martedì 31 dicembre 2019

noi.siamo.evanescenti al domani.

--
noi siamo foschia, non ghiaia 
o ciottoli
o tutto ciò ch'è rude
 e viene dalla crosta 
dura, coriacea e spessa dell'inverno
che al dì sputa dalla sua bocca scura 
dai  denti stridenti - ossa di sassi-
dal ventre obeso,dai rigonfi fianchi
un breve filo verde
di         s p e r a n z a.

noi siamo evanescenti, non
cristalli
gelati, ghiacci irrigiditi,massi.

fluenti rivoli 
siamo, sorsi  frementi alle  fontane 
dell'alba prima
di abbracciare il giorno
e asciugarci il fiato su una manica
come il sole appena sorto
sui cirri
volando, depositari di nomi
planando solitari esili,brevi
pensieri anche lunghissime concioni.

purtroppo anche nebbia.

densa, furente
siamo,
fumo ingrigito inzaccherato
di vecchi treni su binari a scambi
torvi,mescidati e farraginosi.

affettuosi e tristi o acrimoniosi
sempre liquidi, d'acqua evidente
siamo,
patelle appiccicate a scogli
lambiti dalla furia di onde in furia,
laghi di sogni a specchi di una luna 
a falce,
che trebbia  la foschia bluastra
di ciò che a volte 
viene inconcludente.

Presso convegni di stelle alle
strida
dei gabbiani,in una rete di raggi,
accosto alle adunate dei capodogli,
cavallucci marini sciolti
senza 
fantini che dominino,padroni
siamo 
di fretta,sempre con la fretta
delle urgenze
in esistenza breve.

siamo lacrime
tagliate nel fiele 
del dolore,
scivolate da insonnie 
spietate,o 
per le assenze,gli inganni 
i tradimenti,il rancore
anche
siamo giocosa
fame,come al giorno 
prima
della festa,che sia al sabato 
o a pasqua, alla notte di natale,
la sera di vigilia,nell'ultimo  dell'anno
ecco,noi.
noi siamo foschia,
siamo 
già al duemilaeventi, cioè a
domani 

                  


giovedì 26 dicembre 2019

dilucolo di cirri e vene al freddo.

--
intanto,spalancando, c'è una noce
di felicità nel trovare esterne
le vene alte e
               *filiformi dei cirri*
nella sottile aria del
dilucolo
cercandosi
con un dito, la vita
su quelle del polso sotto  maglione.

E la stanchezza di esserci
tracima.
Il veleno amareggiato
per tutto
 da tutto su tutto
 con tutto in tutto
adduce un miele disperato
anzi
panna bianca dolce come nuvole

al sorpreso osservare
 e tacere.

   

mercoledì 25 dicembre 2019

luci,brevi luci,a intermittenza.

--
come nei miei due occhi
verdi.piccoli
animali volanti,doloranti
tumori neri.passeggeri lenti
nel deserto di un giorno
triste in festa,
naufraghi dentro le ombre
che saranno
in un domani di sole,
stanotte
luci,brevi luci,a intermittenza
si bevono il vino oscuro intorno
stretti,nel non vedere e ricordando.
poi.danzano un lungo pianto tra le ossa
di una pioggia tigliosa, ghiaccia,dura
e asprigni in ciotole
di madreperla
scovano l'accoglienza
di una stella
capricciosa
caduta nel presepe.






 
 

martedì 24 dicembre 2019

il Natale osservato,falciando ore

 --
non c'è niente di peggio
che l'essere
tristi alla Notte di Natale
(!)
quando è
sdrucciolo e anche
infreddolito il cuore
per cui.Non resta che
falciare
ore
tritate via in parole
che tornano
a bassa voce
      a fare compagnia
cucite
di poesia.
d'oro e d'argento.
Esattamente come
l'angioletto
-svagato
d'eternità
e presepi -
puntato forte
da uno spillo in
ferro
sulla grotta,biondo,con il cartello
                "alleluja",
messaggero.
                          Ai tempi
odierni rimpiazzato dalla fretta
di un messaggio - copincolla-
su " vuozzapp ",

in un bosco con  voci
 di fantasmi (!)
che si fanno
ridicole
presenze  (!)
*a dirotto* invadendoci
di auguri
esorbitanti assurdi  (!)
sdolcinando.
Con le dita  pronte a
pigiare e inviare
senza
*minimamente*
cogitare
in un genere di solitudine
totale,con un telefono in
mano,
sbrigando l'incombenza
degli auguri
(!)
'chè stanotte è festa
e tutto passa
(anche il mio dolore?
che hanno nella testa?)


Ci siamo : 
silenzio e nessuno in strada
tutti al panettone per
festeggiare
o aspettare in volo
BabboNatale!!!


La nebbia della Notte Santa
sale
dal mare, per
l'anomalo calore (!)

la brace nel caminetto si spegne
come
il coro bianco in Vaticano
che sussurra e lentamente
trascende
nell'innocenza festosa
dell' "Astro
del ciel,pargol divin!
Mite Agnello,Redentor.Tu che i vati..."


(Cronaca di ciò che ho visto
per quel poco che ci vedo:
la bimba biondissima è piccolina
   _ ed indisciplinata_   è
 portata
 mano nella mano dal sacerdote
_tanto preoccupato_
in processione  (?)
la conclusiva della Santa Messa .
Si volta indietro
_ridendo_
a guardare il vecchio tutto  bianco,claudicante che
reca a braccia
il simulacro di Gesù Bambino.
Poverino ! Il Papa pare stanco
e rallenta.  Lei gli si volta e ride
ride,ride tanto
ed anche canta.

Questa visione di monella bionda
scomposta nella fila  e refrattaria
ad ogni regola o
arginatura (!)
mi diverte,me ne tengo
in cuore
l'impressione, qui scovo il *mio* Natale e
creo un Presepe scrivendo al
Professore)

                     

domenica 22 dicembre 2019

Come elastico che ti torna in faccia

--
E S T E N S I O N E
come a dire "estendere" o "estendi pure" o" estendi anche a..."
Estensione,dicevo,per me è come una parolaccia.
Elastica.
Se tendi troppo, poi ti ritorna indietro in piena faccia.

Se vuoi dire a qualcuno che sei felice o ti dispiace per qualcosa,in un discorso, *non estendere*,per interposta persona.

Né l'augurio,nemmeno il tuo cordoglio.Non funziona.

Fatti avanti,tu _sei_un_ individuo.
 Solo.
Unico.
Che non ha bisogno di ambasciatori.

Respira.Piano.
Rifletti.
Respira ancora.

.

Fai un piccolo-piccolo- piccolo passo avanti,quel tanto per dire che ci sei.

Prendi un appuntamento e incontra.
Una persona che incontra una persona SENZA interposta persona.

Avvicinati,prendi una mano .

Guarda in fondo,al fondo degli occhi e se non sei capace,sii audace e sta solo accanto,in silenzio.


Oppure chiama.

E se non sai come iniziare il tuo discorso o provarci,a parlare,con sincerità, di' la verità : che ti dispiace .Che ci hai pensato tanto e non sapevi  come farti avanti, perché capisci,tutto.Ma è difficile,poi.Parlare.Hai preso tempo.Ma ora,eccoti.Ci stai provando.

Semplicemente.
Scoprirai di essere bene accolto.

Non chiedere mai se puoi fare qualcosa o se chi ti ascolta ha bisogno di qualcosa,tanto si sa, che è un " proforma" e  non è cosa.

Piuttosto.

Ogni tanto. Se sei persona
s e n s i b i l. mente
sincera , non
"enpassando" chiama,chiama ancora.

'Che'il peso del vuoto e dell'assenza lo porti dopo.
Nel tempo a tanto tempo dopo
ti manca la compagnia di chi ti chiede "come va?" solo perché SA.
(o immagina quello che si prova)


Anche "wuozzapp".E' sempre su un  telefono,piuttosto chiama.
Non scrivere
su "wuozzapp" dove tutto è veloce,tutto si cancella. Dove se *estendi* cordoglio o augurio, l'elastico si allunga solo a chi è possessore di quell' utenza.
Foglietto,biglietto,francobollo:meglio.
Quello che scrivi
rimane tra le mani di chi ti leggerà,anche più persone.
Mettici la passione d'esser
*vero*.


Se.
Invece che a un dolore partecipi (con il cuore) alla felicità (-ta-ta',accento sulla a)
fallo, ma.
Senza e-clatare.
Senza e-sagerare.
Fa cafone e pare di una insincerità pesante.

E cerca di "esserci",
sempre di persona,faccia a faccia,viso a viso.
Scendendo  fino a giù ,al fondo degli occhi,portando fino giù,al fondo degli occhi ,il tuo cuore,fatto di affetto,simpatia e tutto il tuo mondo,*sincero*.

Ma.Per favore.
Non *ESTENDERE* .
Non estendere MAI qualcosa a qualcuno per interposta persona.Cordoglio,augurio.

Anche a me.

(giacché ci sei,data la tua fretta,come chi si approfitta prendendo palla,al
balzo )

Tramite mia sorella,mio nipote,mia cugina,la mia amica.

Io.Sono.Persona.
Ho un cuore.
Ho un cervello.

Che non si tende,quando mi si *estende*.

Io.Sono.Persona


Elastico che si tende tende
tende------------------------.


Elastico che si rompe 
"veloce.mente", ti prende in
piena faccia.
Dove torna.





             




venerdì 20 dicembre 2019

è privo di senso,tutto. è senza.



--

certe volte ho qualche cosa da dire 
che non so a chi dire.

faccio parole
ma è faticoso.

un dolore     senza  
   nomi,verbi e aggettivi 
la tua assenza

solo parole 
 in una cronologia 

fredda  esatta    spessa 

priva di senso 
che mi dico parlando
senza  un suono 



sola.mente una parola  resiste 
        
ripenso mi  ripeto  mi riscrivo

per esprimermi bene 
nell'essenza 

 del silenzio del vuoto dell'assenza.
 è
        "senza"
              "senza"
                  "senza" :

  io,                "senza"
   Te.




               

giovedì 19 dicembre 2019

Scarpia qui,nell'antica canditura

--
una giumella di mandorle in     
farina
e.         -tutto come se si fosse 
             a prima
             che te ne andassi- FARE
                     ATTENZIONE  ! :

polvere di mandarino,cannella miele  acqua nel colino (semi
 calda)
mescolare
agevolmente  prima 
di impastare
e sono nei ricordi
dischiusi dai profumi
tirando su
col naso -esilio breve dal
dolore-
spavalda nel voler
tirare avanti
nonostante.(e per dare
 ascolto
al "vecchio" Padre Attilio
finalmente.)


Accanto, nella piccola
 stoviglia
un limone paglierino tagliato
a fettine spesse per la
paziente
antica canditura in
giorni trenta.
(se aggiungi altra frutta,anche sessanta)


Zucchero, vino bianco e
 la cottura
          l    e    n   t    a
nel succo che  poi  se n'esce. su
fuoco,e non vivace -non sia
mai(!) -
da versare
sulla frutta ogni giorno .
A irrigidirne sempiterno il
dolce  .
( riponi sottovetro
     come sai.)

è un vecchio codice,da Suor
 Luisella
 a Suor Maria,paziente glassatura
tramandata a voce come una poesia.

Altri ricordi, belli elaborati :

schegge in
cioccolato fatte polvere
zenzero( un pizzico) anche arachidi
nel ripieno dei fagottini a
 Gesù
 Bambino e pagliuzze
cristallizzate
in biondo sciropposo
 caramello...
Addensare piano
abbrustolendo :
nocciole pistacchi mandorle e
 noci.
(fin troppo mi piaci
tu, "nocciolato"!
   e il panpepato nero di Natale?)

questo mentre provo
a incartellare
-intorcinando strette -cartellate

{
Lettera:
caro Padre Attilio
quanto
mi gusta preparare tutto
questo
-come se niente fosse- per
le feste
impastando  celermente
ricordi
e dolci  natalizi che -tanto- qui
nessuno  gusterà
o mangerà mai ?

Perché forzare tutto il
dispiacere?

Da Domenica saranno
 percorsi dolorosi
a ritroso.
In un così sia che è stato da un anno.

Adesso  sciolgo
 la fiala di anice
nel caffè
mentre  Tosca  dalla Scala
 -in replica- spiega
al mondo intero
ed a me
chi è
 il temibile
Scarpìa! }








domenica 15 dicembre 2019

Dina.Ritorna azzurra.E' qui ancora.










--

un'orrenda voragine ripetersi 
colpe
nell'essere,sola a se stessa
nel bisogno
totale di sparire
nella volontà a
compiersi una fine
cremisi, padrona
di recidersi 

Dina

un anno dopo. che riappare. 

Sui passi delle mie ombre
di quest'anno 
nell'inganno di un meriggio
di calma
al pressoché 
oscuro della stanza
qui ritorna -e' l'unica speranza-

per sparire azzurra di Paradiso 

al primo albore
con quel suo sorriso 
delicato,un poco 
indeciso 
che
qui resiste,batte nel
mio cuore.❤️

      


sabato 7 dicembre 2019

un bianco di paure sul mio capello.





--
un bianco
di  paure arriva al mio unico
capello ancora
biondo ultimo affondo
a questo lunghissimo anno
crudele.

nello specchio sul lavabo
mi cerco
siamo già a dicembre e 'st'anno
la Tosca.

(come volevi tu per la premiere
solo che non ci sei più ed io
trascorro
con l'infamia di
pensieri assai grevi
nelle stanze scomposte
del mio cuore .)


c'è qualcosa di addormentato
dentro
me,casa vuota,sprangata nel
nulla
continuato da un dolore
sempre piu'.

forte.tanto.troppo irriducibile
e niente voglia di Natale,niente.
poi, quando si
 fa notte,sempre, gli occhi
sgranati su di un muro
 nero,cupo
possente estraneo
inespugnabile
verso cui mi
volto inseguendo.mi, e.

una processione di ombre mutilate
dall"angoscia  riappare ed
 i  ricordi
dei tuoi
ultimi momenti
intaglio
con le unghie affondate
nelle coperte.

si,precipito nel nulla
del sonno
entrandovi affievolendo
 l'oscuro.


un bianco
di paure arriva al mio unico
incubo - che da un poco è sempre quello-
sistemo il pastorello nel presepe

mi volto per chiamarti
ed una nebbia
massiccia paralizza la mia voce.

mamma. è tutto così,
 senza pace.

--
" TOSCA,di Giacomo Puccini
premiere al Teatro alla Scala
7 dicembre 2019"

SPETTACOLARE
Scena finale : Tosca si lancia dagli spalti di Castel Sant'Angelo.

           

le tracce della festa a notte prima.

--
le tracce della folla,della vita
quando albeggia
e la banda per strada
suona
con il ragazzetto davanti
a tutti
che fa da mascotte e
 ride
che brilla mortaretti
per svegliare
la città e  per ricordare
la festa
dell'Immacolata che
qua incomincia
di mattina quando ancora
e' notte.

Apro
la finestra, loro virano
al rumore,mi guardano (stupiti)
io li saluto
con la mano in alto...
E' un'attimo :
e quelli prima lenti
piano-piano,poi,quasi
galoppando (!)
 si precipitano suonando
sotto
al mio balcone.Concertando
ritmi.

Mi sento un po' Giulietta ed ho il fiatone
per la corsa dal  letto alle persiane.

Rido.Tanto. Ed è da tanto che non.

 Le cinque e quarantasei
strimpellando :

*the lady is the tramp*


Qualcuno sussurra
o forse è un grido
 lontano o un cane che latra o
qualcosa :
la banda che mi saluta
suonando
gli strumenti
 riprende la sua strada.

Io che sorrido  spalancando
tutto
di casa , e canticchio al
 frescolino
(malamente o molto male)
Sinatra.

That's why the lady is a tramp
(trad.
Ecco perché la signora è un vagabondo)

I love the free, fresh wind in my hair

(trad.
Adoro il vento fresco e libero
nei polmoni
il freddo tra i capelli...)