.
Il veleno amareggiato
per tutto
da tutto su tutto
con tutto in tutto
adduce un miele disperato
anzi
panna bianca dolce come nuvole
al sorpreso osservare
e tacere.
intanto,spalancando, c'è una noce
di felicità nel trovare esterne
le vene alte e
*filiformi dei cirri*
nella sottile aria del
dilucolo
cercandosi
con un dito, la vita
su quelle del polso sotto maglione.
E la stanchezza di esserci
tracima.
Il veleno amareggiato
per tutto
da tutto su tutto
con tutto in tutto
adduce un miele disperato
anzi
panna bianca dolce come nuvole
al sorpreso osservare
e tacere.
mercoledì 25 dicembre 2019
luci,brevi luci,a intermittenza.
--
come nei miei due occhi
verdi.piccoli
animali volanti,doloranti
tumori neri.passeggeri lenti
nel deserto di un giorno
triste in festa,
naufraghi dentro le ombre
che saranno
in un domani di sole,
stanotte
luci,brevi luci,a intermittenza
si bevono il vino oscuro intorno
stretti,nel non vedere e ricordando.
poi.danzano un lungo pianto tra le ossa
di una pioggia tigliosa, ghiaccia,dura
e asprigni in ciotole
di madreperla
scovano l'accoglienza
di una stella
capricciosa
caduta nel presepe.
come nei miei due occhi
verdi.piccoli
animali volanti,doloranti
tumori neri.passeggeri lenti
nel deserto di un giorno
triste in festa,
naufraghi dentro le ombre
che saranno
in un domani di sole,
stanotte
luci,brevi luci,a intermittenza
si bevono il vino oscuro intorno
stretti,nel non vedere e ricordando.
poi.danzano un lungo pianto tra le ossa
di una pioggia tigliosa, ghiaccia,dura
e asprigni in ciotole
di madreperla
scovano l'accoglienza
di una stella
capricciosa
caduta nel presepe.
martedì 24 dicembre 2019
il Natale osservato,falciando ore
--
non c'è niente di peggio
che l'essere
tristi alla Notte di Natale
(!)
quando è
sdrucciolo e anche
infreddolito il cuore
per cui.Non resta che
falciare
ore
tritate via in parole
che tornano
a bassa voce
a fare compagnia
cucite
di poesia.
d'oro e d'argento.
Esattamente come
l'angioletto
-svagato
d'eternità
e presepi -
puntato forte
da uno spillo in
ferro
sulla grotta,biondo,con il cartello
"alleluja",
messaggero.
Ai tempi
odierni rimpiazzato dalla fretta
di un messaggio - copincolla-
su " vuozzapp ",
in un bosco con voci
di fantasmi (!)
che si fanno
ridicole
presenze (!)
*a dirotto* invadendoci
di auguri
esorbitanti assurdi (!)
sdolcinando.
Con le dita pronte a
pigiare e inviare
senza
*minimamente*
cogitare
in un genere di solitudine
totale,con un telefono in
mano,
sbrigando l'incombenza
degli auguri
(!)
'chè stanotte è festa
e tutto passa
(anche il mio dolore?
che hanno nella testa?)
Ci siamo :
silenzio e nessuno in strada
tutti al panettone per
festeggiare
o aspettare in volo
BabboNatale!!!
La nebbia della Notte Santa
sale
dal mare, per
l'anomalo calore (!)
la brace nel caminetto si spegne
come
il coro bianco in Vaticano
che sussurra e lentamente
trascende
nell'innocenza festosa
dell' "Astro
del ciel,pargol divin!
Mite Agnello,Redentor.Tu che i vati..."
(Cronaca di ciò che ho visto
per quel poco che ci vedo:
la bimba biondissima è piccolina
_ ed indisciplinata_ è
portata
mano nella mano dal sacerdote
_tanto preoccupato_
in processione (?)
la conclusiva della Santa Messa .
Si volta indietro
_ridendo_
a guardare il vecchio tutto bianco,claudicante che
reca a braccia
il simulacro di Gesù Bambino.
Poverino ! Il Papa pare stanco
e rallenta. Lei gli si volta e ride
ride,ride tanto
ed anche canta.
Questa visione di monella bionda
scomposta nella fila e refrattaria
ad ogni regola o
arginatura (!)
mi diverte,me ne tengo
in cuore
l'impressione, qui scovo il *mio* Natale e
creo un Presepe scrivendo al
Professore)
non c'è niente di peggio
che l'essere
tristi alla Notte di Natale
(!)
quando è
sdrucciolo e anche
infreddolito il cuore
per cui.Non resta che
falciare
ore
tritate via in parole
che tornano
a bassa voce
a fare compagnia
cucite
di poesia.
d'oro e d'argento.
Esattamente come
l'angioletto
-svagato
d'eternità
e presepi -
puntato forte
da uno spillo in
ferro
sulla grotta,biondo,con il cartello
"alleluja",
messaggero.
Ai tempi
odierni rimpiazzato dalla fretta
di un messaggio - copincolla-
su " vuozzapp ",
in un bosco con voci
di fantasmi (!)
che si fanno
ridicole
presenze (!)
*a dirotto* invadendoci
di auguri
esorbitanti assurdi (!)
sdolcinando.
Con le dita pronte a
pigiare e inviare
senza
*minimamente*
cogitare
in un genere di solitudine
totale,con un telefono in
mano,
sbrigando l'incombenza
degli auguri
(!)
'chè stanotte è festa
e tutto passa
(anche il mio dolore?
che hanno nella testa?)
Ci siamo :
silenzio e nessuno in strada
tutti al panettone per
festeggiare
o aspettare in volo
BabboNatale!!!
La nebbia della Notte Santa
sale
dal mare, per
l'anomalo calore (!)
la brace nel caminetto si spegne
come
il coro bianco in Vaticano
che sussurra e lentamente
trascende
nell'innocenza festosa
dell' "Astro
del ciel,pargol divin!
Mite Agnello,Redentor.Tu che i vati..."
(Cronaca di ciò che ho visto
per quel poco che ci vedo:
la bimba biondissima è piccolina
_ ed indisciplinata_ è
portata
mano nella mano dal sacerdote
_tanto preoccupato_
in processione (?)
la conclusiva della Santa Messa .
Si volta indietro
_ridendo_
a guardare il vecchio tutto bianco,claudicante che
reca a braccia
il simulacro di Gesù Bambino.
Poverino ! Il Papa pare stanco
e rallenta. Lei gli si volta e ride
ride,ride tanto
ed anche canta.
Questa visione di monella bionda
scomposta nella fila e refrattaria
ad ogni regola o
arginatura (!)
mi diverte,me ne tengo
in cuore
l'impressione, qui scovo il *mio* Natale e
creo un Presepe scrivendo al
Professore)
domenica 22 dicembre 2019
Come elastico che ti torna in faccia
--
E S T E N S I O N E
come a dire "estendere" o "estendi pure" o" estendi anche a..."
Estensione,dicevo,per me è come una parolaccia.
Elastica.
Se tendi troppo, poi ti ritorna indietro in piena faccia.
Se vuoi dire a qualcuno che sei felice o ti dispiace per qualcosa,in un discorso, *non estendere*,per interposta persona.
Né l'augurio,nemmeno il tuo cordoglio.Non funziona.
Fatti avanti,tu _sei_un_ individuo.
Solo.
Unico.
Che non ha bisogno di ambasciatori.
Respira.Piano.
Rifletti.
Respira ancora.
.
Fai un piccolo-piccolo- piccolo passo avanti,quel tanto per dire che ci sei.
Prendi un appuntamento e incontra.
Una persona che incontra una persona SENZA interposta persona.
Avvicinati,prendi una mano .
Guarda in fondo,al fondo degli occhi e se non sei capace,sii audace e sta solo accanto,in silenzio.
Oppure chiama.
E se non sai come iniziare il tuo discorso o provarci,a parlare,con sincerità, di' la verità : che ti dispiace .Che ci hai pensato tanto e non sapevi come farti avanti, perché capisci,tutto.Ma è difficile,poi.Parlare.Hai preso tempo.Ma ora,eccoti.Ci stai provando.
Semplicemente.
Scoprirai di essere bene accolto.
Non chiedere mai se puoi fare qualcosa o se chi ti ascolta ha bisogno di qualcosa,tanto si sa, che è un " proforma" e non è cosa.
Piuttosto.
Ogni tanto. Se sei persona
s e n s i b i l. mente
sincera , non
"enpassando" chiama,chiama ancora.
'Che'il peso del vuoto e dell'assenza lo porti dopo.
Nel tempo a tanto tempo dopo
ti manca la compagnia di chi ti chiede "come va?" solo perché SA.
(o immagina quello che si prova)
Anche "wuozzapp".E' sempre su un telefono,piuttosto chiama.
Non scrivere
su "wuozzapp" dove tutto è veloce,tutto si cancella. Dove se *estendi* cordoglio o augurio, l'elastico si allunga solo a chi è possessore di quell' utenza.
Foglietto,biglietto,francobollo:meglio.
Quello che scrivi
rimane tra le mani di chi ti leggerà,anche più persone.
Mettici la passione d'esser
*vero*.
Se.
Invece che a un dolore partecipi (con il cuore) alla felicità (-ta-ta',accento sulla a)
fallo, ma.
Senza e-clatare.
Senza e-sagerare.
Fa cafone e pare di una insincerità pesante.
E cerca di "esserci",
sempre di persona,faccia a faccia,viso a viso.
Scendendo fino a giù ,al fondo degli occhi,portando fino giù,al fondo degli occhi ,il tuo cuore,fatto di affetto,simpatia e tutto il tuo mondo,*sincero*.
Ma.Per favore.
Non *ESTENDERE* .
Non estendere MAI qualcosa a qualcuno per interposta persona.Cordoglio,augurio.
Anche a me.
(giacché ci sei,data la tua fretta,come chi si approfitta prendendo palla,al
balzo )
Tramite mia sorella,mio nipote,mia cugina,la mia amica.
Io.Sono.Persona.
Ho un cuore.
Ho un cervello.
Che non si tende,quando mi si *estende*.
Io.Sono.Persona
Elastico che si tende tende
tende------------------------.
Elastico che si rompe
"veloce.mente", ti prende in
piena faccia.
Dove torna.
E S T E N S I O N E
come a dire "estendere" o "estendi pure" o" estendi anche a..."
Estensione,dicevo,per me è come una parolaccia.
Elastica.
Se tendi troppo, poi ti ritorna indietro in piena faccia.
Se vuoi dire a qualcuno che sei felice o ti dispiace per qualcosa,in un discorso, *non estendere*,per interposta persona.
Né l'augurio,nemmeno il tuo cordoglio.Non funziona.
Fatti avanti,tu _sei_un_ individuo.
Solo.
Unico.
Che non ha bisogno di ambasciatori.
Respira.Piano.
Rifletti.
Respira ancora.
.
Fai un piccolo-piccolo- piccolo passo avanti,quel tanto per dire che ci sei.
Prendi un appuntamento e incontra.
Una persona che incontra una persona SENZA interposta persona.
Avvicinati,prendi una mano .
Guarda in fondo,al fondo degli occhi e se non sei capace,sii audace e sta solo accanto,in silenzio.
Oppure chiama.
E se non sai come iniziare il tuo discorso o provarci,a parlare,con sincerità, di' la verità : che ti dispiace .Che ci hai pensato tanto e non sapevi come farti avanti, perché capisci,tutto.Ma è difficile,poi.Parlare.Hai preso tempo.Ma ora,eccoti.Ci stai provando.
Semplicemente.
Scoprirai di essere bene accolto.
Non chiedere mai se puoi fare qualcosa o se chi ti ascolta ha bisogno di qualcosa,tanto si sa, che è un " proforma" e non è cosa.
Piuttosto.
Ogni tanto. Se sei persona
s e n s i b i l. mente
sincera , non
"enpassando" chiama,chiama ancora.
'Che'il peso del vuoto e dell'assenza lo porti dopo.
Nel tempo a tanto tempo dopo
ti manca la compagnia di chi ti chiede "come va?" solo perché SA.
(o immagina quello che si prova)
Anche "wuozzapp".E' sempre su un telefono,piuttosto chiama.
Non scrivere
su "wuozzapp" dove tutto è veloce,tutto si cancella. Dove se *estendi* cordoglio o augurio, l'elastico si allunga solo a chi è possessore di quell' utenza.
Foglietto,biglietto,francobollo:meglio.
Quello che scrivi
rimane tra le mani di chi ti leggerà,anche più persone.
Mettici la passione d'esser
*vero*.
Se.
Invece che a un dolore partecipi (con il cuore) alla felicità (-ta-ta',accento sulla a)
fallo, ma.
Senza e-clatare.
Senza e-sagerare.
Fa cafone e pare di una insincerità pesante.
E cerca di "esserci",
sempre di persona,faccia a faccia,viso a viso.
Scendendo fino a giù ,al fondo degli occhi,portando fino giù,al fondo degli occhi ,il tuo cuore,fatto di affetto,simpatia e tutto il tuo mondo,*sincero*.
Ma.Per favore.
Non *ESTENDERE* .
Non estendere MAI qualcosa a qualcuno per interposta persona.Cordoglio,augurio.
Anche a me.
(giacché ci sei,data la tua fretta,come chi si approfitta prendendo palla,al
balzo )
Tramite mia sorella,mio nipote,mia cugina,la mia amica.
Io.Sono.Persona.
Ho un cuore.
Ho un cervello.
Che non si tende,quando mi si *estende*.
Io.Sono.Persona
Elastico che si tende tende
tende------------------------.
Elastico che si rompe
"veloce.mente", ti prende in
piena faccia.
Dove torna.
venerdì 20 dicembre 2019
è privo di senso,tutto. è senza.
--
certe volte ho qualche cosa da dire
che non so a chi dire.
faccio parole
ma è faticoso.
un dolore senza
nomi,verbi e aggettivi
la tua assenza
solo parole
in una cronologia
fredda esatta spessa
priva di senso
che mi dico parlando
senza un suono
sola.mente una parola resiste
ripenso mi ripeto mi riscrivo
per esprimermi bene
nell'essenza
del silenzio del vuoto dell'assenza.
è
"senza"
"senza"
"senza" :
io, "senza"
Te.
giovedì 19 dicembre 2019
Scarpia qui,nell'antica canditura
--
una giumella di mandorle in
farina
e. -tutto come se si fosse
a prima
che te ne andassi- FARE
ATTENZIONE ! :
polvere di mandarino,cannella miele acqua nel colino (semi
calda)
mescolare
agevolmente prima
di impastare
e sono nei ricordi
dischiusi dai profumi
tirando su
col naso -esilio breve dal
dolore-
spavalda nel voler
tirare avanti
nonostante.(e per dare
ascolto
al "vecchio" Padre Attilio
finalmente.)
Accanto, nella piccola
stoviglia
un limone paglierino tagliato
a fettine spesse per la
paziente
antica canditura in
giorni trenta.
(se aggiungi altra frutta,anche sessanta)
Zucchero, vino bianco e
la cottura
l e n t a
nel succo che poi se n'esce. su
fuoco,e non vivace -non sia
mai(!) -
da versare
sulla frutta ogni giorno .
A irrigidirne sempiterno il
dolce .
( riponi sottovetro
come sai.)
è un vecchio codice,da Suor
Luisella
a Suor Maria,paziente glassatura
tramandata a voce come una poesia.
Altri ricordi, belli elaborati :
schegge in
cioccolato fatte polvere
zenzero( un pizzico) anche arachidi
nel ripieno dei fagottini a
Gesù
Bambino e pagliuzze
cristallizzate
in biondo sciropposo
caramello...
Addensare piano
abbrustolendo :
nocciole pistacchi mandorle e
noci.
(fin troppo mi piaci
tu, "nocciolato"!
e il panpepato nero di Natale?)
questo mentre provo
a incartellare
-intorcinando strette -cartellate
{
Lettera:
caro Padre Attilio
quanto
mi gusta preparare tutto
questo
-come se niente fosse- per
le feste
impastando celermente
ricordi
e dolci natalizi che -tanto- qui
nessuno gusterà
o mangerà mai ?
Perché forzare tutto il
dispiacere?
Da Domenica saranno
percorsi dolorosi
a ritroso.
In un così sia che è stato da un anno.
Adesso sciolgo
la fiala di anice
nel caffè
mentre Tosca dalla Scala
-in replica- spiega
al mondo intero
ed a me
chi è
il temibile
Scarpìa! }
una giumella di mandorle in
farina
e. -tutto come se si fosse
a prima
che te ne andassi- FARE
ATTENZIONE ! :
polvere di mandarino,cannella miele acqua nel colino (semi
calda)
mescolare
agevolmente prima
di impastare
e sono nei ricordi
dischiusi dai profumi
tirando su
col naso -esilio breve dal
dolore-
spavalda nel voler
tirare avanti
nonostante.(e per dare
ascolto
al "vecchio" Padre Attilio
finalmente.)
Accanto, nella piccola
stoviglia
un limone paglierino tagliato
a fettine spesse per la
paziente
antica canditura in
giorni trenta.
(se aggiungi altra frutta,anche sessanta)
Zucchero, vino bianco e
la cottura
l e n t a
nel succo che poi se n'esce. su
fuoco,e non vivace -non sia
mai(!) -
da versare
sulla frutta ogni giorno .
A irrigidirne sempiterno il
dolce .
( riponi sottovetro
come sai.)
è un vecchio codice,da Suor
Luisella
a Suor Maria,paziente glassatura
tramandata a voce come una poesia.
Altri ricordi, belli elaborati :
schegge in
cioccolato fatte polvere
zenzero( un pizzico) anche arachidi
nel ripieno dei fagottini a
Gesù
Bambino e pagliuzze
cristallizzate
in biondo sciropposo
caramello...
Addensare piano
abbrustolendo :
nocciole pistacchi mandorle e
noci.
(fin troppo mi piaci
tu, "nocciolato"!
e il panpepato nero di Natale?)
questo mentre provo
a incartellare
-intorcinando strette -cartellate
{
Lettera:
caro Padre Attilio
quanto
mi gusta preparare tutto
questo
-come se niente fosse- per
le feste
impastando celermente
ricordi
e dolci natalizi che -tanto- qui
nessuno gusterà
o mangerà mai ?
Perché forzare tutto il
dispiacere?
Da Domenica saranno
percorsi dolorosi
a ritroso.
In un così sia che è stato da un anno.
Adesso sciolgo
la fiala di anice
nel caffè
mentre Tosca dalla Scala
-in replica- spiega
al mondo intero
ed a me
chi è
il temibile
Scarpìa! }
domenica 15 dicembre 2019
Dina.Ritorna azzurra.E' qui ancora.
--
un'orrenda voragine ripetersi
colpe
nell'essere,sola a se stessa
nel bisogno
totale di sparire
nella volontà a
compiersi una fine
cremisi, padrona
di recidersi
Dina
un anno dopo. che riappare.
Sui passi delle mie ombre
di quest'anno
nell'inganno di un meriggio
di calma
al pressoché
oscuro della stanza
qui ritorna -e' l'unica speranza-
per sparire azzurra di Paradiso
al primo albore
con quel suo sorriso
delicato,un poco
indeciso
che
qui resiste,batte nel
mio cuore.❤️
sabato 7 dicembre 2019
un bianco di paure sul mio capello.
--
un bianco
di paure arriva al mio unico
capello ancora
biondo ultimo affondo
a questo lunghissimo anno
crudele.
nello specchio sul lavabo
mi cerco
siamo già a dicembre e 'st'anno
la Tosca.
(come volevi tu per la premiere
solo che non ci sei più ed io
trascorro
con l'infamia di
pensieri assai grevi
nelle stanze scomposte
del mio cuore .)
c'è qualcosa di addormentato
dentro
me,casa vuota,sprangata nel
nulla
continuato da un dolore
sempre piu'.
forte.tanto.troppo irriducibile
e niente voglia di Natale,niente.
poi, quando si
fa notte,sempre, gli occhi
sgranati su di un muro
nero,cupo
possente estraneo
inespugnabile
verso cui mi
volto inseguendo.mi, e.
una processione di ombre mutilate
dall"angoscia riappare ed
i ricordi
dei tuoi
ultimi momenti
intaglio
con le unghie affondate
nelle coperte.
si,precipito nel nulla
del sonno
entrandovi affievolendo
l'oscuro.
un bianco
di paure arriva al mio unico
incubo - che da un poco è sempre quello-
sistemo il pastorello nel presepe
mi volto per chiamarti
ed una nebbia
massiccia paralizza la mia voce.
mamma. è tutto così,
senza pace.
--
" TOSCA,di Giacomo Puccini
premiere al Teatro alla Scala
7 dicembre 2019"
SPETTACOLARE
Scena finale : Tosca si lancia dagli spalti di Castel Sant'Angelo.
le tracce della festa a notte prima.
--
le tracce della folla,della vita
quando albeggia
e la banda per strada
suona
con il ragazzetto davanti
a tutti
che fa da mascotte e
ride
che brilla mortaretti
per svegliare
la città e per ricordare
la festa
dell'Immacolata che
qua incomincia
di mattina quando ancora
e' notte.
Apro
la finestra, loro virano
al rumore,mi guardano (stupiti)
io li saluto
con la mano in alto...
E' un'attimo :
e quelli prima lenti
piano-piano,poi,quasi
galoppando (!)
si precipitano suonando
sotto
al mio balcone.Concertando
ritmi.
Mi sento un po' Giulietta ed ho il fiatone
per la corsa dal letto alle persiane.
Rido.Tanto. Ed è da tanto che non.
Le cinque e quarantasei
strimpellando :
*the lady is the tramp*
Qualcuno sussurra
o forse è un grido
lontano o un cane che latra o
qualcosa :
la banda che mi saluta
suonando
gli strumenti
riprende la sua strada.
Io che sorrido spalancando
tutto
di casa , e canticchio al
frescolino
(malamente o molto male)
Sinatra.
That's why the lady is a tramp
(trad.
Ecco perché la signora è un vagabondo)
I love the free, fresh wind in my hair
(trad.
Adoro il vento fresco e libero
nei polmoni
il freddo tra i capelli...)
le tracce della folla,della vita
quando albeggia
e la banda per strada
suona
con il ragazzetto davanti
a tutti
che fa da mascotte e
ride
che brilla mortaretti
per svegliare
la città e per ricordare
la festa
dell'Immacolata che
qua incomincia
di mattina quando ancora
e' notte.
Apro
la finestra, loro virano
al rumore,mi guardano (stupiti)
io li saluto
con la mano in alto...
E' un'attimo :
e quelli prima lenti
piano-piano,poi,quasi
galoppando (!)
si precipitano suonando
sotto
al mio balcone.Concertando
ritmi.
Mi sento un po' Giulietta ed ho il fiatone
per la corsa dal letto alle persiane.
Rido.Tanto. Ed è da tanto che non.
Le cinque e quarantasei
strimpellando :
*the lady is the tramp*
Qualcuno sussurra
o forse è un grido
lontano o un cane che latra o
qualcosa :
la banda che mi saluta
suonando
gli strumenti
riprende la sua strada.
Io che sorrido spalancando
tutto
di casa , e canticchio al
frescolino
(malamente o molto male)
Sinatra.
That's why the lady is a tramp
(trad.
Ecco perché la signora è un vagabondo)
I love the free, fresh wind in my hair
(trad.
Adoro il vento fresco e libero
nei polmoni
il freddo tra i capelli...)
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